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    fallimenti, ancora…

    Pensiero tramortito della domenica mattina… E’ da giorni che mi gira in testa… a proposito di James Foley e la sua terribile morte… decapitato con un coltello…  Non ho guardato le immagini, oltre quel coltello poggiato sul collo …non ce l’ho fatta, ma riesco bene a immaginare… Insomma, più mi guardo intorno, più guardo in profondità, più penso che il nodo sia sempre lo stesso… e lo ripeterò ancora, con le parole di Milan Kundera, ficcanti e definitive, come quelle che la letteratura vera, come poche altre cose, ci sa donare: “Il vero esame morale dell’umanità, l’esame fondamentale (posto così in profondità da sfuggire al nostro sguardo) è il suo rapporto con coloro che sono alla sua mercé: gli animali. E qui sta il fondamentale fallimento dell’uomo, tanto fondamentale che da esso derivano tutti gli altri”. Già… mi fermo solo su un’immagine: il fotogramma che mostra l’uomo vestito di nero afferrare la testa del prigioniero dal mento, piegandola all’indietro per meglio poggiare il coltello sul collo…il gesto di tagliare la gola. E’ lo stesso gesto con il quale si sgozzano gli agnelli…(…)

    Se siamo dunque in grado di uccidere comunque così, ficcando il coltello nel collo di un essere che è vivente, e che ha dolore e che ha paura ( e gli agnelli sono vivi, hanno paura, sentono dolore),  solo perché si pensa che sia in nostro potere e a nostra disposizione… se è cosa che si dà per acquisita, e non importa se lo facciamo per presunte necessità alimentari o per “riti” ereditati dal tempo dei tempi…

    Ma se questo è possibile, anzi dato per scontato, non ci vuole molto per compiere il passo e fare la stessa cosa a un uomo, quando pensiamo che sia in nostro potere, a nostra disposizione, perché vinto, perché inferiore, perché ostaggio della nostra causa…  e quanto altro immaginabile al servizio  del nostro “accrescimento”…

    Ho letto, a proposito delle immagini dell’omicidio di Foley, che forse “c’è un trucco”… che il giornalista sarebbe stato ucciso in seguito, eccetera eccetera… Ma cosa cambia nel significato terribile del gesto che tutti abbiamo visto? A mio parere nulla… E anche se cerchiamo in un modo o nell’altro di scostare quelle immagini da noi, penso che l’uomo vestito di nero, ci piaccia o no, faccia parte dello stesso “genere umano” cui apparteniamo tutti…

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