Questa mattina. In un angolo grigio di una via del mio quartiere, San Giovanni. Una figura di uomo seduto in terra, curvo in un cappottone sdrucito e il capo chino sotto un cappuccio largo largo che gli casca sul viso, a coprirlo tutto. Poggiato al muro umido di una giornata che infine sa d’autunno. Davanti alle ginocchia una scatola di cartone con dentro poche, piccole monete… Forse dorme, non vorrei disturbare… ma è più forte di me. Oso un consiglio: “Scusi… ma si sposti più in là. Qui non passa nessuno…”.
Lentamente, molto lentamente, l’uomo alza la testa. Scopre un viso devastato, dalla stanchezza, dal tempo, dalla vita e facile immaginare che vita… e mi fissa. Con l’occhio sinistro, che quello destro… chissà…
“Passano passano… sono ricchi… indifferenti…” e quanto amaro mastica la sua voce…
Lentamente, molto lentamente, l’uomo alza la testa. Scopre un viso devastato, dalla stanchezza, dal tempo, dalla vita e facile immaginare che vita… e mi fissa. Con l’occhio sinistro, che quello destro… chissà…
“Passano passano… sono ricchi… indifferenti…” e quanto amaro mastica la sua voce…