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    Roghi

    Ieri , giornata internazionale delle famiglie promossa dall’Onu. Un pensiero, che vale anche per oggi e per i giorni futuri, alla condizione delle famiglie rom e sinte. E a quelle che, nel maggio di 5 anni fa furono costrette a fuggire dal rogo del campo rom di Ponticelli, nel napoletano. Una vicenda ancora poco chiara. L’unica cosa su cui molti concordano è che su quella zona, in  terra di camorra,  si concentrasse un groviglio di interessi, per un terreno da rendere edificabile… Ma nessuna verità giudiziaria, per ora. Di vero, rimane la triste vicenda di Angelica. Ricordate? La “scusa” per la protesta “popolare” e i roghi che ne seguirono fu la “notizia” del tentato rapimento di una neonata da parte di una ragazza rom. Angelica, aveva 15 anni allora, e già mamma. L’unica condannata in tutta questa storia, che da subito ha proclamato la sua innocenza. Ma si sa, gli zingari rubano bambini… E come ricordano gli avvocati che l’hanno sostenuta, Angelica ha avuto una condanna motivata sostanzialmente da ragioni razziali, “perché di etnia rom, dunque incline a compiere delitti analoghi”. Un pensiero ad Angelica, che ha trascorso in carcere quattro anni, lontana dalla sua bambina. Ora è libera, e tornerà nella sua terra, in Romania, dove la sua bambina l’aspetta. Delusa, nella speranza che, ha scritto in un diario, la verità venisse fuori. Ma nulla… resa irriconoscibile, anche la verità, sembra, dal fuoco di quella notte… E d’altra parte, cosa vale la parola di una zingara?

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