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    il trenino, 5

    E’ solo piu’ tardi che arrivano le filippine. Loro, si’, silenziose e quiete. Non parlano. Scendono tutte alla prima fermata, che e’ ancora citta’. A servire le case dei quartieri alti. Dove non e’ educato arrivare troppo presto. E poi, sempre alla stessa ora, c’e’ un giovane uomo. Accompagnato da uno splendido labrador. Anzi una splendida labrador. E’ femmina. Ho sentito con quanta dolcezza ne sussurrava il nome. Femmina e francese. Che anche in francese risponde ai comandi, perche’ e’ li’, ho capito, che le e’ stato insegnato a essere guida per ciechi. Ha il volto gentile, il giovane uomo. A volte incontra qualcuno con cui affabilmente chiacchiera. Ma piu’ spesso il viaggio e’ un colloquio muto di tocchi d’intesa con la sua attenta guida. Che non sbaglia un tempo, che sempre sa dove condurlo.  Aux animaux! Si’, agli animali. Penso sia la dedica piu’ bella che di un suo libro uno scrittore abbia mai fatto. In questo momento mi sfugge il nome, dell’autore, ma, ricordo bene, l’ho letta. E’ che un po’ comincio ad arruginirmi anch’io… (continua)

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