L’ultimo cancello

10 01 2019

ristrettiNella rubrica delle lettere dal carcere dell’ultimo numero della rivista “Una città”, la lettera di Giovanni Zito, per la prima volta fuori dal carcere dopo un quarto di secolo, per un permesso di 4 ore. La sua emozione è la nostra emozione:
“Quando varcai l’ultimo cancello rosso del carcere, per avviarmi verso le otto ore libere dopo aver scontato un quarto di secolo in carcere non mi sembrava vero. Ad attendermi c’erano la dottoressa Ornella Favero, la sua assistente Francesca, la Rossella sorella della Favero ed un mio carissimo amico, Lorenzo, che ho abbracciato con molta emozione. Sono stati loro i miei angeli custodi per quel giorno. In macchina, seduto davanti vista la mia imponenza strutturale, mi sono goduto la vista guardando le distese d’erba che scorrevano nei miei occhi, il profumo degli alberi che m’investiva come un’onda… pochi chilometri, per arrivare nella sede esterna della redazione di “Ristretti Orizzonti”, dove si è svolto un incontro con alcuni professori per definire alcuni punti del progetto scuola-carcere, che seguo da cinque anni, insieme agli incontri che facciamo tra dentro e fuori il carcere per testimoniare delle nostre vite, le devianze ormai lontane del tempo della gioventù, e quel che siamo diventati oggi. Leggi il resto dell’articolo »



Sogni lucenti tra mura bianche di cemento

3 12 2018

Copertina FARINA_Layout 1Riflettendo sui meccanismi dell’informazione, specie delle news, a volte delle macchine che tutto travolgono. Un ricercato finalmente veniva consegnato alla giustizia, e tutto per me finiva lì..
E invece, e invece… molti anni dopo ho capito che quando si chiudono le porte di un carcere, le storie non finiscono, ma lì cominciano.
Incontro con Giovanni Farina, implicato nel sequestro Soffiantini, accusato e poi assolto per l’omicidio dell’ispettore dei Nocs, Donatoni. Una vicenda dalle tante ombre. E due libri, per tentare di capire qualcosa di un uomo e del nostro paese.

Ricordate la vicenda del sequestro dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini? Era la fine degli anni ’90. L’ultima “zampata” dell’Anonima, si disse. Fra i coinvolti, Giovanni Farina, che nel mio vagare fra carceri e detenuti ho conosciuto. Prima attraverso una lunga corrispondenza, poi ho l’ho anche incontrato, dopo aver curato un libro con suoi testi. Racconti, riflessioni, poesie.
Farina è persona che scrive molto, e bene. Mi aveva colpito subito, perché oltre a raccontarmi della sua condizione, la fatica, le speranze, i momenti di sconforto… mi mandava di tanto intanto racconti. insieme a considerazioni sulla vita e sul mondo. Scritti molto profondi. Poesie anche qua e là…
La corrispondenza con chi è in un carcere all’inizio è molto cauta, come se ci si annusasse a distanza, poi accade che si “apre”… così è successo con la valanga di scritti e testi che Giovanni Farina mi ha mandato. Perché Giovanni (ormai ci diamo del tu) sembra aver registrato istante per istante tutta la sua vita. Leggi il resto dell’articolo »



Dove la parola non arriva

22 05 2018

truduIl primo giugno si inaugura a Villa Lagarina ( Trento) , una mostra di disegni di Mario Trudu. ovviamente saremo lì…

A cura di: Comune di Villa Lagarina
Palazzo Libera
Via Garibaldi, 12 – Villa Lagarina
La mostra è a cura dell’Associazione Stefano Frapporti – Cabana. Inaugurazione venerdì 1 giugno 2018 alle 18.30, con la partecipazione di Francesca de Carolis, curatrice dei libri di Mario Trudu. Evento collaterale venerdì 15 giugno alle 21.00: “Non è sogno (la vita)”, proiezione del progetto di film di Giovanni Cioni

“Sono nato ad Arzana e sou fieru de essere alzanesu (e sono fiero di essere arzanese), così da ragazzo ho appreso un po’ di regole della mia terra. Penso che quelli nati in quel luogo, in quel periodo e galu prima (e ancora prima), siano essi uomini che donne, siano persone forti da superare qualsiasi disastrosa avversità. Io per mia disgrazia ho scontato quasi 40 anni di carcere, e credo che possiate immaginare quanto possano essere stati duri. C’è tutta la vita di un uomo, avvolta dalla malasorte, e per quanto riguarda il mio caso posso con forza affermare avvolta dalla mala justithia. E se sono vivo, questo conferma che quelle regole quei principi rendevano le persone forti, persone che non sanno cosa vuol dire arrendersi e sono convinto che per la dignità dell’uomo sia tutto questo importante”. Leggi il resto dell’articolo »



Domenica delle salme

26 03 2018

fine-pena-maiLa domenica delle salme
non si udirono fucilate
il gas esilarante
presidiava le strade
la domenica delle salme
si portò via tutti i pensieri
e le regine del ‘’tua culpa”
affollarono i parrucchieri …
Suonerà un po’ strano, stridente forse ad alcuni… ma, sarà per l’assonanza con il nome di questo giorno che prelude alla settimana santa… sarà perché, se si è sempre un po’ tristi lasciando qualcuno, immaginate come lo si può essere pensando a dove lo si lascia se quel qualcuno vive in una delle nostre prigioni… ma il lamento del canto di De André mi ha accompagnato per tutto il tempo del ritorno verso casa, rientrando lunedì scorso da un incontro nel carcere di Parma con Claudio. Claudio Conte. 47 anni, 29 ( più di due terzi della sua vita) già trascorsi dentro, e per ora nessuna prospettiva di uscirne. Perché l’ergastolo in Italia questo è.
Fra le varie cose dette, ci siamo fatti naturalmente gli auguri di una buona Pasqua. Claudio Leggi il resto dell’articolo »



In vista del 4 marzo…

14 02 2018

Potere-al-popolo-prima-assemblea-Roma_2-1024x768Ascoltando questa mattina Prima Pagina, la rassegna stampa di radio3… la seconda parte, sapete, dà spazio agli interventi degli ascoltatori, che sempre hanno cose interessanti da osservare…
Più d’uno naturalmente gli interventi a proposito delle elezioni. Come quello di Alberto… “chi va alle Camere dovrebbe rappresentare i cittadini, ma questa è solo una ratifica … io invito tutti a votare… ma vado con rincrescimento per quello che potevano rappresentare queste elezioni e che invece…”
Come quello di Fabio, che non ricordo da dove chiamasse, ma che rilevava, camminando per le strade del suo centro dove pure sono stati messi a disposizione spazi per i manifesti elettorali… “non c’è un solo spazio occupato, non ci sono programmi, non ci sono annunci di comizi… un vuoto assoluto” costretto, se volesse informarsi, a seguire i media. … Leggi il resto dell’articolo »



Captivi e impegni elettorali

22 01 2018

capt001Inchiodata, l’altra mattina, alle pagine di un libro fotografico… Captivi, di Pietro Basoccu (Soter editrice). Racconto di un carcere della Sardegna. Immagini in bianco e nero, che meglio non potrebbero dipingere il grigio soffocante di un’ossessione, fatta di ruggine, ferro e silenzi, che sono urla sussurrate… Guardate questi occhi, guardate queste ombre… ritratte nella quotidianità di dettagli che mai immaginereste, se non per indecenze antiche…
Pietro Basoccu, che è medico pediatra fotografo, per questa campagna fotografica del 2010 era allora entrato in carcere per la prima volta. Il suo stupore … “Muri muri, ovunque vedo muri, spessi, di granito, che decorano alcune celle e mi riportano alla memoria luoghi sacri… strutture ipogeiche dell’era neolitica…”. Dai suoi appunti: “Voltaire diceva che la civiltà di un paese si misura osservando la condizione delle nostre carceri. Le sue parole sono per la nostra società una condanna senza appello”. E “cos’è il domani per un fine pena datato 99-99-9999?”
Ancora ringrazio Pietro Basoccu per il dono del suo racconto d’immagini e per domande e pensieri che sono anche i miei. (…) Leggi il resto dell’articolo »



Contro il finepenamai

11 12 2017

COPURLANon so che programmi avete… fra il ponte dell’Immacolata e l’attesa della festa che verrà… forse già in molti, quelli che ne hanno possibilità e disponibilità, ad imbandire la tavola delle feste… fra fruscii di tovaglie, e tintinnar di piatti, di vetri e di posate…
Non per rovinarvi questo assaggio di Natale, ma vorrei invitarvi a sbirciare in alcuni luoghi dove si è digiunato.
Perché sono più di duemila trecento, per la precisione duemilatrecentotrentaquattro le persone che ieri non hanno toccato cibo, lì, al chiuso delle mura dei nostri istituti di pena. Da Trieste a Siracusa, da Oristano a Fossombrone, da Torino a Rossano… persone condannate all’ergastolo, ma non solo…
E con loro moltissimi altri che, fuori le mura, hanno aderito a questa giornata di digiuno voluta dall’Associazione Liberarsi, che da sempre ha un sogno: l’abolizione dell’ergastolo in Italia. E dato che “è meglio accendere una candela che maledire l’oscurità”… nel giorno dell’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, 10 dicembre, invita ad astenersi dal cibo. e comunque a partecipare ognuno come può, “secondo le proprie energie e le proprie disponibilità”.
E siccome questo sogno lo ha anche Gatto Randagio, da sempre allergico ad ogni forma di contenzione, fisica e morale… Leggi il resto dell’articolo »



Sogni, tra mura di cemento..

21 11 2017

Copertina FARINA_Layout 1L’ultimo libro di Giovanni Farina…” sogni lucenti tra mura bianche di cemento”.. una raccolta di scritti, pensieri e poesie che ho avuto il piacere di curare, insieme a Paola Ricciardi e Mario Bencivenni… Questa l’introduzione, che spero inviti a sfogliare il libro…
“Da qualche anno scambio con Giovanni Farina lettere. E a poco a poco ho conosciuto la sua storia. Ha iniziato, Giovanni, con qualche accenno alla sua condizione, le difficoltà, le durezze, le tappe di una vicenda giudiziaria, a tratti kafkiana, che toglie il respiro. Respiro che a singhiozzi torna, con le immagini di un mondo intimo che piano piano si svela. Piano piano, a partire da qualche cenno, da eco di ricordi, ansie di nostalgie, per poi tutto prorompere… Perché le lettere dal carcere molto presto escono dai binari della forma e della cortesia fra estranei. Si diventa in qualche modo subito intimi. Anche se mai c’è occasione d’incontrarsi. Chi scrive dal carcere non ha tempo e pensieri da perdere. I suoi, Giovanni Farina li appunta tutti. Tutti i pensieri e tutto il suo tempo, come nelle pagine di un diario lungo quanto i giorni della sua prigionia. Che corre parallelo a quello delle pagine fatte di udienze, di sentenze, di ricorsi, note, appelli, a affollare il percorso giudiziario che lo imbriglia.
Me li ha snocciolati nel tempo, Giovanni, i pensieri del suo diario. Pagine allegate alle lettere che mi ha inviato. Prima con cautela, un po’ alla volta, poi sempre un po’ più ‘osando’… e così mi sono trovata inondata da un mare di pagine, che alla fine mi ha chiesto in qualche modo di curare. E non è stato facile.
Non è facile per nessuno, credo, scegliere da una vita intera. Che è un po’ come affondare le mani nell’anima di persona altra… Leggi il resto dell’articolo »



Finché morte non ci separi

9 10 2017

fine-pena-maiFinché morte non ci separi ( questo è il titolo che hanno messo nel sito)
“Avevo deciso di non parlarne, per ora… e lasciarlo lì in un cantuccio dell’anima, l’incontro che lunedì scorso ho avuto a Parma, nel carcere di Parma, con Claudio Conte, da quattro anni ormai caro amico di penna…
Ma il mal di testa scoppiato mentre ero là dentro, ancora non vuole passare. Chissà che buttando fuori tutto quello che mi si è rappreso nell’anima…
E dunque finalmente l’ho incontrato. Claudio Conte, ricordate? Quello che due anni fa, nel carcere di Catanzaro, ha costruito un presepe intorno all’immagine di Alan Kurdi, il bambino siriano di tre anni annegato nel tentativo di raggiungere la Grecia. Da più di un anno Claudio si trova in quel di Parma, un manufatto di ferro e cemento come tutte le carceri “moderne” alla periferia della città, Lontano dagli occhi e, come si dice, dal cuore… E, devo dire, quando arrivi, quasi ti rassereni un po’ per via delle siepi e degli alberi che ombreggiano il viale che porta, oltre il cancello d’ingresso, alla struttura. Peccato che appena entri nel gelido e grigio e lungo lungo corridoio, quasi un tunnel, che arriva agli edifici interni, capisci subito che tutto quel verde chi è lì detenuto neppure lo vede. E dopo un po’, immagino, lo dimentica persino… insieme a tante, troppe cose, della vita…
Claudio, condannato all’ergastolo, è in carcere da quando aveva diciotto anni. Una prima breve condanna appena diventato maggiorenne, poi sei mesi fuori, nei quali, mi ha detto, si è giocato la vita. Oggi ha 47 anni e mi racconta di quanto quel tempo sia lontanissimo.
Mi racconta, soprattutto, Leggi il resto dell’articolo »



Una buona notizia!!!

22 07 2017

COPURLAQualche buona notizia a volte arriva anche dal buio delle carceri. Mi arriva questa mattina una lettera di Alfredo Sole, da Opera ( ne abbiamo appena parlato con la sua lettera alla gente di Racalmuto, il paese dove è nato ‘ ): è stato declassificato! Nonostante il parere negativo della DDA, di cui avevamo parlato. Insomma, forti del percorso che in questi anni Alfredo Sole ha compiuto, Direzione e DAP, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, non si sono fermati davanti al parere della DDA. Dunque dopo lunghi anni di AS-1, Alfredo ‘scende’ in AS-3, passaggio che permette, dopo un periodo di ‘osservazione’, di approdare al circuito di media sicurezza. Che sia l’inizio di una nuova, meritata, tanto attesa speranza… Rileggendo la sua lettera mandata alla gente di Racalmuto, alla sua gente… se non è questo un pentito…