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    Un ricordo da Gaza…

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    La sua forza risiede nel contrasto tra la rabbia e il dolore degli adulti e l’innocenza dei bambini“, ha spiegato un membro della giuria del World Press Photo, che ha premiato questa foto di Paul Hansen. Scattata il 20 novembre scorso a Gaza. Le bare dei bambini, due e tre anni, precedono quella del padre. Uccisi, nell’esplosione di un missile che ha distrutto la loro casa e ferito  gravemente anche la madre.

    ancora un invito…

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    sabato 16 febbraio, alle 17,30, nella Sala Riunioni dell’Archivio Storico del Comune di Formia, ancora “Urla a bassa voce, dal buio del 41bis e finepena mai”, con Sandro Bartolomeo, neuropsichiatra, e Pasquale Giustiniani, docente di Filosofia e Bioetica. Valentina Bell, docente di italiano e latino, leggerà brani da libro. Coordinamento di Anna Rita Persechino, scrittrice e ricercatrice di fiabe popolari.

    incontri…

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    “… così è stato..
    un’occhiata, un immediato (ri)conoscersi, un abbraccio e poi…
    e poi chiacchierare come due amiche che non si vedevano da tanto tempo e che (ri)scoprivano il piacere, semplice ma gioioso,  di stare  di nuovo insieme.
    Durante il viaggio di ritorno, mille cose mi mulinavano nella mente, il tuo sorriso, gli interventi, il tuo straordinario libro che destabilizza i nostri affrettati pregiudizi, la nostra ignavia e scuote le coscienze.
    …sabato ad Arezzo
    Grazia”

    Yesterday…

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    “E’ proprio così… ci sono dei giorni che faccio fatica a tenere insieme tutti i pensieri che mi girano per la testa. A volte arrivano, si fermano per un po’ e poi passano. Ci sono delle volte che arrivano e si fermano e non riesci a scacciarli neanche… che sembrano un cielo pieno di nuvole nere prima del temporale… E la mia testa delle volte è come un temporale con i tuoni forti e i lampi e devo mettere la testa sotto al cuscino fino a che non finisce”… “

    Insomma, c’è un’ombra su me… come nella famosa canzone dei Beatles, e “Yesterday” è il titolo di un testo teatrale, di Bruno Cerutti, che è attore, drammaturgo e per anni è stato educatorie e si è occupato di persone disabili. “Yesterday” è un monologo, sul palco è Giacomo, un giovane con disturbo mentale che racconta momenti della sua vita e del suo incontro con il teatro. Un monologo che riesce a farci vedere “tutti i colori” della vita difficile di Giacomo, le paure, le medicine, i momenti di paralisi… “se ce la faccio al laboratorio vado lo stesso”…. dice…  e il teatro diventa il suo rifugio, un rifugio per l’anima. Diventa la sua casa, spiega Cerutti, lugo insomma dove stare ed essere accolti anche quando non si sta bene. Cerutti ha prestato servizio per 18 anni come socio educatore in un Centro diurno disabili di Pavia e oggi continua la sua esperienza teatrale con gli ospiti del Centro diurno della Fondazione “Adolescere” di Voghera, e il suo Giacomo, è un po’ la sintesi dei “Giacomi” che nella ita ha incontrato, con l’aggiunta di qualcosa anche di sé stesso. E con questo ha vinto il Premio nazionale “Teatro e disabilità”, promosso da AVI onlus – Agenzia per la vita indipendente e Associazione Ecad (Ebraismo cultura arte drammaturgia). Ancora, Bruno Cerutti, che è attore e anche musicista, ha fatto uno spettacolo con musica e testi sulle tracce di Gaber. E non c’è da stupirsene per una persona che si chiama ( insomma l’avete notato?) come il titolo di una famosa canzone di Gaber… Cerutti Gino, appunto, e Gaber e la sua poetica, mi ha detto, l’ha accompagnato per tutta la vita. Il filo conduttore dello spettacolo musicale, “l’impossibilità di essere normali…”  che vale un po’ per tutto e tutti… così come per molti la cura dell’anima può essere un sipario che si apre…

    per la cronaca

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    Così, per la cronaca, “un uomo di 42 anni, originario di Stilo (Rc) , si è impiccato ieri nel carcere di Noto. Condannato per furto e ricettazione. La famiglia dell’uomo aveva più volte avanzato al Tribunale  di sorveglianza la richiesta di assegnazione alla detenzione domiciliare in una clinica specializzata, soffriva di disagio psichico, per scontare il resto della pena. L’istanza, spiegano i familiari, è stata rigettata e iol detenuto trasferito dal carcere di Locri a quello di Noto…”

    Così, come da take d’agenzia, che neppure riporta un nome. Così, per non far finta di niente… Dall’inizio dell’anno nelle carceri italiane si sono già suicidate sei persone. 18 il totale dei decessi…

    un invito a Venezia…

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    Ricevo e volentieri rigiro… Un invito a San Servolo a Venezia dal’8 all’11 febbraio 2013 con il VII workshop per la famiglia sul tema A.Fa.D.O.C. IERI OGGI e DOMANI: Professionisti, Pazienti e loro Familiari a confronto. Voluta da A.Fa.D.O.C. onlus, l’associazione nazionale che  riunisce le famiglie dei pazienti, prevalentemente bambini e ragazzi, in terapia con ormone della crescita per patologie croniche e rare . In questa edizione i professionisti saranno chiamati a rispondere alle domande dei pazienti e dei loro familiari… Un’occasione unica e singolare per tchi voglia   approfondire i temi riguardo la Sindrome di Turner, al deficit di Gh, allo SGA, al panipopituitarismo, per ricevere tanti consigli utili sulla gestione della cura, ma ancheper festeggiare il ventennale dell’associazione… sullo sfondo di Venezia e il suo fantasmagorico Carnevale …( informazioni su: www.afadoc.it) 

    fantasmi…

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    E la signora che abita al primo piano. Mi ha detto di averlo sognato, lui che se ne andava a spasso, da solo, per i vicoli del paese.

    È vero. Forse troppi fantasmi, troppi sogni in tutta questa storia. Eppure le cose sono andate esattamente così, anche se a volte mi sorprendo a pensare che possa essere stato tutto solo un sogno. Ma non per questo farebbe meno male.

     

     

    un invito…

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    Sabato 9 febbraio 2013, ore 16.00  presentazione di “Urla a bassa voce”  Stampa alternativa/Nuovi equilibri 2012. Presso il Centro Documentazione Città di Arezzo, via Masaccio, 6/A. Saranno presenti: Francesca de Carolis, curatrice/ Nadia Bizzotto, Servizio carcere – Ass. Comunità Papa Giovanni XXIII / Marco Solimano, referente carceri Arci Toscana e garante detenuti Livorno/ Francesco Romizi, Presidente Arci Arezzo.

    Grazie, alla presidente della Biblioteca Città di Arezzo Sandra Rogialli.

    un ricordo, da Bergen-Belsen

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    “(…) Durante  la liberazione bisogna immaginare l’urlo dei soldati alleati non appena hanno visto il lager. I tanti cadaveri! I soldati che ci hanno toccato per accertarsi che fossimo veri, che fossimo vivi! Che ci hanno aperto la bocca e ai quali dovevamo dire qualcosa. Non riuscivano a capire che noi lì vivevamo tra i cadaveri, che eravamo ancora vivi tra i morti. E come hanno pianto e gridato! E dovevamo consolarli noi.(…)  Questi uomini, che a causa della guerra avevano avuto certamente qualche brutta esperienza, ora vedono questo lager, questa roba gocciolante dai cadaveri…”

    da: Ceija Stojka. Forse sogno di vivere. Una bambina rom a Bergen-Belsen  ed. Giuntina

    Underground… il dipinto di un sogno…

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    “Underground”, il racconto di un sogno che sogno forse non è. Dimenticavo: ha vinto l’edizione di quest’anno dei Racconti nella Rete. Un’edizione che per la prima volta ha fatto ai  vincitori una bellissima sorpresa. 25 coloratissime tavole di illustratori, pittori e grafici che hanno interpretato i 25 racconti selezionati. Il testo letterario diventa immagine, il mondo raccontato diventa mondo illustrato… Per “Underground”, ecco qui, l’opera di Lorenzo Vannini: un sogno di colori che forse proprio sogno non è… E’ piuttosto intreccio di dimensioni e di stati… che è quello che succede quando le friabili barriere del tempo e dello spazio si sbriciolano… e succede, lo giuro, esattamente così, con spazi e sguardi e volumi e colori che compenetrandosi si intersecano e solo chi non capisce si chiede cosa sia realtà e cosa sia sogno… ma basta aprire bene gli occhi… come così mirabilmente, e teneramente, ha fatto Lorenzo Vannini, che ancora ringrazio.

    A seguire, il mio “Underground”, dunque.