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    Il quaderno di Eleonora

    Questa mattina vogliamo sfogliare Il quaderno di Eleonora, … un libro dell’editrice Aipsa, tutto costruito intorno ai quaderni di scuola di una bambina down. E la storia di Eleonora Serci, che oggi è una ragazza di 26 anni, è diventata un libro, anche didattico, grazie alla madre, Annalisa Porru, che è un’insegnante. E che ha pazientemente raccolto e organizzato tutti i quaderni delle elementari della sua Eleonora, fino a comporre ben dieci volumi. Questo libro, per metà, mi è sembrato un po’ un fiaba, ricca fra l’altro di bellissimi colori e disegni, che sono quelli dei primi compiti di Eleonora. E ci sono proprio tutti i disegni di quella bambina che muoveva i primi passi incerti nel mondo, anche perché ogni cosa,ogni gesto, ogni segno di un bimbo, specie se  ha una disabilità, anche se ad altri può sembrare insignificante, dice Annalisa Porru, è per i suoi genitori importantissima. C’è una pagina fra le altre, che mi ha colpita.“Disegna lo spazio che hai intorno”, detta il compito… ed Eleonora compone… due case, un albero…. tracciando  i confini di uno spazio molto ampio… che dà il senso dell’aria, del respiro…di una grande serenità che comunque da bambina deve aver sempre avuto nell’animo. (…)E poi c’è la parte didattica, le riflessioni sulla programmazione, sulla metodologia e sui passaggi fondamentali, utili all’apprendimento e allo studio della storia. I testi esplicativi, le introduzioni, e le pagine dei quaderni di Eleonora  si intrecciano per comporre un unico tessuto. Attraverso disegni, pensierini ed esercizi si spiega ad esempio il concetto di tempo, e il percorso, dai primi  stentati segni, a quelli più decisi, testimonia i progressi. E anche questa è didattica. Questo libro si sta rivelando uno strumento prezioso, in alcune scuole già viene utilizzato come strumento di approfondimento didattico. Il quaderno di Eleonora in realtà è anche la storia della sua famiglia, dei suoi insegnanti, di tutti quelli che hanno accompagnato Eleonora… anche quelli che non si vedono, ma compaiono in filigrana, na ben guardare nella trasparenza delle pagine, dei disegni, dei tratti di penna. Una piccola composizione, con la quale Eleonora ricostruisce  il primo anno alle elementari: “Cagliari 19 settembre 1998. Io ho avuto sei maestre, ma la mia maestra più cara è Anna Bruna Corda, maestra di sostegno.  I miei compagni erano allegri, simpatici e amici. A turno stavano nel banco con me… le gioie: le feste, le recite, le ore di ginnastica, i lavoretti. Non ricordo i dispiaceri…”

    Eleonora non ricorda dispiaceri, ed è bellissimo. La mamma di Eleonora nella premessa riconosce che non tutti i bambini svantaggiati hanno avuto l’opportunità di seguire un percorso così ricco e organizzato come quello di sua figlia… e adesso, con questo libro, vuole indicare anche ad altri una via…


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