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    Fate, Elfi, dove siete?

    “… Ed ecco che arrivano fate ed Elfi, creati da Madre Natura per rimettere le cose a posto… mentre Spazio e Tempo divennero adulti, e tutto si sistemò. Sembrava dunque tutto in ordine, quando un giorno il principe degli Elfi arrivò tutto trafelato al cospetto di Madre Natura: “Ho visto un essere mai visto prima! Cammina come noi su due piedi, dietro di lui sua moglie e i suoi cuccioli, intreccia canestri, si costruisce capanne, raccoglie frutti, bacche e semi e… uccide! Sì, uccide gli animali della foresta e mangia i pesci del fiume! Accende fuochi e combatte i suoi simili, li deruba, persino!” E Madre Natura: “E’ l’uomo! E’ arrivato”. Dal racconto che Marco Bruno ha scritto per i suoi alunni… Eco di un racconto delle mille e una Notte, dove si legge che la terra e gli animali tremarono il giorno in cui Dio creò l’uomo. Immagine folgorante, e noi oggi sappiamo quanto di profetico è dentro quelle visione… (…)

    Continua il racconto di Bruno: “L’Uomo arrivò, dunque. E cominciò a depredare boschi e foreste, cambiò l’aspetto delle pianure delle valli e delle colline, impiantò campi coltivati, imprigionò animali mansueti, decimò quelli selvatici, traforò montagne, scavò miniere, costruì ponti e ferrovie, autostrade, solcò i cieli con macchine volanti, pose piede sulla luna, solcò mari, scoprì nuove fonti d’energia, ma tutte queste sue opere avvelenarono il suolo e le piante, inquinarono i cieli rendendo l’aria irrespirabile, le limpide acque dei mari dibennero limacciose, piene di schiuma, nere e puzzolenti, impedendo la vita di tutto gli esseri viventi. Madre natura temette davvero che la sua opera fosse destinata alla distruzione. Ma forse, pensò, c’era ancora una speranza. Disse agli elfi e alle fate:  “Quando le vostre foreste, i vostri ruscelli saranno talmente inquinati da non permettervi la vita, scegliete un cucciolo d’uomo, nascondetevi nel più recondito posto del suo cuore e di lì parlategli”.

    Ma ancora forse quelle parole non sono arrivate al suo cuore…

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