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    Home Blog Pagina 162

    Apocalisse

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    A questo punto continuando, dalle pagine dell’Apocalisse. Poche parole, ma rimaste nella mente come marchiate col fuoco. “Tu non sei né freddo né caldo. Magari fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, sto per vomitarti dalla mia bocca”. Ripensando. Ancora una volta. L’Apocalisse di Giovanni.

    Profeti

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    “… e vidi come fu aperto il sesto sigillo; nacque un gran terremoto e il sole si fece nero come un sacco di crine, e la luna quasi tutta di sangue; e le stelle del cielo caddero sulla terra come il fico getta i suoi frutti acerbi quando è scosso da un gran vento; e il cielo si restrinse come un libro che s’avvolge; e ogni montagna, ogni isola si spostavano dai loro luoghi…”  Rileggendo l’Apocalisse di Giovanni, l’inventario delle sofferenze umane… mentre i profeti oggi come allora, ancora rimagono inascoltati. Qualcuno li chiama “imbecilli”. Oggi come allora, forse. In più, qualcuno oggi li denuncia. Per procurato allarme. E l’imputazione suona grave e beffarda. Oggi.

    Pensiero d’aprile

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    Dalle riflessioni su Medea e Cassandra. “Lei rischia la malattia e la morte perché è sempre più incerta che ci sia un altrove capace di accoglierla alla fine del suo percorso”. Dalle riflessioni di Christa Wolf. Pensiero d’aprile. Mentre il mese crudele esplode nel sole…

    Primo d’aprile

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    Sarebbe stato carino pensare a uno scherzo. Invece no. Leggendo della legge che, in Afghanistan, ha di fatto legalizzato lo stupro in famiglia. E vieta alle donne di cercare lavoro, istruirsi o farsi visitare da un medico senza aver prima avuto il permesso dal marito. E si ripete il crimine di Barbablù, il più bestiale dei mariti delle fiabe. E si ripete. La storia antica della donna oggetto di possesso, e quindi sottoposta al diritto del padrone che su di lei può prendere qualsiasi decisione. Di vita o di morte. E’ stato detto, che gli uomini, esclusi dal generare la vita, trovano nella morte un luogo più potente della vita, perché la vita toglie. E’ stato detto…

    Proposta

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    Leggendo dell’ultimo tremendo atto della Controriforma che avanza… pensando a un gruppo, nel quale unirsi per restare vicini, e provare a difendersi l’un l’altro, oggi che vogliono immolarci all’altare di chi disprezza a tal punto la vita da volerne rendere insopportabile e orrendo il momento altrimenti sacro della morte… Lo si potrebbe definire club, che è già cosa che mette almeno un pò d’allegria. Club “Liberi di Vivere, Liberi di Morire“, ad esempio. Pensiamoci.

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    … e stamani sono già un folla di grida… rilanciate da un lato all’altro, da un lato all’altro del quadrilatero segnato dalle facce di palazzi. Si incrociano, si scontrano, scambiano traiettorie… da un lato all’altro tessendo passi di danza di streghe… e grida di sabba… Ancora voli, padroni di questo pezzo di cielo… che si macchia di bianco… d’ali distese…

    Il gabbiano…

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    Eccolo. L’ho visto. Nel sole. Diritto sulle zampe, dove il parapetto del terrazzo sul palazzo si sporge in uno slargo. Muto. Guardando qualcosa lontano. Forse un orizzonte perduto. Forse niente. Poi allarga le ali e l’ombra taglia l’aria sul giardino. Poi torna. E di nuovo è dritto sulle zampe, accanto all’antenna. Ancora muto… Ma ecco, di nuovo, quell’urlo. Ora che la luce si abbassa e in un salto è già buio. E la sua voce è di gatto straziato. In fuga su rotte bastarde. Ma è ancora qui. E ancora grida. E la notte è appena cominciata.

    Pensiero di primavera

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    Un pensiero. Che va al ricordo di una fioritura. Che fu piuttosto esplosione di corolle. Lo scorso anno. In attesa della primavera. Che infine arrivi…

    Poesia dorsale

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    Cosa vuoi di più? / “Il tocco delle stelle”/ LE STAGIONI DELL’ETERNITA’/ HAN TUTTA L’ARIA DI PARADISO

    Grida

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    Ancora, nel buio. Grida. Di gabbiani. Che urlano. Squarciando la notte. Grida paurose di strazio infinito. Di ali spezzate. Che urlano il rimpianto del rumore del mare. E un dolore impossibile da narrare. Impossibile da acquietare. E anche quando la notte sfocia nell’alba, la luce è ancora paura. Di prigioni di gabbie di cemento.