L’epopea di una pena. L’Asinara fra diritto e poesia

12 10 2020

“Rientrato all’Asinara, mi misero a lavorare nell’orto di ‘Soffia’, che fiancheggiava l’agglomerato di case nell’abitato di Trabuccato, ed essendo solo, immerso nella mia solitudine, come sempre mi estraniavo vagando con la mente, sempre in cerca di qualcosa di irreale che mi facesse volare sulle ali della mia desiderata libertà. Un sera mentre me ne stavo sdraiato sotto un albero a occhi chiusi, mi ritrovai davanti al Tempio di Febo (Apollo), a poca distanza dalle mura di Troia. Lì Ettore…

Ed eravamo tutti lì pronti a sbarcare sull’isola dove “La mia Iliade” è nata (ve ne ho parlato https://www.remocontro.it/2020/06/28/liliade-di-mario-trudu-fra-eroi-e-battaglie-una-vita-che-non-conosce-resa/ ), ma non poteva che essere di pianto il cielo… a quasi un anno dalla morte, cattiva e ingiusta, di Mario Trudu, che l’Iliade conosceva a memoria e che, nel suo racconto, diventa anche l’epopea della sua pena… Leggi il resto dell’articolo »



A proposito di censure… e indifferenza…

27 09 2020

E chissà che ne avrebbe detto Mario… che nel maggio del 2019, … scrisse:

“Ah…! Questo mese di maggio dove tutto in natura si rinnova, io lo definirei il mese delle meraviglie, se non fosse che in me rinnova ricordi e realtà bruttissime. Ecco questo maggio del 2019, è il mese, l’anno in cui compio 40 anni, un momento, non è che state pensando che questa sia la mia età, e noo! Signori sono solo 40 anni di carcere effettivi che ho compiuto meglio espiato gli anni, di età posso garantirvi che sono molto di più, sono vicinissimo ai settant’anni. Ma non è che tutto questo tempo trascorso nelle patrie galere di uno stato farabutto, diciamo pure senza dignità, che può spaventarmi, credo che per mettermi paura ci vorranno ancora infiniti mesi di maggio, a mettermi paura è soltanto l’indifferenza delle “persone” che dovrebbero occuparsi di noi detenuti. (…)  Leggi il resto dell’articolo »



L’epopea di una pena…

18 09 2020

Appuntamento all’Asinara. Ringraziando Monica Murru e la Camera Penale di Oristano per averci accolto…



Tu con chi stai?

5 07 2020

Paolo Rausa, a proposito di Mario e della sua ILiade… e della scelta di Ettore. Una bella riflessione, sulla sua vita messa in gioco per tutti noi…

“Mario Trudu/Ettore, Mario Trudu/Ulisse, due personaggi leggendari ed eroici che popolano fra i tanti questi due poemi, trascritti da Omero e dagli aedi che con lui e dopo di lui hanno decantato le gesta eroiche di squaw pelle di luna, canta Battiato. Credo che in questa dualità dei personaggi ci sia tutto Mario e anche oltre, ovviamente. Quegli eroi hanno riempito anche la nostra fantasia giovanile. Tu con chi stai? Non so se è un caso, forse no, ma anch’io stavo con Ettore, come Mario. Non capivo bene perché allora. Forse lo consideravo più umano, più simile a noi, con una famiglia, la moglie che lo attende con il figlioletto in braccio alle Porte Scee, per salutarlo – intuisce – per l’ultima volta. Anche Ettore sa che il suo destino è segnato eppure, per amor di patria, non rinuncia a combattere, a fare il suo dovere. Come Mario, Ettore si batte per tutta la città. Leggi il resto dell’articolo »



Due grandi sardi…

5 07 2020

Vittorio da Rios accosta Mario Trudu ad Antonio Gramsci. Un accostamento che avrebbe commosso Mario… Ascoltate:

“Un altro grande sardo, un intellettuale con l’eroico nel proprio DNA come lo definiva il Maestro Gerardo, vale a dire Antonio Gramsci, patì sofferenze inaudite in carcere. Il corpo piccolo e un po’ deforme di salute assai cagionevole occhi di un azzurro quasi metallico penetranti come lo definì Gobetti nel 1924 in “la rivoluzione Liberale” . Ricorda Gramsci quando nel carcere di Palermo durante un “transito” da un carcere all’altro fu presentato a un detenuto Anarchico che gli chiese: “Gramsci Antonio?”. “Sì, Antonio”, rispose Gramsci. “Non può essere” replicò il detenuto Anarchico. “Perché Antonio Gramsci deve essere un gigante e non un uomo cosi piccolo”. Anche il brigadiere della scorta si immaginava Gramsci “Ciclopico” ed era molto disilluso da questo punto di vista, ma poi non rinuncia a esibirgli la sua variopinta cultura da autodidatta, e a un certo punto comincia chiamarlo “maestro”. Leggi il resto dell’articolo »



L’Iliade di Mario Trudu. Fra eroi e battaglie, una vita che non conosce resa

29 06 2020

Su’ scriere est bellu unu donu / ti prenat de amore e de bellesa / est romanticu rumorosu sonu / est poesia est vida chene resa. // In costu logu si no l’area connotu / su tempus are passadu tristemente / chene risu, ma lagrimas a fiotu / ca in profundhu vivendhe so comenten // a Tiresia in su regnu de su scuriu / agantu no esistit ne note ne die / ca passadu de s’oltretomba su riu / ite terrore, su logu fritu, est che nie…

Lo scrivere è un bel dono / ti riempie di amore e bellezza / è un romantico, rumoroso suono /
è poesia, è vita che non conosce resa. // In questo posto se non l’avessi mai conosciuto / il tempo l’avrei passato con tristezza, / senza sorriso, ma lacrime a fiumi, / perché nel profondo sto vivendo come// Tiresia, nel regno dell’oscurità, / dove non esiste né il giorno né la notte / perché attraversato il fiume dell’oltretomba, / che terrore, il posto è freddo, è come la neve…

Difficile, per me, trattenere il pianto, rileggendo questi versi con cui Mario Trudu (ne ho parlato tanto… l’eterno ergastolano che un sistema feroce e ingiusto ha lasciato morire dopo quarant’anni di carcerazione assoluta, senza la pietà di lasciargli rivedere la sua casa, nemmeno per il respiro di un attimo, quando già gravemente malato…) chiude il suo ultimo libro. Che è struggente e inconsapevole (forse) testamento, ma anche potente manifesto letterario…
Quale più bella definizione dello scrivere, questo “romantico e rumoroso suono”, che è “vita che non conosce resa”. E la forza dell’animo che non conosce resa tutta esplode nelle pagine di questo suo ultimo libro di cui voglio parlarvi oggi: “La mia Iliade. Un’odissea di quarant’anni a inseguire la vita”, edito da Strade Bianche di Stampa Alternativa.
Mario conosceva a memoria il poema di Omero, Leggi il resto dell’articolo »



Mario Trudu, la sua Iliade e il premio Stregone

25 06 2020

Beh, che dire, c’era da aspettarselo… da quello strepitoso editore all’incontrario che è Marcello Baraghini. L’aveva promesso ed ecco che ci siamo. Esattamente fra una settimana, la sera del 2 di luglio, in contemporanea con la serata finale del premio Strega, verrà ufficialmente proclamato il vincitore della terza edizione del premio Stregone.
E sarà l’ultimo libro di Mario Trudu “La mia Iliade”, di cui vi parleremo. Libro purtroppo postumo. Mario è morto, dopo quaranta anni di carcerazione senza l’alito di uno spiraglio, nell’ottobre dello scorso anno. Nell’ospedale di Oristano, dove era stato ricoverato quando ormai era troppo tardi, nonostante le sollecitazioni, le richieste, le denunce perché, ammalato da tempo, ricevesse le cure necessarie, e in una struttura adeguata. I “no”, le “distrazioni”, le lentezze sono stati l’ultimo accanimento nei suoi confronti.
Di Mario Trudu Marcello Baraghini si era da subito innamorato,
fin da quando, ormai quasi una decina d’anni fa, gli avevo portato i primi manoscritti. Riconoscendo la forza della sua scrittura, di pensieri e parole vergati col sangue, che è l’inchiostro della vera letteratura. Tutto il sangue, nel bene e nel male, di una vita senza un attimo di quiete.
E del colore del sangue è questa sua Iliade, che Natalino Piras nella prefazione definisce libro “meraviglioso, immenso”. Leggi il resto dell’articolo »



L’Iliade di Mario Trudu

26 01 2020

Da quel maestro, editore sempre controcorrente, di Marcello Baraghini, un annuncio che ci riempie di gioia… Pubblicherà il prossimo libro di Mario Trudu: La mia Iliade… Travolgente e stravolgente… leggerete… Intanto:

“Stavamo pensando, in redazione, alla terza edizione del nostro Premio Stregone, mentre nani e ballerine al suono di trombe e trombette già stanno, più o meno velatamente, annunciando il possibile vincitore del Premio Strega, quello più prestigioso, e più inciucione, che sopravvive grazie alle “veline” giornalistiche e poi alla diretta televisiva tutta dentiere smaglianti e “magna magna”…
Pensavamo a un rilancio, del quale avremo modo di parlare, quando ci è piovuto un fulmine sulla testa. Un fulmine chiamato Mario Trudu, giunto a noi attraverso Francesca de Carolis che, quando l’abbiamo incontrata al Partito Radicale in occasione della due-giorni per i 50 anni di Stampa Alternativa, ci ha sottoposto la sua ultima opera. Leggi il resto dell’articolo »



Non si uccidono così i cavalli…

28 10 2019

autoritratto“Non si uccidono i cavalli di razza a quel modo, ci sono cavalli nati e cresciuti in una stalla lussuosa, ma ci sono anche quelli nati nei pascoli brado, dove per sopravvivere si spaccano ogni giorno gli zoccoli, ma non per questo sono figli di una razza inferiore a coloro che sono nati in una stalla di lusso..”…
Quasi un presentimento, un terribile presentimento, in una pagina che qualche settimana fa mi ha mandato Mario Trudu. Che oggi non c’e’ più. Si’, Mario Trudu, l’eterno ergastolano di cui sempre vi parlo. E’ morto dopo sofferenze che non vi sto a raccontare… Era da tempo malato. Dopo appelli e denunce, da pochi giorni aveva vinto la battaglia per curarsi fuori dal carcere. E sa Monica Murru, l’avvocato che al suo fianco l’ha combattuta, quanto lunga e dura, esasperante, a volte. Ma troppo tardi. E’ passato da quarant’anni al buio di una cella a un letto d’ospedale in condizioni già estremamente gravi.
Non si uccidono cosi’ i cavalli, di qualsiasi razza siano..
Mario Trudu, che ha subito una prima condanna per un reato che ha sempre giurato di non aver mai commesso. Che si e’ sempre pienamente assunto la responsabilità del reato poi commesso, diceva, come reazione (per quanto abbia poi capito quanto sbagliata) alla prima grande ingiustizia subita.., Leggi il resto dell’articolo »