Da quale miseria arriva la cicogna…

27 03 2017

Pensando ancora a questioni di figli. Che anche questo riguarda il mondo verso il quale andiamo…
Dagli appunti del mio taccuino…“Non importa come arrivino i figli, l’importante è quanto siano stati desiderati”. Bel pensiero, che mi regalò, al termine di un’intervista, la responsabile di un centro per la fecondazione assistita. Bel pensiero, davvero, pensai e penso, per quei bambini nati in provetta che prima o poi, crescendo, avrebbero chiesto da quale latitudine fosse arrivata la loro cicogna, o sotto quale cavolo i genitori li avessero mai raccolti…
Nell’interesse del bambino, certo. Come nell’interesse del bambino ha ben valutato il giudice (la Corte d’appello di Trento) che due settimane fa ha emesso la “storica” sentenza: ha riconosciuto a due uomini l’essere genitori di due gemellini nati negli Stati Uniti con la pratica, lì ammessa, della maternità surrogata. Che su tutto vince “il diritto del minore al riconoscimento dello status filiationis nei confronti di entrambi i genitori che lo abbiano portato al mondo, diritto rispetto al quale è indifferente la tecnica di procreazione”.
E saranno pure, per i due gemellini, i genitori migliori al mondo, i due uomini che li hanno voluti.
Eppure, eppure… C’è una questione a monte che si fa fatica a ignorare… Leggi il resto dell’articolo »



Capanne vuote….

26 12 2016

bambini-siriaAvrei voluto raccontarvi una favola di Natale… ma Gatto Randagio non ha fatto altro che girare intorno a capanne e mangiatoie vuote, e vuota, la mangiatoia, l’ha trovata anche questa mattina… che la realtà è ancora la stessa, quella così crudamente rappresentata nel presepe allestito lo scorso anno (ricordate?) nel carcere di Catanzaro… Dove non c’è natività, nessun bambinello sulla paglia, ma più in là, accanto al mare, dove si allunga l’ombra funerea di grattacieli, in uno scenario stranito, c’è il corpo riverso del piccolo Aylan, che tutti i bambini della Siria, anzi tutti i bambini vittime della violenza adulta, ha rappresentato e ancora rappresenta. Perché la realtà è ancora questa. Abbiamo annegato il bambinello, scriveva allora Claudio Conte, che quel presepe aveva creato. Lo abbiamo annegato e poi massacrato, in scenari degni della strage di Erode…
E oggi non se ne è trovato un altro da mettere nel presepe…
Perché in troppi affannati, i bambini, a fuggire per scampare a bombe, assedi, e violenze d’ogni genere… perché in troppi sono morti, dopo aver visto e subito l’insostenibile. Sono volati via, vuole credere il gatto randagio, perché hanno un messaggio urgente da portare a chi li possa ascoltare.
“Dirò cosa mi hanno fatto a Dio. Dirò tutto…”. Ricordate? Leggi il resto dell’articolo »



Ladri di bambini…

5 09 2016

ladro di bamb A proposito della storia di Ram Lubhaya. E forse il nome neppure ci dice niente, che per tutti, è solo “l’indiano” che il giorno dopo ferragosto “ha tentato di rapire una bambina”, sulla spiaggia di Scoglitti, nel Ragusano. Ma sicuramente ricordate il gran baccano che se ne è fatto, le urla e gli strepiti e le accuse, soprattutto contro il magistrato che dopo il fermo e l’interrogatorio l’aveva rimesso in libertà. Tanto che il ministro della Giustizia si era trovato a dover chiedere accertamenti preliminari sulla vicenda. Ma la notizia, ora, è che più approfondite indagini e testimonianze dimostrano che Lubhaya non ha mai avuto alcuna intenzione di rapire la bimba. “Forse leggermente alterato da uno stato d’ubriachezza, l’avrebbe solo per qualche istante presa in braccio”, ma non avrebbe neanche tentato di allontanarsi.
E salta fuori persino che in zona qualcuno lo ricorda per aver una volta aiutato il bagnino a salvare un turista travolto dal mare grosso…
L’avevate saputo? Temo di no. Non me ne sarei accorta neanch’io, se non avessi letto all’inizio della settimana un articolo dal sito della Gazzetta del Sud che Giulia De Cataldo, giornalista di Radio uno, ha fatto girare in rete. Con un commento fra l’irato e il mesto: Leggi il resto dell’articolo »



La voce dei muri…

6 06 2016

merinTornando ad annotare pensieri, a proposito di muri che parlano…
Leggendo del muro di Alda. Il brano della parete, sulla testata del letto, sul quale Alda Merini prendeva appunti. Nomi, numeri di telefono, schizzi… Il muro degli angeli, come lei lo chiamava. E cosa meglio, per scriverci sopra, del suo rossetto, rosso come il fuoco delle sue passioni… La vediamo, la poetessa, lì a comporre gesti, provocanti, di bambina. Pensando (l’abbiamo dimenticato?) alla voglia matta che tutti avevamo, da bambini, di scrivere sui muri, per lasciare le prime nostre tracce sul mondo.
I matti e i bambini… Peccato che i matti venivano poi imprigionati, e i bambini, ahinoi, educati. Per fortuna ricorda un proverbio napoletano che “a pazze e a peccerille dio l’aiuta”… pazzi e bimbi li aiuta dio, che qualcosa infine ha fatto, se ora almeno sappiamo che i manicomi non devono esistere più. Rimangono, ancora prigionieri forse di troppa malintesa educazione, i bambini, che guai a loro se imbrattano pareti…
Una domanda: Leggi il resto dell’articolo »



Immagini…

7 09 2015

bambino-pakistan Guardando (sì l’ho guardata) la fotografia di Aylan Kurdi, il bimbo siriano sulla spiaggia di Bodrum… Pensando ad un’altra foto che circa un anno fa ho condiviso sulla pagina dei nostri appunti quotidiani che è diventato facebook. Era anche quello il corpo di un piccolo. Una bambina che mani, tutt’intorno, cercavano di estrarre dalle macerie di un bombardamento. Qualcuno ha commentato: “Non serve a nulla mettere queste immagini orrende”. Vi ho molto pensato, e molto vi avevo pensato anche prima, che sempre, davanti a immagini di corpi straziati, ne rimango lacerata. Eppure, eppure… il dubbio mi è sempre rimasto. Non serve proprio a nulla? E perché quella era più “orrenda” di altre? Magari solo formalmente più “pulite”. Gli stessi tormenti ora sulla foto di quest’ultima piccola vittima. Che ci sbatte in faccia una realtà che forse non volevamo vedere. Che anche i bimbi muoiono nella tragedia di questi terribili mesi. E come muoiono… Certo, lo sappiamo, ne avevamo letto e sentito. Ma non abbiamo abbastanza immaginazione per vedere e capire, esattamente cos’è, il dolore degli altri. (…) Leggi il resto dell’articolo »



Oltre i silenzi…

10 01 2015

Un libro che arriva dalla Sicilia…A proposito di quest’Italia, tanto migliore della rappresentazione che in genere se ne fa…  “Un muro alto, grande immenso. Si perde oltre l’orizzonte. Un uomo, in piedi davanti al muro, prende una pietruzza e la tira contro il muro. Un uomo vuole abbattere il muro. La gente lo guarda e ride.

Passano i giorni e le notti. Quell’uomo è sempre davanti al muro e continua a turargli la pietruzza contro. Passano gli anni e la gente ignora quell’uomo che resta sempre e poi sempre davanti al muro.

Un giorno un bimbo si sveglia. C’è qualcosa di diverso attorno. Finalmente è entrato il sole. Quell’uomo ha abbattuto il muro.

Una Lira.

Inizia con questa pagina, scritta a mano, in esile stampatello, a esergo, “Oltre i silenzi del vuoto”, e sicuramente vuole essere una di quelle pietruzze, che lanciate giorno dopo giorno, finiscono con l’abbattere muri, nonostante l’indifferenza e la derisione, a volte, di quel gesto...

Appena un anno fa, mi era arrivata la telefonata di Nella Leone, che questo libro ha curato. Docente di lingue e letterature straniere, che ha insegnato e insegna nelle scuole e nelle carceri, a Siracusa e Noto. Che è stata giudice popolare, che svolge attività di volontariato e altre cose ancora… Con il suo accento del sud, accalorata a parlarmi del suo progetto: un libro, un libro per raccogliere saperi su argomenti di cui troppo poco si vuole sapere fuori dai circuiti degli addetti ai lavori e di chi, ahi loro, ahinoi, vi finisce imbrigliato.(…) Leggi il resto dell’articolo »



IL pesciolino Mazar e il Virus senza idee…

26 11 2014

Dal diario di questa settimana, di Gatto randagio, per il sito RemoContro… Andando giù giù fino alla riva sud dell’Italia..

Leggendo, di un trafficante d’uomini di Zuwara, città berbera sul versante occidentale della costa libica, uno dei maggiori snodi del traffico di migranti dalla Libia verso le coste d’Europa…  che sostiene che, Mare Nostrum o Triton, visto dalla sponda sud, poco o nulla cambierà. Per dirla in breve, come commenta “Redattore sociale” che ha raccolto quella testimonianza, “la differenza tra Mare Nostrum e Triton in Libia rimane materia di speculazione per politici e non per uomini d’affari”. Come il bollettino di partenze e arrivi ancora dimostra, con buona pace del ribollire di tante nostre periferie. 

Una proposta, allora. Perché non andare tutti a ripetizione dai bambini dell’Istituto Ajello di Mazara del Vallo? Giù giù, in un lembo dell’Italia che è già Africa, dove vive la più antica comunità tunisina d’Italia . Sulla riva dove Nord e Sud sembrano capovolgersi, (…) Leggi il resto dell’articolo »