L’epopea di una pena. L’Asinara fra diritto e poesia

12 10 2020

“Rientrato all’Asinara, mi misero a lavorare nell’orto di ‘Soffia’, che fiancheggiava l’agglomerato di case nell’abitato di Trabuccato, ed essendo solo, immerso nella mia solitudine, come sempre mi estraniavo vagando con la mente, sempre in cerca di qualcosa di irreale che mi facesse volare sulle ali della mia desiderata libertà. Un sera mentre me ne stavo sdraiato sotto un albero a occhi chiusi, mi ritrovai davanti al Tempio di Febo (Apollo), a poca distanza dalle mura di Troia. Lì Ettore…

Ed eravamo tutti lì pronti a sbarcare sull’isola dove “La mia Iliade” è nata (ve ne ho parlato https://www.remocontro.it/2020/06/28/liliade-di-mario-trudu-fra-eroi-e-battaglie-una-vita-che-non-conosce-resa/ ), ma non poteva che essere di pianto il cielo… a quasi un anno dalla morte, cattiva e ingiusta, di Mario Trudu, che l’Iliade conosceva a memoria e che, nel suo racconto, diventa anche l’epopea della sua pena… Leggi il resto dell’articolo »



L’Iliade di Mario Trudu. Fra eroi e battaglie, una vita che non conosce resa

29 06 2020

Su’ scriere est bellu unu donu / ti prenat de amore e de bellesa / est romanticu rumorosu sonu / est poesia est vida chene resa. // In costu logu si no l’area connotu / su tempus are passadu tristemente / chene risu, ma lagrimas a fiotu / ca in profundhu vivendhe so comenten // a Tiresia in su regnu de su scuriu / agantu no esistit ne note ne die / ca passadu de s’oltretomba su riu / ite terrore, su logu fritu, est che nie…

Lo scrivere è un bel dono / ti riempie di amore e bellezza / è un romantico, rumoroso suono /
è poesia, è vita che non conosce resa. // In questo posto se non l’avessi mai conosciuto / il tempo l’avrei passato con tristezza, / senza sorriso, ma lacrime a fiumi, / perché nel profondo sto vivendo come// Tiresia, nel regno dell’oscurità, / dove non esiste né il giorno né la notte / perché attraversato il fiume dell’oltretomba, / che terrore, il posto è freddo, è come la neve…

Difficile, per me, trattenere il pianto, rileggendo questi versi con cui Mario Trudu (ne ho parlato tanto… l’eterno ergastolano che un sistema feroce e ingiusto ha lasciato morire dopo quarant’anni di carcerazione assoluta, senza la pietà di lasciargli rivedere la sua casa, nemmeno per il respiro di un attimo, quando già gravemente malato…) chiude il suo ultimo libro. Che è struggente e inconsapevole (forse) testamento, ma anche potente manifesto letterario…
Quale più bella definizione dello scrivere, questo “romantico e rumoroso suono”, che è “vita che non conosce resa”. E la forza dell’animo che non conosce resa tutta esplode nelle pagine di questo suo ultimo libro di cui voglio parlarvi oggi: “La mia Iliade. Un’odissea di quarant’anni a inseguire la vita”, edito da Strade Bianche di Stampa Alternativa.
Mario conosceva a memoria il poema di Omero, Leggi il resto dell’articolo »



Mario Trudu, la sua Iliade e il premio Stregone

25 06 2020

Beh, che dire, c’era da aspettarselo… da quello strepitoso editore all’incontrario che è Marcello Baraghini. L’aveva promesso ed ecco che ci siamo. Esattamente fra una settimana, la sera del 2 di luglio, in contemporanea con la serata finale del premio Strega, verrà ufficialmente proclamato il vincitore della terza edizione del premio Stregone.
E sarà l’ultimo libro di Mario Trudu “La mia Iliade”, di cui vi parleremo. Libro purtroppo postumo. Mario è morto, dopo quaranta anni di carcerazione senza l’alito di uno spiraglio, nell’ottobre dello scorso anno. Nell’ospedale di Oristano, dove era stato ricoverato quando ormai era troppo tardi, nonostante le sollecitazioni, le richieste, le denunce perché, ammalato da tempo, ricevesse le cure necessarie, e in una struttura adeguata. I “no”, le “distrazioni”, le lentezze sono stati l’ultimo accanimento nei suoi confronti.
Di Mario Trudu Marcello Baraghini si era da subito innamorato,
fin da quando, ormai quasi una decina d’anni fa, gli avevo portato i primi manoscritti. Riconoscendo la forza della sua scrittura, di pensieri e parole vergati col sangue, che è l’inchiostro della vera letteratura. Tutto il sangue, nel bene e nel male, di una vita senza un attimo di quiete.
E del colore del sangue è questa sua Iliade, che Natalino Piras nella prefazione definisce libro “meraviglioso, immenso”. Leggi il resto dell’articolo »



ma l’emergenza sanitaria non può giustificare tutto

27 04 2020

Vi propongo un gioco. Mettete in fila dentro una serie di caselle, l’una dietro l’altra, un po’ di notiziole che arrivano qua e là dalla penisola… L’anziana donna multata perché seduta su una panchina, stanca per la fila del supermercato… l’irruzione dei carabinieri in una chiesa dove si stava celebrando messa (13 persone, ha chiarito protestando il parroco, in uno spazio di 300 metri quadrati), l’inseguimento di un uomo che passeggiava, solissimo, su una spiaggia deserta, due genitori le cui capacità genitoriali vengono messe in dubbio se il figlio minorenne è uscito di casa…
E poi. L’obbligo, in non so quale comune, di fare una spesa di almeno 50 euro per giustificarne la necessità. E la variante, non importa dove, dell’obbligo di spesa di almeno otto prodotti, sempre per giustificare la necessità di quell’uscita fino al negozio. Il comune, ancora, dove il buono spesa puoi averlo solo se sei residente (gli irregolari possono morire di fame)… Leggi il resto dell’articolo »



“Melrose Place”, condominio delle meraviglie

13 04 2020

“Figurine, pennarelli, farina, e un po’ di cuore…”, basta poco, a volte, per compiere una magia.
Il mio regalo di Pasqua è il racconto di un gioco, imbastito per i bambini di un condominio di Nuoro, e la magia che ne è nata…

Il profilo di una teiera, una tazzina bianca, un orologio fuori tempo, un coniglio bianco, una regina di cuori… Gli indizi ci sono tutti… la deliziosa ragazzina, dallo sguardo un po’ curioso e un po’ stupito, dai lunghi capelli biondi, è Alice, e tutte le altre immagini intorno a lei, i tasselli di un puzzle per comporre un fantastico, virtuale viaggio, nel Paese delle meraviglie…
Dove al termine della pandemia vorrebbe andare Elisabetta, inquilina di Melrose Place, in quel di Nuoro… che, insieme ad altri ragazzi piuttosto grandicelli e qualche genitore, si è intrufolata nel gioco ideato per i più piccini abitanti del suo condominio da Monica Murru. Sì, l’avvocato, incontrata sui sentieri delle nostre prigioni… fra l’altro direttore della Scuola forense di Nuoro, che sempre dice che “nulla rimane più impresso nella nostra mente di ciò che si impara divertendosi”, e che ben conosce l’incantesimo liberatore delle favole… (ricordate il processo al lupo ideato per la Notte bianca della legalità? https://www.remocontro.it/2017/11/19/la-favola-cappuccetto-rosso-la-favola-della-legalita/).
E in questo giorno di Pasqua in quarantena vi voglio raccontare, come Monica me l’ha raccontato, il gioco che, nelle pause del lavoro e dei suoi studi, ha imbastito per i bambini del suo condominio, perché è una deliziosa fotografia di un pezzo di paese che resiste e costruisce e rinasce, con generosità, buona volontà, simpatia, fantasia… a iniziare dal nome dato alla chat del condominio: Melrose Place, appunto. Leggi il resto dell’articolo »



“La certezza della pena non significa pena immodificabile”

12 06 2019

truduPubblico il bell‘intervento dell’avvocato Monica Murru, in risposta a un ben discutibile articolo apparso due giorni fa, sulle pagine de La nuova Sardegna, a proposito della vicenda di Mario Trudu. Non riporto l’articolo a cui si dà risposta. E’ facile immaginarne toni e contenuto dalle parole di Monica Murru. Da leggere.

“Sono l’avvocato di Mario Trudu più o meno dal 2015, da quando ha fatto ritorno in Sardegna dopo un quarto di secolo e io, che di anni ne sto per compiere 50, resto ancora frastornata quando penso che il mio assistito è in carcere da quando la sottoscritta frequentava la quarta elementare (1979). Un tempo immenso, una vita intera, una serie interminabile di giorni tutti uguali nell’espiazione di ciò che Papa Francesco ha definito la pena di morte viva.
Per rendermi conto di che cosa significa quest’arco di tempo, provo a ripensare a tutta la vita che ho vissuto in questi ultimi quarant’anni, alle scelte fatte, i percorsi intrapresi e poi modificati e subito dopo penso agli anni di Mario, tutti cristallizzati in un eterno presente, ancorato al passato e privo di futuro. Mi guardo le mani, le piccole rughe ai lati degli occhi, gli inevitabili segni del tempo che passa; guardo i miei figli, i ragazzi loro coetanei e ho piena consapevolezza di non essere la stessa persona che ero 40, 30, 20 ma neanche 2 anni fa. Già, perché l’essere umano cambia, evolve, cresce ogni giorno; a volte piegato, umiliato, sconfitto altre volte tenacemente esaltato da una vita che ti impedisce di restare per sempre uguale a te stesso.
E se è così per me, per tutti, perché per Mario dovrebbe essere diverso? Leggi il resto dell’articolo »



La favola del lupo, la favola della giustizia…

20 11 2017

lupo nuoroGatto Randagio è davvero irrecuperabile… ormai perso sulla cattiva strada. Quella dove puoi incontrare chi, come canta de André, “in una notte senza luna truccò le stelle ad un pilota…”. E così, sorvolato il mare, è finito nel bel mezzo di una notte sarda…
Vi voglio raccontare della “Notte Bianca della Legalità” che a cavallo fra sabato e domenica scorsi ha acceso di luci e di voci il tribunale di Nuoro, con aule affollate più che di giorno, fra seminari e incontri pensati intorno all’idea di legalità, fra bullismo, famiglie, mafie, sport, carcere…Un tribunale illuminato di notte, quasi anticipo di una festa di Natale. Quasi una favola, con tanto di fata madrina dalle idee travolgenti che questa notte s’è inventata… Monica Murru, avvocato, direttrice della Scuola forense…
E siccome Gatto Randagio nelle favole ci sguazza, pensate la sua gioia nel piombare, appena arrivato, in una sorta di sequel della favola di Cappuccetto Rosso. Perché tutto è iniziato, prima del calar del buio, con la rappresentazione di un processo con imputato quel mascalzone di Lupo Ezechiele. che ha mangiato nonna e nipotina…
Deliziosa introduzione alla serata, al cui spirito bene s’informa. Vale la pena di seguirne le fasi. Leggi il resto dell’articolo »