Dagli appunti di viaggio di una lontana puntatina in India. Appunti nati dall’urgenza di mettere nero su bianco le violente sensazioni provate. E che tutte ritrovo, intatte, a distanza di anni. Fotografie di tutto quello che le fotografie non sono riuscite a fissare. Di queste alcune più emozionanti di altre. Come l’incontro, ad Agra, con il Taj Mahal, pegno dello sconfinato amore dell’imperatore Shah Jahan per la sua regina, Mutmatz…
Trecento. Trecento. Addirittura trecento. Trecento le concubine del grande Akbar. L’imperatore moghul che amava travestirsi da donna per curiosare impertinente nel bazar riservato alle dame di corte. Trecento concubine tutte per lui…
Brillano allargandosi nello stupore gli occhi della guida che vuole trasmettere ai suoi clienti tutto l’entusiasmo e l’ammirazione che forse lui sinceramente ancora prova nei confronti degli eroi di quel grande passato.





