Una bella, condivisibilissima riflessione, di Emanuela Nava
“Anche le parolacce hanno la loro etimologia.
Deficiente da deficere, mancare di intelletto.
Stupido da stupere, stupire.
Scemo da semus, mezzo, da cui anche scemare, diminuire.
E idiota, la più brutta parolaccia che ci sia?
Da idios, particolare, privato.
Anche idioma, linguaggio, ha la stessa provenienza: idios.
Questo significa che chi parla solo la sua lingua si comporta in modo idiota.
Una idiozia è stata abolire la festa di Natale in una scuola della provincia di Milano, pensando di rispettare le altre culture. Come si fa a rispettare gli altri se non si comincia a rispettare se stessi, ad amare l’anima del mondo che è fatta di tante lingue, e quindi anche della propria?
Rispetto significa guardare e riguardare il mondo e la sua bellezza come se fosse la prima volta. Spero che il preside che ha abolito una festa così sentita e festeggiata in tutti i paesi, anche in quelli a minoranza cristiana, ci ripensi, altrimenti non solo non rispetterà i bambini, ma rischierà di farli diventare idioti. Un grande dolore per l’anima del mondo”.
Emanuela Nava
Leggendo, in questi giorni, d’emergenza, d’emergenze e di documenti e misure speciali a proposito di terrorismo, di annunci di sospensioni di regole e pezzi di costituzioni… , sospendendo piuttosto per un attimo la commozione per la nostra commozione… sempre mi chiedo cosa mai ci autorizzi a dichiarare sante le nostre guerre e legittimare i nostri, di orrori, e quali vittorie, quali insegnamenti, quali democrazie possano mai nascere da sospensioni del diritto che giustificano violenze inflitte ad altri. Dentro e fuori dei nostri confini.
Avete mai avuto tra le mani una rosa di Gerico? ha la bellezza misteriosa di un rovo d’inverno… la pensi ormai morta, ma bastano gocce d’umido a compiere il miracolo della sua rinascita… ad Anna Rita Persechino ha ispirato queste parole…




