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    Trent’anni fa, memorie…

    Fra due giorni, trent’anni fa, la strage di Bologna. La madre di tutte le stragi. Che ricordiamo, con lo sguardo di questa bambina, Angela Fresu, tre anni, morta con la madre, nell’esplosione letteralmente dissolta. E con le parole di Daniela Morandini, che quel giorno era lì…

    “Trent’anni fa. Sotto alle Torri, un silenzio surreale e tanta polvere. Una nebbia bollente che saliva di corsa da via Indipendenza. Poi le urla delle sirene. Era scoppiata una bomba alla stazione. Ventitré chili di esplosivo in una borsa, nella sala d’aspetto di seconda classe. “Una caldaia” tentavando di dire le prime voci ufficiali. Le ambulanze non bastavano. I feriti, furono portati in ospedale anche con gli autobus e con i taxi. Insieme con i pompieri, si scavava con le mani fra le macerie bollenti. I feriti erno duecento. I morti ottanta. Tra loro, Maria e Angela Fresu, ventiquattro e tre anni. Maria, la madre, evaporò nella voragine: di lei non si trovò mai più nulla. Andrea Zanzotto la ricorda ancora: ‘E il nome di Maria Fresu / continua a scoppiare / all’ora dei pranzi / in ogni casseruola / in ogni pentola / in ogni boccone / in ogni / rutto-scoppiato e disseminato- /in milioni di / dimenticanze, di comi, bburp’. I mandanti invece non si ricordano. Perché ancora non si conoscono. Lunedì alla commemorazione non salirà sul palco nessun politico. Dal 1993 Bologna li ha sempre fischiati”.

    Per ricordare ancora, portandoci dentro quel ricordo e questo sguardo. E buone vacanze  tutti.

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