More

    Un amore

    Ritrovando le parole di una passione di qualche tempo fa…

    “Questa è la mia dichiarazione d’amore per Lisalda. Ma ad essere onesta dovrei definirla una resa. Visto che ancora una volta ha vinto lei. Pensate, ero riuscita a fuggire lontano, non solo dal fascino delle sue moine, dal ricatto dei suoi occhi languidi e sdegnosi ogni volta che mi sono allontanata da casa per più di ventiquattr’ore, dal bruciante bisogno di affondare le mani nel suo corpo per potermi addormentare. Ero fuggita da tutto e da tutti. Felice di riassaporare la gioia di altre piazze e l’abbraccio di venti senza orario e senza confini. Ero finalmente seduta sull’orlo del basamento di non ricordo più quale fontana, non ricordo più su quale crocevia, al centro di non so più quale città quale paese quale universo. Ma è bastato un raggio freddo per riconoscere il brivido della luna. La stessa che si incanta ogni notte nei suoi occhi verdi. E mi ha nuovamente catturato il suo richiamo.
    Sentite? la nota ipnotica di un suono che, non c’è dubbio, conosce i sentieri della magia. Non sarei tornata indietro per il più appassionato degli amanti. Ma riconosco di non avere alcuna difesa contro la dannazione delle sue iridi perse… Ed eccomi qui a fissarla negli occhi ora gonfi di piacere superbo. Ora che ha sentito che ho nuovamente chiuso la porta sul mondo alle mie spalle, e offro a lei, in esclusiva, i miei sonnolenti pomeriggi e queste notti insonni. Ormai prigioniera del suo mondo infinito chiuso tutto dentro la mia stanza.
    Questa è una dichiarazione d’amore, una resa, ma anche una preghiera. Ora che ha vinto ancora una volta, vorrei che non mi sbadigliasse continuamente in faccia la sua noia. Ha voluto la mia casa, la mia stanza, è padrona del mio letto. Mi guarda soddisfatta rattrappirmi sotto la spalliera per lasciarle allungare gli arti per tutta l’ampiezza del cuscino. Potrebbe essermene grata almeno qualche volta e non lasciare all’improvviso il mio letto vuoto per fuggire la notte sopra i tetti. Sa benissimo che ho paura della mia solitudine, che solo lei riesce a riempire: della calma del suo ronfare, dell’eccitazione di corse sotto i tavoli, di ballate indiavolate sulla tastiera del computer. E’ l’unica persona alla quale permetto di avvicinarvisi. Troppo?
    Ma io l’amo. Amo la sua libertà che il perimetro di una casa non confina, il suo essere dal centro di una mattonella padrona dell’universo che a me sfugge dalle dita. Amo la sua capacità di sognare senza fine e senza bisogno di sonniferi, di guardare il mio mondo agitato e con serena saggezza sorridere di me.
    Questa è una dichiarazione d’amore, di resa, ma anche di invidia e gelosia. Del suo modo d’amare, così rabbioso, pieno, violento, allegro e senza controindicazioni. Che non conosce le bugie del compromesso e della mediocrità”.

    Ultimi Articoli

    Olympe, e le Donne del Muro Alto

    #180benecomune

    Olympe, dunque…

    Archivio

    Tag

    Articolo precedente
    Articolo successivo