Benny and Herry

27 07 2016

1benedetta percussionistaLeggendo… dell’arrivo per l’autunno dell’ennesimo libro di avventure di Harry Potter. Siamo a quota otto e, devo confessare, mi sono spesso chiesta quale sarà mai il fascino di questo ragazzino dagli occhiali tondi da primo della classe, nel cui mondo magico, ammetto, non sono mai riuscita a penetrare…
Ed ecco che una porticina, magia!, mi si apre proprio l’altra notte. Leggendo un altro libro che al maghetto della Rowling rimanda già nel titolo: “Hallo Harry! Hi Benny!” (Mursia l’editore) di Gabriella La Rovere che ( ricordate?) si è già affacciata in queste pagine… medico ma, come lei stessa dice, forse l’unico medico ad avere un solo paziente, sua figlia, che è una ragazza autistica. Benny è lei, Benedetta, ed Harry è proprio Harry Potter, il suo personaggio preferito nel quale a tratti si trasforma per sfuggire a una realtà che la spaventa. Benedetta, racconta Gabriella, da quando la schizofrenia è entrata nella sua vita, si trasforma in Harry Potter, inforcando occhiali rotondi e persino cambiando tono di voce, spesso “usando un’inflessione anglofona che la fa assomigliare alla romantica donna inglese, vecchio personaggio di Montesano”.
Sorridete, sì… ho sorriso anch’io, immaginando… Ma questo cambiamento “sancisce la risoluzione di un conflitto di ansia, proprio grazie alla sua magia”.
Così Gabriella ha avuto un’idea fulminante: (…) aprire un indirizzo di posta elettronica attraverso il quale scrivere alla figlia sotto le mentite spoglie di Harry Potter. Ed è nata una “corrispondenza fra una ragazza autistica e il suo amico immaginario”. In inglese, perché se il maghetto non può che scrivere nel suo idioma d’origine, Benedetta ha una sorprendente capacità di apprendere le lingue. “Hallo Harry! Hi Benny!”, dunque , uno scambio di email che magicamente (questa sì, è vera magia) Gabriella La Rovere ha trasformato in metodo educativo.
Uno scambio dolcissimo, dolorante, allegro… che permette, attraverso le parole di Harry, di cui tanto Benedetta si fida, di dare consigli, insegnamenti… per piccoli problemi quotidiani, come per ansie che sembrano insormontabili. E Harry-Gabriella sa anche consolare, cullare, quando necessario, perché nella vita di chiunque, persino nel mondo dove gli incantesimi sembrano tutto risolvere, ci sono momenti di smarrimento. Ma sempre poi si cresce…
Magia della parola scritta! E di questa straordinaria triangolazione. Si sorride e ci si commuove, leggendo le email che quasi ogni giorno si scambiano Benedetta e il suo fantastico amico. Mentre, in controluce, è il profilo di madre. Lì a imbastire attenta le fila, di parole fra loro leggere… Anche quando il peso della vita sembra davvero troppo troppo posante.
“Hello Harry, me and my mother went for a walk in mountain..”
“hi Benny! You are a smart girl…”
“Hallo Harry, in the afternoon I was eating some fruit and suddenly some one goes to take me… (stavo mangiando qualcosa e di colpo qualcuno mi ha presa…)
“Hi Benny, I’m afraid about epilepsy… but I’m sure you are a brave girl… le crisi non durano a lungo. C’è qui ad Hogwards, un ragazzo che soffre anche lui di epilessia. Prende pillole magiche e si sente bene…”
Per dire che l’epilessia è come tante altre malattie, che, come ad esempio per un mal di denti, c’è bisogno di medicine e questo non fa di chi ne ha bisogno una persona diversa. Parole che, sottolinea Gabriella La Rovere nelle note e nei commenti che si alternano alle email per spiegare meccanismi, hanno ben funzionato con la figlia. Purtroppo molto poco con la società, così pronta a creare ostacoli, a voler chiudere nei ghetti e discriminare. E per questo, ahinoi, ancora non s’è trovato l’incantesimo che possa porvi rimedio.
Si sorride, si piange, ci si commuove, leggendo. Pensando a Gabriella, che… “essere genitori di una persona autistica è difficile, faticoso, e spesso si viene travolti dalla disperazione perché consapevoli di essere degli ergastolani a vita”.
L’ergastolo che può essere la vita… “E tu, cosa farai senza di me?”, dice alla madre Benedetta, che ora è una ventenne ma sempre resterà un po’ bambina, prima di uscire con gli amici. Frase riflessa della sua angoscia da separazione, che questo ergastolo meglio di altro racconta.
Benedetta è un’eccellente percussionista, ha il ritmo nel sangue, e ai tamburi sembra affidare la voce prorompente della sua anima…
“Hello Harry, today it was a beautiful success! I’ve done moved everybody!… but the most important thing is I enjoyed myself to much”.
“Hi Benny! I’m so proud of you… Life is yours”.
“Hello Harry! Hi Benny!” è un libro che, dice Gabriella La Rovere, “spero possa servire”. E sicuramente sarà preziosissimo per chi cerca strade per muoversi nel mondo così complesso, tremendo, delicato, ricchissimo di sfaccettature che è quello dell’autismo. Ma per chiunque può essere un sorprendente viaggio nella magia delle relazioni. Magia dell’amore, soprattutto, che vuole e sa aiutare a tessere una vita piena per chi vorremmo troppo spesso confinato in mondi chiusi.
E questo mi sembra un fantastico uso che si possa fare della bacchetta magica di Harry Potter. Pensate, accade anche che Benedetta confidi al suo amico:
“Hallo Harry! What a beautiful life I have done! See you Tomorrow!”


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