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    Eterogenesi dei fini…

    Guardandosi intorno, di questi tempi, di queste guerre… una riflessione, che volentieri accogliamo, di Mario Spada, a proposito di ideali, ideologie e un’eterogenesi dei fini intorno a cui interrogarsi…

    “Molti della mia generazione misero in gioco la propria gioventù dedicando un impegno straordinario nella lotta alle diseguaglianze sociali. Che fosse “la meglio gioventù” è probabile in quanto contava nelle sue file giovani generosi e coraggiosi che hanno messo in pratica ciò che per Einstein era un dovere morale:
    “La vita non è degna di essere vissuta se non è vissuta per qualcun altro”. Nei numerosi cortei che hanno segnato quella stagione di lotte sociali tra gli slogan ce n’era uno che inneggiava ai Padri del comunismo: Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse Tung. E’ inquietante vedere a distanza di anni che i leader dei Paesi che violano la sovranità di paesi democratici portando guerra e distruzioni, che costringono milioni di persone a esodi biblici, che minacciano la pace nel mondo evocando una guerra atomica, si sono formati sugli stessi ideali: la rivoluzione comunista auspicata da Marx e praticata da Lenin e Mao Tse Tung. Putin, Xi Jinping e Kim Jong-Un hanno plasmato la propria formazione sui testi sacri del comunismo ortodosso che ha presto dimenticato la sostanziale estinzione dello Stato predicato da Marx e dallo stesso Lenin nei suoi primi scritti. Costoro sono responsabili di un’involuzione autoritaria che ha generato fenomeni di schizofrenia sociale come la convivenza di un partito unico che dovrebbe promuovere l’eguaglianza con i privilegi di oligarchie che risulterebbero anomale perfino in un paese capitalista.
    Un bel libro aiuta a capire come le più buone intenzioni di eguaglianza e progresso sociale si sono rovesciate nel loro opposto in una imprevedibile eterogenesi dei fini: “ Rivoluzione “ di Enzo Traverso fa un’acuta analisi “strutturale” delle rivoluzioni che hanno segnato la storia degli ultimi due secoli dedicando un’attenzione particolare alla rivoluzione bolscevica . Nella Russia rivoluzionaria la genesi della svolta autoritaria avviene quando i bolscevichi reagiscono alle minacce della controrivoluzione mettendo in moto un rapido processo di militarizzazione del partito. Lenin in “Stato e rivoluzione” mette in evidenza la necessità di reprimere la resistenza degli sfruttatori con un partito “ capace di prendere il potere e condurre tutto il popolo al socialismo, capace di dirigere e organizzare un nuovo regime ,di essere il maestro , il capo di tutti i lavoratori, di tutti gli sfruttati. “L’auspicata dittatura del proletariato si trasforma in dittatura del partito con un processo di sostituzione rivendicato anche da Trotskij in “Terrorismo e comunismo” : “ in questa “sostituzione” del potere del partito al potere della classe operaia non c’è nulla di accidentale: in realtà non c’è stata affatto una sostituzione. I comunisti esprimono gli interessi fondamentali della classe operaia”. La sostituzione giustifica i passaggi successivi incarnati dallo stalinismo: dal culto della libertà, bandiera della Rivoluzione, si passa al culto dell’obbedienza di partito il quale è investito di una missione messianica con gli adepti che aderiscono a rituali di tipo religioso iniziati con la venerazione della salma di Lenin come se fosse una reliquia. Il dissenso diventa eresia, l’autoinvestitura messianica giustifica qualunque azione anche quelle che sono l’opposto dei principi ideali della Rivoluzione. Il passaggio dal culto della libertà al culto dell’obbedienza fa emergere nei Paesi che si dicono socialisti un personale politico in prevalenza burocratico e mediocre che per convenienza si ritiene depositario della missione messianica del comunismo.
    Quella che fu la “meglio gioventù” che rifiuta questa sgradita compagnia ideale non deve avere alcun rimorso per ciò in cui ha creduto. Quei cortei e quei giovani che invocavano una giustizia sociale identificata nel comunismo hanno permesso a milioni di operai e contadini sfruttati di alzare la testa, di rivendicare diritti, di sentirsi liberi. Nessuna indulgenza per coloro che hanno congelato la spinta innovativa e rigeneratrice della Rivoluzione in una rappresentazione falsa della sovranità popolare attraverso il partito egemone che si sostituisce ad essa. Chi ama la libertà non può che stare da una parte sola”.

    Mario Spada


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