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    Sulla strada del pensiero libero…

    Louise Michel e tante altre e altri… Paolo Rausa ci riporta sul sentiero della storia, per ricordarci quanti “fulgidi esempi per tutti a dimostrazione che le idee giuste vivranno per sempre”.

    “Ci sono figure che ci ricordano quanto è erta la strada del pensiero libero e dell’azione. Molte fra queste sono donne, che hanno fatto della libertà e della giustizia la loro dottrina sociale. E hanno sacrificato sé stesse per affermare i principi di eguaglianza sostanziale. “Ovunque troverò qualcuno che si unirà a me senza dover prestare giuramento alla mia bandiera.”, così diceva Michail Bakunin, perché certi principi non hanno bisogno di vessilli ideologici ma di spiriti magni. Louise Michel era una di questi. Ringraziamo perciò Anna Maria Farabbi che ci ha fatto dono di questa reminiscenza della memoria. L’esperienza politica della Comune di Parigi, sebbene per pochi mesi, ha rappresentato la possibilità di gestire la cosa pubblica senza per questo assumere il potere di decidere sulla vita delle persone ai fini della propria grandezza o per i propri interessi. Una società che ha smarrito il senso comune e il significato della kléos greca, la gloria, come prestazione non solo della propria affermazione personale ma come modalità di esaltazione di comportamenti virtuosi, degenera nell’esercizio del potere come dominio sulle persone e sulle cose. Per fortuna non sempre è così e Louise Michel ce lo ricorda. E’ possibile lottare perché si affermi il concetto di esercizio comune e collettivo del vivere per superare la divisione in classi sociali che generano privilegi e sottomissioni. Esperienze vissute anche da altre donne. In Italia per es. dalla napoletana Eleonora Pimentel che ha promosso insieme ad altri spiriti eletti la rivoluzione del 1799, schiacciata nel sangue dalle truppe sanfediste del cardinale Ruffo. E lei impiccata senza che fossero coperte le sue parti intime perché il suo esempio doveva generare repulsione e obbrobrio. In nome di una monarchia che di lì a qualche decennio sarebbe decaduta in tutti i sensi, civile, morale e politico. L’interesse commerciale e affaristico si oppone a far risultare possibili e vincenti certi esempi perché sarebbero contagiosi. Si dimostrerebbe così che certe forme di organizzazione sociale e politica perpetuano le ingiustizie, oltre che favorire gli interessi di poche persone, di uno sparuto ceto di aristocratici e potenti affaristi. Come nell’antica Roma il triumviro Grasso, che avrebbe potuto consentire a Spartaco di imbarcarsi da Brindisi e lasciare il suolo italico, ma serviva l’esempio e quindi preferì annientare nel modo più crudele quei poveri diseredati che avevano osato mettere in discussione il dominio imperiale. L’interesse economico cannibalizza e distorce tutte le nostre aspirazioni, sino a confonderle ma non chi riesce a capire il meccanismo e lo denuncia, come sosteneva Bertold Brecht: “Ci sono più crimini nel fondare una banca che nel rapinarla.” Un’altra donna mi piace ricordare, Rosa Luxemburg, una socialista senza dogmi, a 150 anni dalla sua nascita, per la libertà del pensiero e dell’azione. Una donna di corporatura minuta e con una deformazione all’anca che la costringeva a zoppicare fin da piccola, ma dallo spirito indipendente e autonomo nelle analisi e nelle proposte politiche. Ha lottato contro numerose avversità, andando sempre controcorrente e pagando di persona: morì assassinata da miliziani di destra. Riteneva che il socialismo avrebbe dovuto espandere la democrazia, non ridurla. Non condivideva l’idea del partito come nucleo compatto di rivoluzionari di professione propugnata da Lenin perché temeva che un partito centralizzato avrebbe comportato un’obbedienza cieca dei militanti all’autorità centrale. Al partito attribuiva la funzione di sviluppare la partecipazione sociale, non di soffocarla. Per opporsi alla guerra, compresa la sua finalità economica capitalista, sostenne la necessità dello sciopero generale dei lavoratori contro la barbarie militarista, ma molti a sinistra compreso Marx non ne compresero la spinta rivoluzionaria. Destini amari, ma fulgidi esempi per tutti a dimostrazione che le idee giuste vivranno per sempre.

    Paolo Rausa

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