More
    Home Blog Pagina 67

    Per una pena che non uccida la vita

    0

    fine-pena-maiLa testimonianza di Marcello Ramirez, questo mese, per la Rivista “Una città”… invito a leggere…

    Contro la “Pena di Morte Viva”
    Per un diritto a un fine pena che non uccida la vita

    “Non è possibile giudicare il delitto con preconcetti. La filosofia de delitto è molto più complessa di quel che si creda, è noto ormai che né le prigioni né le galere né alcun sistema di lavori forzati ha mai curato un delinquente.” (Dostoevskij)
    Ciao a tutti, mi chiamo Marcello Ramirez, sono detenuto presso il carcere di Catanzaro. Ho voluto iniziare citando colui che si è trovato a subire le più penose vessazioni, quello che adesso stiamo passando tutti gli ergastolani detenuti nelle carceri di un paese civile come l’Italia. Ci sono tantissimi modi per uccidere un uomo, uno di questo è: eliminare la speranza, con questo, desidero raccontarvi qualcosa di me.
    Sono detenuto da tantissimi anni, mi trovo in cella da solo, o meglio, ero da solo fino ad ieri. (…)

    Tutti i ragazzi di Aiwa con Gabriele…

    0

    gabriele, ensaChi, più di persona che la sua casa e il suo mondo ha dovuto lasciarli di là dal mare, può capire il dramma di chi la sua casa sta per perderla… Come sta per accadere alla famiglia di Gabriele, un ragazzo di 25 anni con una grave forma di autismo…
    Per la cronaca, la casa dove Gabriele abita da sempre, a La Storta, periferia di Roma Nord, sarà perduta per via di un mutuo non pagato, acceso sull’appartamento da parenti ai quali la casa è formalmente intestata. Questione di rapporti familiari distratti e mai chiariti, impicci, intrighi, scorrettezze… che capita si nascondano nelle pieghe delle nostre spesso faticose relazioni. E i genitori di Gabriele non hanno gli 80mila euro necessari per comprare quella casa che per il loro figlio segna il perimetro di tutta l’esistenza..
    La vita… a volte si accanisce con sgambetti improvvisi, quando pure già tutto è fatica e dolore
    E per fortuna che almeno, ora, accanto a Gabriele, insieme ai suoi genitori, a proteggerlo da una verità che non può sapere, c’è Ensa…
    Li avevamo incontrati, lo scorso anno, raccontando delle relazioni nate fra i ragazzi del centro richiedenti asilo di Casale San Nicola, a Roma Nord, e molte famiglie dei dintorni. Come non ricordarli…

    La Tempesta a Rebibbia…

    0

    La tempesta...Appuntamento a teatro, a Rebibbia, il 16 maggio….

    Per accreditars scrivere a tempestadirebibbia@gmail.com, indicando nome cognome, data di nascita e residenza…

    Paure…

    0

    paureeeeAppunti… accendendo qualche giorno fa la televisione per cercare altro, e incappando in uno dei talk del pomeriggio, che pur dichiarando di voler aprire una finestra sulla vita, sembrava, per l’affollamento di omicidi e “misteri” di cui si disquisiva, aprire piuttosto una balconata sulla morte…
    Dunque. In un sonnolento pomeriggio d’aprile, tra casi giudiziari che si trascinano un po’ stancamente, più o meno irrisolti nel tempo, cosa ci si può inventare per tener vivi, caldi caldi, la tensione e il tremore? A metà settimana nessun “terrorista islamico” era all’orizzonte…
    Per fortuna che ancora è aperta la caccia al “mostro di Budrio”. Igor Vaclavic, o chi per lui…
    Così lo scivolare dei commenti e delle ipotesi e delle ricostruzioni a proposito dei delitti che furono, è stato più volte interrotto da collegamenti (quasi stesse ogni istante per accadere qualcosa di straordinario) con la zona a ridosso delle campagne nelle quali si suppone si sia nascosto, o almeno sia passato, “l’assassino”…
    Da vedere in realtà c’era ben poco,

    Caimani e agnellini…

    0

    berlusconi-agnello-889795Dalla rubrica del Gatto randagio… con gli auguri di Pasqua e pasquetta…
    “E come evitare di parlarne? Sono giorni che Gatto randagio non trattiene le lacrime dal ridere … dopo aver visto la foto di Silvio Berlusconi che, sullo sfondo di un prato verde d’erba tenera, ancor più teneramente allatta un agnellino di poche settimane. Una bestiolina così bianca che più candida proprio non si può. E sorride dolcissimo, l’agnellino, come sapesse d’averla scampata bella, grazie a sì illustre testimonial della campagna vegana: “A Pasqua scegli la vita, scegli veg”.
    Da persona che non mangia animali da almeno un decennio ne sono felice anch’io… Perché, vedete, sbaglierò, ma la prima cosa che viene in mente è che non sarà per caso, né per un’improvvisa folgorazione sulla strada di Damasco, se il “Caimano” ha scelto, almeno per oggi, di fare il salto della staccionata e mostrarsi quasi agnello fra gli agnelli…
    Viene da pensare che persona tanto attenta ai sondaggi, chiedendo e frugando e sondando, abbia scoperto che

    La difficile libertà di Pasquale Zagari

    0

    ZagariConversazione con Pasquale Zagari. Condannato all’ergastolo, ostativo, e ora libero per “un cavillo”, si racconta per invitarci a cercare di superare i pregiudizi, a credere che le persone con il tempo possano cambiare, come lui è cambiato e ha rotto i ponti con il passato, anche scegliendo di vivere al nord, lontano dal suo paese in Calabria.
    E ora è alle prese con la difficile libertà di chi per anni è stato chiuso al mondo e ora, dopo tanto vuoto, si dichiara bambino… E vorrebbe che la sua testimonianza serva ad aprire il cuore e le menti di chi non sa…

    “La mia storia… brevemente… Mi chiamo Pasquale Zagari. La mia vita è stata segnata da quando non avevo ancora 17 da episodi di bullismo che ho subito…e ho commesso un delitto. Sono stato in seguito condannato. Sono stato latitante per 5 anni e poi arrestato. Durante la mia carcerazione, purtroppo, nel 1991 mio padre è stato ucciso. Era consigliere comunale della DC… Ucciso da innocente. Vi fu chi ordinò di ucciderlo, perché così “così si mette zizzania e si scanneranno fra di loro”.   Episodio che ci sconvolse tutti. Mio fratello perse la testa e commise la strage per cui è in carcere (ora si trova a Sulmona).  Io ero detenuto (…)

    Intrighi di nozze

    0

    antonella-lia-intrighi-di-nozze-A metà strada fra la festa del papà e quella della mamma prossima ventura, Gatto randagio ha ben pensato di andare a leggere un libro che parla di famiglia… Ma quel birbante di un gatto sembra abbia preso gusto a remar contro. E si fa attrarre da un titolo giallo su fondo blu, “Intrighi di nozze”, ma forse ancor più dal sottotitolo: famiglie, segreti e “cofecchie”. E per chi non lo sapesse, a Napoli e dintorni, la cofecchia, starebbe a indicare una sottile trasgressione, un inciucio, uno sparlare farcito di piccole falsità e malizie…
    Romanzo grottesco, questo “Intrighi di nozze”, come chiarisce subito l’autrice, Antonella Lia, che è psicoterapeuta, da anni impegnata nella difesa dei bambini. Per questa volta lascia da parte il linguaggio del saggio e, per parlare di quell’inferno che può essere una famiglia, sceglie la forma del romanzo, grottesco, cinico e trash…
    Che dire, Gatto randagio si è divertito un mondo a leggere… a partire dalla citazione di Milan Kundera che, in esergo, su tutto accende un fascio di luce “livida”…
    “Un mondo dove la merda è negata e dove tutti si comportano come se non esistesse. Questo ideale estetico si chiama Kitsch. Il Kitsch elimina dal proprio campo visivo tutto ciò che nell’esistenza umana è essenzialmente inaccettabile”.
    Così noi, lettori avvertiti, riusciamo a vedere tutto il kitsch che i protagonisti del romanzo, immersi come ne sono fino al collo, non riescono a vedere. (…)

    41 bis e dintorni. Se ne parla domani a Firenze

    0

    UnknownAppuntamento a domani…..
    L’Associazione Liberarsi onlus INVITA al Convegno:
    Sabato 8 aprile 2017

    2017: 25 ANNI DI 41 BIS
    25 ANNI DI TORTURA

    Sala Centro Sociale Valdese
    via Manzoni, 21 – FIRENZE

    Ore 9,30 iscrizione al convegno;
    Ore 9,45 presentazione della giornata: Giuliano Capecchi, associazione Liberarsi;

    Grande fotografa, grande dramma, grande donna…

    0

    battaglia_Rosaria-SchifaniAncora due settimane, se siete a Roma o se vi trovare a passarvi… per la bellissima mostra delle fotografie di Letizia Battaglia, al museo del Maxxi. Ne avrete letto, che pagine e articoli e interviste le sono stati dedicati…
    Mostra straordinaria, che le foto di Letizia Battaglia racchiudono gli ultimi quarant’anni della storia della Sicilia. Tutto, nel bene e nel male, nel bello e nel brutto che della Sicilia si può raccontare. Come solo il bianco e nero può raccontare.
    Ma fra le centinaia e centinaia di immagini, c’è una foto che, per me, tutto sembra riassumere. E, se è possibile immaginare un azzardo, di tutte mi è sempre sembrato il “punctum”…
    Eccola qui, è la foto di Rosaria Schifani, l’allora giovanissima vedova di Vito, uno degli agenti di scorta di Giovanni Falcone.
    Legata, questa foto, per me al ricordo del tempo di quando Giovanni Falcone e sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco di Cillo, Antonio Montinaro furono fatti saltare in aria sulla strada che dall’aeroporto di Punta Raisi porta a Palermo, nei pressi dello svincolo di Capaci… Mi ritrovai lì, quasi per sbaglio ( che qualcuno in redazione ebbe l’idea di affiancarmi agli inviati per raccontare “il colore”(?!), come si diceva…), nel momento dello smarrimento e del lutto, quando in una chiesa affollata all’inverosimile, fin fuori la piazza e oltre, si svolsero i funerali… e quelle bare … ancora viene da piangere, a ricordarle lì, con quei corpi straziati, e tutta la loro vita che non c’era più, chiusi al mondo …
    E poi, come dimenticare,

    Poi un giorno sono impazzito…

    0

    dettagli-inutiliRaccontare la malattia con autoironia… Alberto Fragomeni, autore di “Dettagli inutili”, si racconta a Cinzia Ficco, per l’unità.tv…. e si conferma straordinariamente acuto, ironico, prezioso… ascoltate questa intervista… ( e grazie all’autrice che ci permette di condividerla…)

    “Ora è impegnato in un progetto come videomaker con la figlia della compagna di suo padre e i suoi problemi sono soprattutto di natura economica. Ma ha dovuto sacrificare nove anni della sua vita per curarsi.

    A 23 anni c’è stata la prima crisi, un’esplosione di rabbia, tristezza e disperazione, stati di euforia e depressione profonda, che si alternavano a ripetizione. Una diagnosi precisa i medici non gliel’hanno mai fatta. Nessuno psichiatra gli ha imposto di curarsi in un centro di salute mentale. E’ stata una sua decisione, come una sua idea è stata vivere in appartamenti protetti. Ne ha cambiati sino ad ora due.

    978-88-7223-267-5Con il tempo, i consigli del dottor F, la filosofia orientale di Osho, quella occidentale di Heidegger e Jaspers, i film di Malick, il sostegno di alcuni amici e della sua famiglia, Alberto Fragomeni (Bergamo, ’81), è guarito. Almeno in parte. E a quel passato di dolore guarda con ironia. Da matto non professionista, ma da bravo narratore, ha scritto un libro, che si intitola Dettagli inutili, pubblicato da Ab, un capolavoro di saggezza, con la prefazione di Massimo Cirri. Centocinquanta pagine in cui, a volte in modo comico, vedi come gira il mondo nei centri diurni, negli appartamenti per disagiati mentali, e scopri, in parte, come per Alberto, tutto è iniziato.(