“La voglia di splendere ancora, di prendere a morsi il dolce e l’amaro, le gioie e i dolori di questa vita non glielo toglierà l’inverno più freddo, non glielo toglierà l’inverno più buio, non glielo toglierà nessuno. Nessuno. Né il silenzio, né la storia, né l’oblio, né la violenza. Né la pena di vederci, senza arance e senza luce”.
E il respiro, tenuto sospeso alla tensione di un racconto lungo ottanta, serratissimi, minuti, infine si scioglie. Nella commozione di un applauso che è abbraccio, che non vorrebbe finire mai…
Eh, sì! E’ stato davvero emozionante ascoltare il “cuntu” di Alessio. Alessio Di Modica, cuntastorie siciliano che già altre volte avevo seguito nel suo narrare, che è voce, ma anche forma e gesti e immagini…
Questa volta (a Roma venerdì sera a ExtraLibera) con “Sole d’inverno, storia di lotte, donne e arance”, a raccontarci la vita di Graziella Vistrè, che fu sindacalista e anticipatrice della lotta delle donne.
E onore al canto della memoria, perché ancora una volta Area Teatro (fondata ad Augusta da Alessio e Ivano Modica, che della compagnia è l’organizzatore, sulla costa orientale della Sicilia, in seno al polo petrolchimico più grande d’Europa), ci racconta una storia che si voleva svanita. Ma ancora una volta ci viene restituita con un prezioso lavoro di ricerca, di raccolta di testimonianze che tutto viene tessuto in una narrazione straordinaria. E basta dire che fra i riferimenti culturali di Area Teatro è Mimmo Cuticchio, erede della tradizione dei cuntisti siciliani, un’arte con la quale Area teatro ha raccontato tante storie, di questo paese e non solo… dai “Cunti del mare”, vite di pescatori, a “Ossa”, per la storia di Placido Rizzotto, passando per “Infinita poesia”, il cunto per Victor Jara, il cantautore cileno ucciso a Santiago nel 1973, vent’anni dal G8… e tanto tanto ancora… Date uno sguardo, e vi perderete, http://www.areateatro.it/.
E così venerdì sera abbiamo incontrato, nel vividissimo racconto che Alessio ne ha fatto, Graziella Vistré, una delle prime donne a fare politica in Sicilia, e insieme a lei ci sono venuti incontro i volti e i nomi delle donne che lavoravano a Lentini nel ciclo produttivo delle arance (incartatrici, loro…), che Graziella riuscì a organizzare nel sindacato… sullo sfondo il vividissimo colore delle arance, l’attività economica che ne era nata intorno, le voci e il sangue del lunghissimo sciopero del ’66, a Lentini, dove le donne furono protagoniste… una storia che è la nostra storia…
Bellissimo il canto di Alessio, “teatrante, cuntista, clown e poeta, tra uno spettacolo e l’altro passa il suo tempo in strada, ad ascoltare storie e a recuperare memorie sepolte, alla ricerca di quella letteratura orale che i grandi libri si dimenticano troppo spesso di ascoltare”. E, se volete, c’è anche un piccolo (di pagine) grande libro che, sempre con il cunto di Alessio Di Modica, questa storia racconta: “Sole d’inverno. Graziella Vistré e lo sciopero di Lentini del ’66: storia di arance, donne e lotte”, con prefazione di Adriana Laudani, Redstarpress…
Ve ne regalo intanto un brano, riportato anche in quarta di copertina:
“Invoco questa bambina ragazza donna,
invoco le donne che con lei lottarono,
invoco le anime di madri che tenevano in mano arance
come fossero figlie,
invoco tutte le donne che lottarono di cui non si parlò e
di cui non si parla ancora,
invoco l’inverno che tutto conserva al freddo,
invoco la verità”.
E vi auguro di avere occasione di ascoltarla, questa invocazione, come l’ho ascoltata io rabbrividendo, dalla voce di Alessio, cuntastorie siciliano…