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    Non in mio nome…

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    madonna-del-soccorso-di-San-SeveroChi era davvero Maria. Restituendo verità a una straordinaria figura che troppo spesso abbiamo costruito a nostra misura… le parole, tutte da leggere, di Vittorio da Rios:

    ” Nella prima lettera ai Corinzi Paolo scrive a riguardo le divisioni dei fedeli: Ora vi esorto, o fratelli, per il nome del signore nostro Gesù Cristo, ad essere tutti unanimi nel parlare che non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetto accordo nella mente e nel pensiero, Mi fu segnalato infatti sul conto vostro, o fratelli dalla gente di Cloe, che vi sono contese tra voi . Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: Io sono di Paolo, Io sono di Apollo, E io di Cefa, E io di Cristo ! Ma Cristo è separato? Forse che Paolo è stato crocifisso per voi, o è nel nome di Paolo che siete stati battezzati? Cosi Paolo di Tarzo si rivolge alla comunità di Corinto. Ecce Homo. “Ecco l’uomo” disse Pilato presentando alla folla il Cristo torturato con il volto tumefatto e sanguinate.che da li a poco avrebbe subito il suplizio della croce. E il macabro rito della violenza espressione della nostra disumanità continua a perpetrarsi. Sarà cosi fino alla fine dei tempi, se mai una fine vi sarà?

    Non in mio nome. Madonne in piazza

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    madonna-del-soccorso-di-San-SeveroQualcuno me l’aveva soffiato all’orecchio. Da qualche giorno, quando è notte fonda, sul mare c’è un traffico sommesso… di barche che attraversano in fretta l’acqua sulla linea dell’orizzonte, come rispondendo al richiamo per un raduno. Puntano tutte verso un grande scoglio laggiù in fondo, e dietro quel profilo buio sembrano inabissarsi.
    La curiosità è stata tanta, così ieri al calar del sole mi sono seduta sulla riva, per scrutare il mare. Si sarà fatta quasi mezzanotte, e mi stavo quasi addormentando, quando le ho viste… una, due, tre, e poi altre ancora… tante barche che non è stato possibile contarle…
    Una, forse appena partita dal porto accanto, l’ho potuta vedere più da vicino. In piedi al centro dello scafo, sotto un arco di lampadine, avvolta in un bellissimo mantello che sembrava tessuto di luce, l’ho riconosciuta: la Madonna del Carmelo…

    La libertà è di tutti!

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    CELLA GINFR.A proposito della vicenda di Mario Trudu, e della giustizia e delle ingiustizie… una bella, accorata riflessione di Vittorio da Rios, “Innanzi a una realtà cosi ben descritta da Francesca riguardo a Mario e alle sue tragiche vicissitudine che la vita gli ha gettato con violenza inaudita addosso,ti prende un tale sommovimento che ti inibisce a tal punto che il silenzio è la più logica reazione.
    Silenzio solo silenzio, assoluto silenzio: muto plumbeo,fittissimo silenzio! recitano alcuni versi di David Turoldo difronte alla barbarie che prende sovente la vita di molte creature umane.E Mario ne è un esempio incontestabile.Ma proviamo allora ad uscire dal silenzio, non dico gridare: Quando tu griderai e l’altro, senza che tu sappia chi sia ti urlerà in faccia: ma non vi capirete né saprete per cosa urlate. Turoldo: “allora il padre”…Usiamo il discernimento, il razionale,l’assioma critico che la civiltà occidentale in tutte le sue secolari “articolazioni” ha prodotto.Cerchiamo lumi e risposte dentro l’archetipo del diritto,abbiamo disboscato foreste per costruirvi enormi biblioteche.convinti che questo fosse il costruirvi e rafforzare la civiltà del diritto effettuale concreto.

    Captivi!

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    CELLA GINFR.A proposito di uomini e no.. la riflessione di Paolo Rausa (e lo ringraziamo), che termina con una domanda:   E voi che difendete la vita fin dalle prime manifestazioni nel grembo materno, dovreste essere sensibili, vero Ministri della Giustizia, della Sanità Pubblica e della Famiglia?”

    “Captivi! Prigionieri! Come le Troiane di Euripide, private dei diritti, prede di guerra, sulla spiaggia di Ilio/Troia in fiamme! Non è tempo per i diritti, soprattutto di chi deve pagare il fio della colpa. Sono passati all’incirca 3.200 anni da quel fatto leggendario, eppure cantato dal sommo poeta, Omero. Una poesia anche per chi più umilmente è recluso, l’epica delle prigioni. Le mie, le nostre prigioni! Possiamo pretendere giusto rigore dalle norme per i trattamenti, ma sul piano sanitario non si può disconoscere il diritto alla salute, soprattutto quando il corpo è insidiato da malattie gravi!

    Uomini e no

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    CELLA GINFR.La giustizia è questione di classe. E parafrasando quanto don Milani disse a proposito della scuola, si può ben dire che il carcere lo è due volte, perché in base alla classe seleziona e di classe è poi il suo insegnamento…
    Cos’altro pensare leggendo, appena dopo la notizia dei domiciliari concessi a Roberto Formigoni, il puntuale articolo di Damiano Aliprandi che, su Il Dubbio, parla di Giorgio C., piantonato in carcere nonostante avesse un tumore allo stadio terminale e poi morto nel reparto di rianimazione dell’ospedale San Paolo di Milano, fra atroci sofferenze. E di Giuseppe, malato di tumore ai polmoni, detenuto a Vigevano, morto nell’agosto di tre anni fa, all’ospedale di Pavia, al quale è sempre stata negata l’incompatibilità col carcere. E quanti altri…
    E rabbrividisco. Fra i tanti altri, so di Mario Trudu.

    Cartolina dall’India. Il Taj Mahal, l’imperatore e la sua regina.

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    IMG_20190712_0002Dagli appunti di viaggio di una lontana puntatina in India. Appunti nati dall’urgenza di mettere nero su bianco le violente sensazioni provate. E che tutte ritrovo, intatte, a distanza di anni. Fotografie di tutto quello che le fotografie non sono riuscite a fissare. Di queste alcune più emozionanti di altre. Come l’incontro, ad Agra, con il Taj Mahal, pegno dello sconfinato amore dell’imperatore Shah Jahan per la sua regina, Mutmatz…

    Trecento. Trecento. Addirittura trecento. Trecento le concubine del grande Akbar. L’imperatore moghul che amava travestirsi da donna per curiosare impertinente nel bazar riservato alle dame di corte. Trecento concubine tutte per lui…
    Brillano allargandosi nello stupore gli occhi della guida che vuole trasmettere ai suoi clienti tutto l’entusiasmo e l’ammirazione che forse lui sinceramente ancora prova nei confronti degli eroi di quel grande passato.

    L’Amazzonia, dunque. In attesa dell’uomo nuovo…

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    scimmiettaSull’Amazzonia, una bella lezione di Vittorio da Rios. In attesa dell’uomo nuovo che verrà. E vogliamo credergli:
    “L’Amazzonia il più grande polmone verde ancora esistente sul pianeta, si estende su un’area che supera i 7 milioni di chilometri quadrati,con la superfice boschiva che ne occupa circa 5,5. E’ situata per il 65% in territorio brasiliano il restante in Venezuela, Colombia, Guyana,Suriname,  Guyana francese, Bolivia, Perù Ecuador. In questa area enorme di verde vi si ritrova una infinità di specie sia per quello che riguarda la Flora che la Fauna.Tuttavia la deforestazione o disboscamento iniziato negli anni 40, “il termine ha quella datazione” ha ridotto la superfice, dati rilevati nel 2017 solo nel bacino brasiliano del 20% equivalente a circa 783.828 Km quadrati vale a dire di 2,6 volte la superfice dell’Italia rispetto alla superfice censita nel 1970.

    Amazzonia. Io mi fermo qui. Forse…

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    amazzonia cop“Accompagnata da un tuono, sbucò tra gli alberi una nuvola nera e ne venne giù una pioggia fitta che dopo dieci minuti cessò, lasciando il cielo terso e il magnifico spettacolo di due arcobaleni sovrapposti”. Cartolina ben invitante, che quasi quasi… l’Amazzonia perché no… azzardo un pensiero vagabondo, man mano che sfoglio le pagine del libro che ho tra le mani: “Amazzonia. Io mi fermo qui”.
    Pensiero che subito si paralizza sulla pagina seguente: “Nella sabbia trovammo l’impronta di un piede umano e questo ci mise in allarme. Forma e dimensioni, secondo Walter e Hector, erano di un Aucas, perché hanno piedi di forma particolare, che sia allargano a dismisura nella parte anteriore. Preparammo un piano di difesa. Tendemmo qua e là delle funi d’inciampo e durante la notte avremmo vegliato a turno”. E non vedi l’ora di capire come è trascorsa la notte, e cosa accadrà il giorno dopo. Un racconto che non si fa lasciare…

    I ricordi e la Storia

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    Vittorio da Rios, a proposito di conoscenza, di memoria e di Sardegna, ci manda un bel ricordo di Gramsci, e non solo…

    “Laurana Lajolo scrisse le più belle pagine dedicate a Gramsci, Ricche di poesia e di grande “amore” per il suo “eroe intellettuale”. Ricorda, Laurana l’intelligenza potente e precoce che Antonio dimostra fin da piccolo.Non ha ancora cinque anni, quando senza essere mai uscito dal paese riesce a indicare in una carta geografica murale,il villaggio dove abita e le principali città italiane, e sa definire cosa sia un’isola.  Quando Nino comincia ad andare a scuola apprende rapidamente a scrivere, ma non riesce mai a ricordare che “uccello” si scrive con due “c” e la madre, pazientemente corregge più volte quell’errore. La madre Peppina Marcias , donna molto evoluta e di cultura superiore per quel tempo nonostante avesse frequentato solo la terza elementare, costante ben presente nei ceti popolari e rurali. Dolcissima narratrice di favole per i suoi bambini,che la ascoltano estasiati soprattutto quanto canta con voce potente alla sarda.

    Cent’anni di memoria sotto i cieli d’Ogliastra

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    1“Se volate a ottomila metri in un giorno senza nuvole, e se il vostro occhio è allenato a visioni in alta quota, l’Ogliastra vi appare un Continente tutto verde e blu, fra montagne e colline sporgenti dal mare”. Comincia così “Il cielo d’Ogliastra”, affascinante racconto di Giacomo Mameli, che accompagna l’ultimo viaggio fotografico di Pietro Basoccu fra i “Centenari” della sua terra. Perché
    terra di centenari è l’Ogliastra.
    Il consiglio è di incamminarsi lungo i suoi sentieri, lasciarsi catturare dalla sua bellezza, perdersi, anche… magari riuscirete a scoprire il segreto della lunga vita della sua gente.
    Suggerirei di partire da Tortolì, e precisamente dalla piazzetta sulla quale affaccia la Libreria del Corso, dove sarà possibile interrogare gli sguardi dei centenari delle fotografie di Pietro Basoccu, i
    loro volti scavati di ruge che hanno attraversato un secolo di storia e ancora sono lì a raccontarlo, tutto quel secolo. Saranno in mostra fino alla fine d’agosto.
    Viaggio nel più profondo dell’anima, come sempre,