Canto di ferragosto….

15 08 2016

sirenettaSarà il caldo… sarà il mare… Un vizio di mezz’agosto: scorrere pagine di appunti presi nel tempo sulle Sirene, che è miraggio che tutti, diciamo la verità, abbiamo cercato, scrutando l’orizzonte. Proiezioni di sogni, affascinanti e oscuri, dentro di noi…
Vedete? Quel riflesso guizzante sulle onde… Già vi tendete, sperando, e temendo, di sentire arrivare il canto, ma… “Ora, però, le sirene hanno un’arma ancora più fatale del canto, il loro silenzio”. Così Kafka, che arriva a squarciare, con i lividi lampi delle sue visioni, verità a noi contemporanee. Come solo i profeti sanno fare. Un silenzio, ci suggerisce Kafka, anche antico, se, rileggendo la storia di Ulisse, ipotizza che l’eroe greco “credette” che le sirene cantassero, ma non udì il loro silenzio… mentre “mai così belle, si tesero e si torsero, lasciarono ondeggiare liberi nel vento i loro orridi capelli. Aprirono, nudi, gli artigli sulle rocce. Non volevano più sedurre, volevano soltanto afferrare, finché era possibile, il riflesso lucente degli occhi immensi di Odisseo”.
Per capirne qualcosa, e attraversare la storia degli infiniti riflessi lucenti che le sirene avessero nel tempo afferrato, sono finita per inciampare in un fantastico testo: “Il libro delle Sirene”. L’autrice è Meri Lao, donna che vive a cavallo fra più mondi e più complessa e ricca e profonda non si può… Leggi il resto dell’articolo »



gabbiani…

11 07 2016

gabbianLa prima volta che ho visto un gabbiano a distanza ravvicinata non è stato al mare… ma, pensate un po’, nella stradina dietro casa, bello ritto sul coperchio di un bidone per l’immondizia. Non a frugare negli avanzi, ma, mi è sembrato piuttosto attento all’angolino dove qualcuno lascia sempre qualcosa per i gatti… Era un gabbiano enorme, bellissimo. Bellissimo e incuteva anche un po’ di timore. E mi mise allora un po’ di tristezza, il pensiero di questo splendido animale, planato dal cielo per fermarsi lì a rubacchiare il cibo ai gatti. Adesso sono pieni, strade e cieli, di gabbiani che da tempo hanno perso la strada del mare, e notte e giorno riempiono l’aria di grida…
‘La minacciosa invasione dei gabbiani…’ titolava l’estate scorsa l’articolo di un importante quotidiano, sciorinando numeri e pure ricordando che, specie protetta, è vietato ucciderne. Che pure rimane un incanto vederli planare, e come tutti gli animali in libertà ci ricordano tante cose che abbiamo dimenticato. La via dell’istinto, ad esempio, e la sua forza…
Vi racconto. Quest’anno una coppia di gabbiani ha fatto il nido in cima a questa casa, fra terrazze, antenne ed ex lavatoi. Poi, una mattina… Leggi il resto dell’articolo »



ancora da Scarcercanda

19 10 2014

pensiero insistente di domenica mattina, pensando alle persone incontrate nel carcere di Badu ‘e carros, in quello di  Tempio… Tornando a casa già trovando le loro lettere, piene dello stupore per il fatto che qualcuno si sia messo in cammino e abbia attraverstao il mare per andarli a trovare, qualcuno qualsiasi, qualcuno che sa di “realtà normale” e così un po’ di normalità ( che cosa preziosa!) sembra di aver loro regalato…   Seguendo il volo delle tortore fuori della mia finestra, e mai riuscendo a dimenticare la tristezza degli uccelli in gabbia… aprendo, una pagina a caso di Scarceranda, l’agenda che mi regalato Mario Trudu: “Confinare gli esseri viventi in spazi inferiori a quelli dettati dalla legge a favore degli animali… Siamo bravissimi a condannare il prossimo e ad assolvere noi stessi. Ci ricordiamo mai di quelle persone senza presente né futuro, vittime del loro passato? Tutto questo lo chiamiamo giustizia?” e una firma che non decifro. buon domenica a tutti…