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    Usignoli

    Oggi vi vogliamo raccontare una fiaba che parla d’amore. D’amore grande … che sa essere ragione profonda dell’esistenza… Storia del colore di fuoco delle rose di maggio: l’usignolo e la rosa rossa…  racconto, anche, dell’amore disilluso… di Oscar Wilde, che ancora si chiede e ci chiede:  quando muore l’amore e dove inizia l’indifferenza?  Fiaba dal profondo del suo dolore… Tutto comincia col pianto disperato di uno studente: “Il principe dà un ballo domani sera e il mio amore ha detto che ballerà con me se le porterò delle rose rosse. Ma non v’è rosa rossa nel mio giardino, … così lei non si curerà di me e il mio cuore si spezzerà». Lo udì l’usignolo, che pensò: «Ecco uno che sa veramente amare…. Quello che io canto, egli lo soffre: quello che per me è gioia, per lui è dolore.” Il giovane era davvero disperato.  Tanto che si fermarono a chiedere cosa avesse una lucertolina e poi una farfalla. Ma quando seppero che piangeva per una rosa rossa… “che ridicolaggine”, dissero, e andarono via.    ….questo malsano, smisurato bisogno d’amore… che sarà mai…    Ma l’usignolo capiva il segreto del dolore dello studente e se ne stette silenzioso, sulla quercia, a riflettere sul mistero del dolore. A un tratto l’usignolo volò via. Raggiunse un rosaio in un prato e, dammi una rosa rossa, gli chiese… Ma il rosaio scosse i rami. Le sue rose erano bianche,  come la spuma del mare. Allora volò fino al rosaio che cresceva  intorno alla vecchia meridiana, che però aveva solo fiori gialli, ma che gli indicò il rosaio che era sotto la finestra dello studente… i segreti delle rose… L’usignolo dunque volò al rosaio sotto la finestra dello studente. Ma anche questo scosse i rami. L’inverno gli aveva gelato le vene, la neve distrutto i germogli…. Certo una maniera c’era per avere una rosa rossa: ma era così terribile che non aveva il coraggio di dirla. L’usignolo insistette: “dimmela, io non ho paura»…  La risposta, davvero terribile. “Se vuoi una rosa rossa, devi costruirla con la musica alla luce della luna, e tingerla con il sangue del tuo cuore. Devi cantare col petto contro una delle mie spine. Tutta la notte devi cantare per me, e la spina deve trafiggerti il cuore, e il tuo sangue deve scorrere nelle mie vene e diventare mio». .. La morte, un prezzo alto da pagare.. Eppure l’amore è grande, più grande della vita.  L’usignolo sapeva… L’usignolo volò dallo studente, per dirgli che avrebbe avuto la sua rosa rossa. L’avrebbe tinta con il sangue del suo cuore. In cambio chiedeva solo di essere sincero con il suo amore.  ….Lo studente naturalmente non capiva nulla di quello che l’usignolo diceva. Capì invece la quercia, che si rattristò, perché amava molto l’usignolo, e gli chiese di cantare per lei un’ultima canzone. Quando fece buio l’usignolo volò al roseto e mise il petto contro una spina. E cantò. Un canto meraviglioso, che anche la luna si chinò ad ascoltare. Tutta la notte cantò, mentre la spina gli penetrava sempre più nel petto, mentre il sangue della vita scorreva via… Era quasi l’alba, quando sbocciò una bellissima rosa  rossa,…    la voce dell’usignolo si spense in un’ultimo trillo, mentre la rosa spalancava i suoi petali all’aria del mattino. Ma l’usignolo non la vide… giaceva morto nell’erba…. Quando lo studente aprì la finestra e vide la rosa ne fu felicissimo… La colse e corse dalla fanciulla che amava.  «Ecco la rosa più rossa del mondo. La porterai stasera sul cuore, e quando balleremo insieme ti dirò quanto ti voglio bene».  Ma la fanciulla lo respinse. Quel fiore non si intonava con il suo vestito… e poi il nipote del ciambellano le aveva mandato dei gioielli, che certo valevano più dei fiori. La storia d’amore termina così. Con lo studente rabbioso, che getta nella strada la rosa, che finisce in una pozzanghera, ed è schiacciata dalla ruota di un carro. E il pensiero amaro, del giovane che mai più crederà nell’amore e ha già dimenticato la fanciulla, la rosa, e neppure sa del sacrificio dell’usignolo… ma noi vogliamo terminare la nostra fiaba con la voce dell’usignolo, che ancora torni, a darci ragione profonda di vita…

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