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    Veline, cavalli e senatori

    A proposito di elezioni, potere, senatori e cavalli. Ricevo da Mario, e volentieri pubblico, concordando in tutto e per tutto:

    “Da qualche giorno si parla di veline e simili che Berlusconi vuol candidare per il Parlamento europeo. Sono state scelte in base a capacità effettive o procacità mostrate? Senza entrare nel merito del dibattito aperto anche nel centrodestra a me è sopravvenuta di nuovo una riflessione che ho fatto periodicamente nel corso della mia lunga storia lavorativa. Quante volte vi siete trovati a dovervi sottomettere a persone più incapaci e incompetenti di voi? Quante volte avete assistito alla scelta di un capo, anche in ambito privato, abbastanza incapace ma molto servile (una testa di legno)? Quante volte avete subito la sfuriata di un superiore preda della sindrome dell’impostore? (*).  A me è successo spesso e penso succeda a molti di coloro che svolgono attività lavorativa di dipendenti e quindi sottoposti ad una catena di comando. La mia riflessione fu ed è la seguente: forse le cose funzionano peggio che se al loro posto ci fossero persone capaci e competenti ma con queste persone il potere dimostra il massimo della sua potenza, mette a nudo la ragione più intima del suo essere, che è quella dell’esercizio puro del suo dominio. Meno il potere risponde alla ragione e al buon senso più mostra la sua vera natura. Caligola, che elesse a  senatore il suo cavallo, forse era pazzo, forse era lucida follia, forse lo fece per dichiarare guerra ad una corte infida, ma forse lo fece per dimostrare il suo potere ancor più esaltato dalla irragionevolezza della decisione. E allora perchè stupirsi di veline e procaci signore? Lo vedo come un ennesimo atto di un uomo che ha fatto del culto del potere una ragione di vita.”

    (*) Sindrome analizzata da sociologi del lavoro americani in particolare nelle grandi corporation che somigliano nella loro struttura elefantiaca ad enti statali: le promozioni avvengono per anzianità,fedeltà eccc., sacrificando in buona parte il merito e le effettive capacità.Così il dirigente di gradino in gradino sale la scala gerarchica fino ad arrivare al gradino per il quale non ha le competenze necessarie. E allora apriti cielo: nervoso, sospettoso, dà indicazioni in contrasto l’una con l’altra ecc. Sa di essere un impostore che occupa un posto non suo ma non lo vuole ammetere in primo luogo a se stesso e poi di fronte agli altri.

    Mario

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