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    Sirene

    Per salutare luglio, con un tuffo nell’acqua. Storia, anche questa, di follia e di rimpianto, scritta in punta d’onda… Come la racconta Daniela Morandini.

    “Uscì dall’acqua e si sedette su uno scoglio. Era un pò stanca. Guardò le barche che, pian piano, uscivano per la pesca. Non erano molte. Sempre belle, però. Con i loro marinai. Le reti arrotolate a poppa. Le lampare ancora spente. Si mise a contarle. Una due tre quattro… Blu con la riga gialla, verde con un occhio celeste, rosa come una rosa. Cinque sei sette otto… Mentre il sole scendeva dietro alla montagna, le luci delle case si accendevano, una alla volta. Là, vivevano gli uomini, con le loro donne e i loro bambini… Quando il sole si nascose dietro alla montagna, sentì un pò freddo. Una volta non le succedeva. Quanti giorni in acqua aveva passato con il Professore. Quante navi aveva visto schiantarsi! Quante città aveva visto nascere! Quante tempeste aveva superato! Ora quella riga sottile sulla fronte, le ricordava tutti i secoli che erano passati… Ma poi alzò le spalle e, con un colpo di coda, si ributtò in mare”.

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