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    Incontri ravvicinati del quinto tipo

    Premessa del libretto che presto verrà… personale, personalissimo, praticamente c.i.p (idealmente ciclostilato in proprio). Cronache da un maggio all’altro, guardandosi intorno, guardandosi dentro…

    “Così oggi inizio a scrivere, per dare l’addio a questo maggio… alla sua luce e al suo cielo schizzati, alle sue giornate ogni giorno di un passo più lunghe, già in attesa di ritrarsi verso il buio, al suo correre e rincorrere senza tregua il tempo delle parole arse, e neanche un attimo si è fermato ad ascoltare il tremore della terra…
    Il tremore di storie che diciamo minime, che si sono svelate immense, scovate rintanate negli anfratti, del tempo, dello spazio, a comporne la rete, fitta fitta, d’inascoltata voce. Incontri, sguardi. E ogni presenza, ogni sguardo, rubo a Giovanni Cioni, regista di impareggiabili racconti di visioni, “è un varco” e ogni incontro è ricordarsi che “ci sono gli altri” e che “con loro esploriamo i confini”.
    I piani e le dimensioni si intrecciano, e non c’è soluzione di continuità di qua e di là del tempo e dello spazio. E lo sguardo dell’altro è anche specchio di noi, da qualunque dimensione o lontananza arrivi, vi è riflesso il mondo nel quale siamo rinserrati, credendoci al sicuro.
    Sprigionando deliri, approfittando del gran caldo che tutto confonde… “

    e grazie al magico nipote Alessandro per i disegni che tutto costellano, e alla bravissima, deliziosa, Cécile Barailler @barteleboom.art che del testo ha curato l’impostazione grafica

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