La stanza dei pesci

20 04 2020

Foto di Pietro Basoccu, dal suo lavoro “Nel labirinto della vita”.

“Un pesce dentro un acquario, per quanto possa nuotare, sbattere le pinne, dimenarsi, salire fino su per poi scendere fino a giù, resterà sempre un pesce dentro un acquario. A meno che non si tratti di un pesce dentro un acquario fortunato… un giorno indefinito, una mano paziente, sapiente, capace e generosa, lo prenderà in mano senza scottarlo, curandosi di lui lo porterà diritto fino al mare… anche se dovesse morire lo farà naturalmente e non carbonizzato sui bordi di un’acqua putrida e stagnante di un acquario sbadatamente dimenticato”.
Riprendo le fulminanti parole con le quali Flora Tommaseo aveva introdotto la sua autobiografia, o quasi, “La stanza dei pesci” (Alphabeta Verlag editore), straordinario racconto, scritto una decina di anni fa, Leggi il resto dell’articolo »



L’ordine che produce disordine

16 03 2020

L’ordine regna a Varsavia. Mi è subito venuta in mente la frase del generale Sebastiani che, nel settembre del 1831, annunciava la caduta di Varsavia sotto l’assalto delle truppe dello zar Nicola, ascoltando la chiusura di un servizio con il quale non so quale rete televisiva dava conto della situazione delle carceri italiane, dopo la rivolta di cui sapete. La frase, certo era più morbida. “E’ tornata la calma”, mi sembra… D’altra parte sembra anche che la frase pronunciata da Sebastiani fosse, più diplomaticamente, “la tranquillità regna a Varsavia”.
E visto che noi fuori siamo agitatissimi per tutt’altro, ora se ne parla davvero poco, o non se ne parla affatto, di quel che accade nelle carceri, se non per aggiornare sulla ricerca dei “mostri” che sono fuggiti… Ed è questa forse la cosa più sconvolgente…
Ma se 13 morti vi sembran pochi… A me sembra piuttosto una strage. Permettete qualche riflessione… Leggi il resto dell’articolo »



Se dieci morti vi sembran pochi….

11 03 2020

Riprendo il commento, ieri, di Vittorio da Rios alla gravissima situazione

delle carceri. Se dieci morti vi sembran pochi….

“I fatti gravissimi accaduti nel carcere di Modena “sette morti ma la conta purtroppo non sembra definitiva” evidenziano una cosa drammatica che ci deve far riflettere seriamente tutti indistintamente. Come è potuto accadere? E la causa di una simile tragedia gravissima è dovuta al “saccheggio” dell’infermeria-farmacia del carcere con relativo abuso di farmaci causa dei decessi da parte dei detenuti? E’ credibile obbiettivamente, razionalmente, questa versione? Ho serissimi dubbi.Mi auguro che si proceda a stabilire la verità dei fatti e di individuarne qualora ci fossero le relative responsabilità. Ma come versa oggi “effettualmente” il sistema carcerario italiano reso esplosivo e incandescente con l’esplosione del Corona virus? Oltre 10 mila ospiti in più rispetto alla capacità di contenimento delle strutture presenti sul territorio. Leggi il resto dell’articolo »



Padre nostro che sei nel mare…

27 01 2019

c-opertinaPadre nostro che sei nel mare
Hanno bestemmiato il tuo nome
Un cimitero è il tuo regno
È questa la loro volontà
Come all’inferno così in terra
Dacci oggi la nostra vergogna quotidiana
Accusa noi per questi morti
Come ci accuseranno i nostri figli
Non permetterne l’oblio
E liberaci dall’assolutoria indifferenza
Tuoi gli uomini, tue le donne, tuoi i bambini
Annegati oggi in questo mare
Amen

Preghiera. Di Antonio Esposito, che avevo scoperto scrittore di rara forza, leggendo un suo racconto su un amore nato in manicomio, Ammore mio…
Oggi, Giorno della Memoria, vi propongo questa sua preghiera, che sembra scrivere una pagina della memoria che verrà. Quando ci chiederemo, come oggi per il passato, “come è stato possibile”. Leggi il resto dell’articolo »



Aspettando gli avi

30 10 2018

Locandina definitiva“Si narra che la notte dei santi tutti i morti escono in processione. Noi viventi per vederli possiamo accendere un cero in loro rispetto alla finestra o al balcone. Chi vuole può persino invitarli a cena imbandendo la tavola con ogni ben di dio fino all’indomani. I morti ritornano con le loro animelle sotto forma di palombelle dai colori e dalle forme indistinguibili tra l’umano e il divino”… Lo racconta, e davvero con tutta l’anima ci crede, Annarita Persechino. E noi che come lei ne siamo convinti, salutiamo con piacere e riconoscenza l’appuntamento che anche quest’anno ci propone…
A Minturno. Aspettando gli avi… un viaggio attraverso leggende, miti, poesie e canti della tradizione aurunca. Per ricordare che dovremmo curare tutti meglio il rapporto con le nostre tradizioni. Ognuno tenendo vivo il fuoco di quelle che sono l’anima della propria terra.
Annarita Persechino lo fa invitandoci a celebrare ancora una “notte degli avi”, quest’anno alla sua ottava edizione, una serata nella luce… “nella tradizione aurunca del tempo che fu”, un progetto di luce e luci… per non dimenticare tradizioni e riti di un tempo in cui c’era sempre un momento per ricordare chi non c’è più, e con affetto e riconoscenza davvero si “festeggiavano i morti”.
Anche quest’anno un incontro fra musica e parole… Leggi il resto dell’articolo »



pensando alla “morte viva”…

2 11 2015

E va bene, remiamo un po’ contro… Visto che il calendario dice che in questi giorni si celebrano i morti, non resistendo alla tentazione di celebrare “quelli della morte viva”.
Quelli che, come mi scrive dal carcere di Padova Giovanni Zito, “si potrà mai scontare una pena superiore alla vita stessa?”. Insomma i fine-pena-mai-ma-proprio-mai, che morti viventi li vogliamo per davvero. E come altro pensare persone che solo uscendo dalla vita potranno volare oltre le mura del carcere? Dove, scrive Carmelo Musumeci, “di notte il silenzio non è un silenzio normale, è silenzio che profuma di morte”. Insomma, come argomento per il 2 novembre ci siamo…
Vi risparmio prediche, a volte, capisco, difficili da comprendere per chi non abbia mai messo piede in un carcere, per chi non abbia mai guardato negli occhi un fine-pena-mai. Abbiamo così misera immaginazione… Inizio invece parlando di un colore. (…) Leggi il resto dell’articolo »