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    Storia di noi ragazze di famiglia

    Inizio di primavera, questa domenica, nel giardino segreto… cuore del condominio in cui abbiamo la fortuna di vivere. E qui, anche, si presentano libri

    Oggi, ancora un incontro intorno a un libro di Ginevra, Ginevra Diletta Tonini Masella, dopo il racconto che nel nostro giardino segreto è ambientato (Il segreto del giardino), dopo la storia di Heidi, la cagnolina che qui scorazza, incubo del mio gatto (Storia di una cagnolina senza collare)… ogni volta storie che sono tracce per scavare in altro, nel profondo del mondo che pure ci circonda. A dire la verità, mi aspettavo qualcosa che ancora gravitasse qui intorno, ma questa volta Ginevra sfonda i cancelli del tempo, e racconta una storia che inizia nel primo dopoguerra e poi attraversa la Seconda guerra mondiale, il tempo della Repubblica e via via fino ai nostri giorni, attraverso le vicende della sua famiglia, che hanno il volto di cinque generazioni di donne. “Storia di noi ragazze di famiglia” (edito da AG Book Publishing). Le sue donne… che tutte hanno un carattere comune: la determinazione a farsi artefice del proprio destino. Storie insomma di libertà conquistate.

    I temi, potete immaginare sono tanti… Ne voglio sottolineare solo alcuni per me portanti.
    Quello della memoria, intanto. Tema caro all’autrice, se nel finale del primo suo libro il nostro giardino diventa luogo d’incontro dei più giovani con i vecchi, che raccontano e trasmettono memorie… Qui è Ginevra che ci tramanda memorie, avvertendo urgente il bisogno di conservarle e farne regalo alle generazioni che verranno. Ribadendo quanto importante sia ricordare, e mi è sembrato invito, finché è possibile, a non perdere la voglia di chiedere, di farsi raccontare, di farsi incantare da chi, in famiglia, ha tanto vissuto e tanto ha da trasmettere. Bellissimo l’esempio delle sue donne, il loro coraggio, la loro voglia di costruirsi il proprio destino, in anni in cui nulla era per una donna scontato… e nulla le ferma.

    Ben irrequiete, come Clara che… “è un cavallo imbizzarrito, ha fatto tutto da sola, decide senza chiedere il permesso a nessuno”… “E’ libera, semplicemente. E’ nata così, non si può cambiare”.

    E viaggiano tanto le donne di Ginevra. Dal Friuli, dove tutto nasce, alla Sicilia, e poi ritorno al nord, la Lombardia, e poi Roma… Andare via, uno stacco che può segnare un momento di tristezza, può essere costrizione dei tempi, ma andare via dal luogo in cui si nasce (anche se non per sempre) è sempre un affacciarsi al mondo che è rispondere a desideri e curiosità. E’ crescita. E’ allargare lo sguardo sul mondo per imparare a dominarlo e non farsene dominare… Trovare infine la propria casa che è luogo dell’anima. Luogo nel quale ci si riconosce…

    Lucia, Linda, Clara, Agata ed Elena… Nomi, due reali gli altri “d’adozione”, tutti, mi aveva fatto notare Ginevra, che rimandano alla luce. E ho pensato, tanto per cominciare, alla luce dei suoi capelli biondi e dei suoi immensi occhi azzurri… che mi piace pensare assolutamente identici a quelli di tutte le “ragazze di famiglia”…
    Il libro è dedicato dall’autrice alle sue donne, a quelle che l’hanno preceduta, a chi già arriva e il lascito di tutte queste storie prende in consegna. Storie che insegnano l’importanza dei legami, della solidarietà, dell’amore, del desiderio di libertà e di vita.

    Discretissima protagonista della mattinata nel nostro giardino, a parlare della “Storia di noi ragazze di famiglia”, Clara. In qualche modo fulcro della narrazione, venuta, nel susseguirsi delle generazioni, dopo Lucia e Linda, prima di Agata ed Elena… e quanto immagino abbia contribuito a trasmettere tante memorie…


    Sempre i libri di Ginevra sono tessuti dei suoi affascinanti disegni, che sono come la cifra della sua scrittura. Chiara, netta, come sequenza di scatti fotografici a comporre la narrazione di storie, che sono anche la Storia. Questa la forza del suo narrare, che ha da subito ben convinto l’editore, che è editrice, Angela Cristofaro, ad accoglierli e così accuratamente accompagnarli nel loro cammino.


    Mi fermo qui, in attesa del prossimo. Il giardino segreto aspetta…

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