E a proposito dell’incontro di ieri, una riflessione di Vittorio Da Rios, come sempre profonda e puntuale, che ancora ringraziamo…
“Francesca ancora una volta sa stimolare nel nostro profondo non solo indignazione inanzi a una creatura che conduce una non vita, ma nel contempo ci stimola a provare a porvi un qualche rimedio a questa deriva umana che è rappresentata dalla indifferenza in cui vive l’altro. Ho cercato di capire il perchè di questa deriva, e il perchè di cosi spaventose sperequazioni sociali e umane.
Oggi noi leggiamo la realtà sociale attraverso i numeri proviamo a leggerli senza provare angoscia mantenendo la mente calma e lucida. Bene, ogni 10 secondi circa, un bambino o una bambina muore per fame e denutrizione. Sono 360 in un’ora, 8640 in 24 ore, oltre 3 milioni in un anno. Poi vi sono bambini e bambine infanzia vittime di guerre e massacri, e sono numeri impressionanti, basta pensare a Gaza. Poi abbiamo circa un miliardo di creature umane che sono ridotte alla fama, mancanza endemica di cibo. Oltre 3 miliardi di umanità vive con meno di due Euro o Dollari il giorno, e il sistema ne assassina per fame 27-30 milioni ogni santissimo anno. E qualcosa come 1,5 2 miliardi di donne infanzia umanità vive in baraccopoli.
Cosa ha determinato questo universo orrendo? Quali cause? Il 10-15% della popolazione mondiale consuma circa il 90% della ricchezza del Pianeta che ci ospita chiamato Terra. Il resto della popolazione va le briciole o quasi. Come si mantiene questo sistema? Con le armi e gli eserciti. Sono quasi impronunciabili le cifre che in particolare l’Occidente spende in armi, sottraendo risorse ai servizi fondamentali: Sanità. scuola, ricerca formazione cultura. In Europa vi una spinta dei governi per arrivare a una spesa in armi e sistemi difensivi che arrivi al 5% del PIL di ogni singolo Stato. Siamo alla follia più assoluta.
Come raddrizzare allora questo legno storto dell’umanità che si fa sempre più stritolante? In modo da garantire a tutti a prescindere dove vivono, la loro storia e formazione culturale le loro tradizioni religiose una vita che valga la pena di essere vissuta? Questa è la grande sfida che tutta l’umanità a inanzi. Stiamo assistendo in questi giorni a grandi manifestazioni di popolo e di giovani, in Europa e in molte parti del Pianeta il sistema finora dominate è al capo linea. Tenta di difendersi con forme repressive ma quando il popolo esplode niente può trattenerlo. Del resto ritornando ai dati, a inizio del secolo breve la popolazione mondiale era l’equivalente della Cina odierna 1,5 miliardi di persone, ora tra non molti anni saremmo 9 miliardi di esseri umani a calpestare la polvere del Pianeta.
La sfida è enorme, e pone nei prossimi anni la necessità di avere una classe dirigente globale che sappia essere all’altezza di questa sfida epocale che tutta l’umanità a difronte.
Ulteriore scoperte scientifiche in tutti i campi dell’agire umano come l’intelligenza artificiale che già viene impiegata anche nel nostro Paese, pone i governi e le strutture produttive e culturali in tutte le loro articolazioni di poter disporre di ricchezze tecnologiche che fino a pochi anni fa erano impensabili. Pensiamo al campo della medicina, sia diagnostica che clinica-curativa, pensiamo nel campo delle produzioni agricole e forestali ecc. In sintesi emerge che i giovani saranno non solo da un punto di vista anagrafico il futuro, ma per la formazione culturale-scientifica gli strumenti che hanno a disposizione, la passione che dimostrano la grande apertura a comprendere “L’altro” e la fondamentale consapevolezza che per evitare ulteriori conflitti armati e destrutturare quelli esistenti occorre abituarci a convivere in un mondo “ristretto” e tra diversi, consapevoli che la diversità è una ricchezza un valore inestimabile, che porta alla unità del tutto nel totale rispetto delle diversità.
Già un grande profeta quale fu Padre Ernesto Balducci nel secolo breve con le sue opere, L’uomo Planetario, La terra del Tramonto, e L’alto, ha tracciato le linee guida fondamentali per comprendere l’altro come disse e scrisse Ernesto è te stesso, una parte irrinunciabile di te.
Vittorio da Rios