Leggendo, questa settimana, delle difficoltà di Greta Thunberg a trovare un passaggio che la porti dall’America all’Europa, che rispetti il suo ideale di mondo a emissioni zero…
“Si scontra così con i suoi irrealistici ideali” è stato scritto da qualche parte, con tono un po’ di beffa, e una certa malcelata soddisfazione, immagino, da parte di chi proprio non vuole accettare il linguaggio della narrazione di questa giovanissima donna che, piaccia o non piaccia, tanto sta smuovendo.
Ma che provochi ammirazione o fastidio, Greta, con quel suo sguardo severo e deciso, qualsiasi giudizio le si voglia dare, sempre mi capita di sentire una premessa (o una conclusione): è malata… è persona autistica… ha la sindrome di Asperger…
Come avesse attaccato addosso un virus, una malattia infettiva, dalla quale prendere comunque sempre un po’ di distanza, noi neurotipici…
“Neurotipico” (e non è un’infezione neanche questa) è un termine che ho imparato quando ho cercato di capire qualcosa a proposito di autismo, un neologismo nato in seno alla comunità autistica per identificare le persone che autistiche non sono. Cioè noi “normali”. O presunti tali…
Tutte le menti di cui ha bisogno il mondo…
ancora a proposito di razzismo…
Vittorio da Rios ci manda una bella lezione di Storia, e non solo…
“Ricordo ancora come fosse ora, ero bambino una mattina del 1957 mi aggrappai alla gonna di mia sorella che partiva per raggiungere il suo amato in Canada che era partito due anni prima.La tragedia nazifascista che aveva devastato l’Europa e parte del mondo era terminata da 12 anni, ma molte erano ancora le macerie e la devastazione presente sul territorio del nostro paese.Poco più di vent’anni aveva mia sorella mai uscita dal Veneto che partiva per il “nuovo continente” un’avventura che sembrava trascenderla annichilita e impaurita quando vide la nave che con un viaggio che durò più di un mese la portò in una terra lontana e per lei sconosciuta. Bambino avevo intuito che quel distacco era definitivo, o quasi. la rividi 12 anni dopo già con quattro figli.La grande emigrazione a cavallo tra il dopo guerra e gli anni tra i 50 e 70.
A proposito di ospiti…
A proposito di ospiti. Paolo Rausa racconta il passato che conosce…
“Italiani ospiti, a suo tempo ospitati. Mai dimenticare la storia! Ne abbiamo fatta di strada, noi italiani. Sì, ma è passato, puoi ricordarmi… Certo, è passato! Come la civiltà dei greci che avevano caricato la somma divinità, Zeus, dell’epiteto Xenio, protettore dei poveri e degli stranieri. O Ulisse che intesse il dialogo con il ciclope Polifemo, ricordandogli che se è rispettoso degli dei e del consesso, umano, dovrebbe accoglierlo come ospite. Il ciclope si fa beffe di lui e degli dei e paga il fio. Ha imparato la lezione qualcuno dei nostri ex ministri ed è capace di esibire simboli sacri nel mentre destina parole di fuoco contro l’umanità. Una volta i papi gettavano la scomunica, forse è il caso di riprendere quest’uso. Da parte nostra dobbiamo assumere su di noi il problema, consapevoli che l’afflusso di stranieri deve essere regolato altrimenti si trasforma in respingimento sociale prima che politico strumentale. Parliamone e muoviamoci con cautela, facendo uso della nostra sensibilità e umanità, evitando reazioni in/comprensibili” Paolo rausa.
Aspettando gli Avi…
Ricordate “Aspettando gli Avi”? Ne parlo ogni anno, di questi tempi… da quando, la notte del primo novembre di otto anni fa, a Pulcherini, che è frazione del comune di Minturno, nel momento in cui le luci del paese si sono spente, sulla finestra di ogni casa si è acceso un lumino, e l’intero paese ha fatto da cornice allo spettacolo ideato da Anna Rita Persechino. Una “festa”, oggi alla sua nona edizione, per ritrovare il tempo in cui c’era sempre un momento, uno spazio per ritrovarli, gli avi che se n’erano andati. E di anno in anno, la manifestazione, rinnovandosi, è cresciuta e si è arricchita. Fino alla bella sorpresa di quest’anno. Un lungo incontro, che si è svolto nell’arco di tre giorni, nella cattedrale di Minturno, con lo sfondo di una scenografia di simboli della luce: melagrane, castagne, dolci…
E sono stati i bambini l’anima della festa. Perché quest’anno Annarita Persechino, che è insegnante di scuola primaria, ha voluto che fossero loro a prendere in consegna i simboli della luce e allestire il palcoscenico degli incontri.
“Perché il bambini sono il futuro” spiega, “e a loro va consegnata la tradizione, la dolcezza di un momento, il giorno dedicato a chi non c’è più, che era luce, era festa… e questo dovrebbe tornare ad essere, per tutti”.
Lessico del razzismo democratico
“Non ha ottenuto l’unanimità la mozione per istituire una commissione straordinaria contro odio, razzismo e antisemitismo, proposta da Liliana Segre. Il centrodestra si è astenuto. E quando i senatori si sono alzati in piedi per omaggiare con un applauso la senatrice a vita, quelli del centrodestra sono rimasti seduti senza applaudire”…
Leggo su un quotidiano… ma ancora di più inquietano le immagini di quei nostri rappresentanti, seduti, al margine destro, in una calma indifferente che sa di ostilità. E diventa insulto un gesto in sé innocuo come lo stare seduti e in silenzio…
E ancora di più suonano come insulti le “innocenti” parole che sono seguite, sui perché e sui distinguo. E cos’è razzismo, e cos’è un’opinione, e quel “prima gli italiani”, ad esempio.
I gesti e le parole… bisognerebbe maneggiare gli uni e le altre con più cautela.
Non si uccidono così i cavalli…
“Non si uccidono i cavalli di razza a quel modo, ci sono cavalli nati e cresciuti in una stalla lussuosa, ma ci sono anche quelli nati nei pascoli brado, dove per sopravvivere si spaccano ogni giorno gli zoccoli, ma non per questo sono figli di una razza inferiore a coloro che sono nati in una stalla di lusso..”…
Quasi un presentimento, un terribile presentimento, in una pagina che qualche settimana fa mi ha mandato Mario Trudu. Che oggi non c’e’ più. Si’, Mario Trudu, l’eterno ergastolano di cui sempre vi parlo. E’ morto dopo sofferenze che non vi sto a raccontare… Era da tempo malato. Dopo appelli e denunce, da pochi giorni aveva vinto la battaglia per curarsi fuori dal carcere. E sa Monica Murru, l’avvocato che al suo fianco l’ha combattuta, quanto lunga e dura, esasperante, a volte. Ma troppo tardi. E’ passato da quarant’anni al buio di una cella a un letto d’ospedale in condizioni già estremamente gravi.
Non si uccidono cosi’ i cavalli, di qualsiasi razza siano..
Mario Trudu, che ha subito una prima condanna per un reato che ha sempre giurato di non aver mai commesso. Che si e’ sempre pienamente assunto la responsabilità del reato poi commesso, diceva, come reazione (per quanto abbia poi capito quanto sbagliata) alla prima grande ingiustizia subita..,
a proposito della sporca guerra, 2
“Francesca oggi ci guida dentro i crimini di “Sistema” le conseguenze di questa tragica e diseguale organizzazione e gestione delle ricchezze prodotte e delle risorse naturali ancora presenti nel pianeta che ci ospita.Le donne da sempre hanno pagato costi inverosimili in termini di vite e sofferenze.Le stesse tradizioni religiose con le avvenute “distorsioni” mentali interpretative una errata ermeneutica dei testi fondativi nel corso dei secoli hanno gravi responsabilità nella costruzione del paradigma potente e devastante maschilista.La “sacra inquisizione” che rappresenta uno tra i periodi più bui della storia della umanità, ha visto mandare al “rogo” migliaia di donne che osando sfidare il potente paradigma a guida egemone maschilista chiedevano pari considerazione e diritti naturali fondamentali. Ad assassinare Laura si legge nel capolavoro di Silvestro Montanaro; CON IL CUORE COPERTO DI NEVE,che ci proietta nella incandescenza delle moderne schiavitù sessuali Era stato Il Lupo, Il nostro capo non gli aveva voluto pagare la tassa che pretendeva per aver occupato il tratto di strada dove “battevamo”. Sperava di poter trattare sul prezzo, ma aveva fatto male i suoi calcoli.Il Lupo non faceva sconti, e contro il Lupo c’era poco da fare.
A proposito della sporca guerra…
A proposito della guerra. Che sempre è sporca…, l’intervento di Vittorio da Rios. Come sempre da leggere:
“L’ultimo lavoro di Luigi Sertorio “LA MAPPA DEL DENARO” dalla Biosfera alla finanza globale e ritorno, scritto in collaborazione con Erika Renda prefazione di Giulietto Chiesa (Aracne edizioni) cosi si può sintetizzare: ‘L’evoluzione della fisica ha creato i motori termici, i motori hanno creato gli industriali, gli industriali hanno creato le superbanche, le superbanche hanno creato la finanza astratta. Questa struttura globale del denaro, protetta da armi di incredibile potenza, è una fedele rappresentazione della realtà? Il legame denaro-tecnologia è sempre esistito nella storia evolutiva dell’uomo, ma ha subito un salto importante nell’Ottocento. Proprio in questo secolo l’economia e la fisica hanno formulato i loro domini di validità in maniera nettamente disgiunta. Oggi gli effetti di questo legame ignorato sono gravissimi ma lo sforzo di ricomporre la disgiunzione assiomatica conoscitiva è rifiutato. Si preferisce vivere alternando opportunità e astuzia, paura e barriere di difesa.

