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    Angeli feriti

    Pensando, e ripensando. All’assassinio del sindaco. Che sapeva dire no. E ha detto, ha detto qualcuno, un no sbagliato. Angelo Vassallo. E chiedersi che paese è mai questo. E chi siamo noi. Che sappiamo di no che si possono dire e di no che è meglio tacere. E persino ci sembra  cosa normale. Pensando e ripensando, senza trovare parole e forse neppure più pensieri. Solo leggendo, come aprendo un breviario, alcuni versi: “Dal finestrino, guardo. Grovigli / di umanità perduta. / Da brutto a brutto / Vaga e si attrista / L’occhio. Sii forte / Mia vista, vèstiti a lutto. // Il treno ignora tutto / O è bestia che sopporta. / Io con pena porto / Crescente la mia croce. /(…) “. Versi di Guido Ceronetti, come una preghiera, da Le ballate dell’angelo ferito.

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