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    Incontri…

    Tutto l’anno vestito così. Con questo corto impermeabile, o una lunga giacca, di stoffa leggera color marroncino chiaro, aperta sul petto nudo. E i piedi scalzi e i capelli grigi e bianchi un po’ lunghi, ma non troppo lunghi. Chissà dove dorme. Sicuramente di giorno è possibile incontrarlo fra la piazza della Chiesa Grande e i giardinetti della Villa di fronte al palazzo del Comune. Qui, provincia del sud, dove tutti un po’ si conoscono e forse conoscono lui, che sicuramente tutti conosce. Si avvicina, sorridente e fiducioso. E inizia a parlare. Per chiedere di qualcuno che lui sa conosce di musica e della sua storia, e sicuramente può dargli le informazioni che cerca. Su Pietro Metastasio. Certo, Metastasio. Che gli piace tanto. Ma no, non vuole sapere quali le opere del Metastasio. Che domanda… queste cose le conosce bene.  Avrebbe piuttosto bisogno di alcuni testi critici, commenti sulle rappresentazioni delle sue opere. Gli piacerebbe saperne, parlarne, approfondire… Alessandro? Sì, Alessandro. Che sicuramente saprà dargli le indicazioni giuste. Dove lo può trovare? Nel locale dove suona, la sera. Bene, ci andrà. Ma non è sicuro di conoscerlo.  “Ma voi ditegli, ditegli voi, che andrò a cercarlo” dice andando via. “Mi riconoscerà lui, sicuro. Appen mi vedrà. E’ facile, ditegli che una di queste sere passerò…”  Attilio? ” ‘O Clochàrd. Passerà, ditegli, ‘o clochàrd”.

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