Il mio augurio per l’anno che verrà… con le parole di Gatto Randagio ( da Remo Contro), che mai smette, randagiando qua e là, di prendere appunti…
Un desiderio, per l’anno che verrà, sogno di un gatto randagio… Che ritornino gli alberi. Tutti gli alberi tagliati estirpati uccisi. Immolati, per un verso o per l’altro, all’uomo che si autoproclama dio e alla sua cattiveria. Necessario atto di giustizia riparativa, se è vero, come credo sia vero, che “gli alberi, sono angeli feriti”. Me ne ha convinto il “filosofo ignoto” citato da Guido Ceronetti in una delle sue più belle raccolte di versi e pensieri, le ‘Ballate dell’Angelo Ferito’, appunto. Angeli caduti, questi alberi, rimasti in terra, c’è da pensare, per tentare di aiutarci a comunicare con qualcosa di più alto. Rimasti, nonostante nella caduta feriti, ostinatamente cercando di tessere ponti impossibili fra il “diabolico” e il “simbolico”… Fuor di metafora, due appunti, guardandoci intorno, dietro l’angolo di casa… guardando lontano, dove si annida il cuore della storia del mondo… (…)
Un’indicazione… un invito, per una notte di capodanno su al nord, sulla rotta del vascello di Macondo… Ricordate? La cascina di Anna e Pietro… sul limite della campagna, fra Torino e Asti,
Pensiero di Natale, sotto le mentite spoglie di Gatto Randagio, dal sito Remocontro… ” Visto che siamo lì lì che è quasi Natale, e un
Questa mattina, all’incontro con Papa Francesco, in Vaticano…. e va bene… pensavamo che un ergastolano potesse avere il permesso di andare in udienza dal Papa. E perché no? La Papa Giovanni XXIII aveva dato disponibilità per l’accompagnamento e il tutoraggio… E invece no…Grande delusione e grande vuoto. Il tribunale di sorveglianza, non ha neanche risposto alla sua domanda… Le amare riflessioni di Carmelo, uomo che si vuole per sempre “ombra”, ci arrivano con questa lettera.
gQuesta dovete proprio legerla. E’ la lettera scritta a Carmelo Musumeci da Giulia Duca, studentessa universitaria che qualche settimana fa ha incontrato Cramelo nel carcere du Padova.
pensiero della domenica dal sito di Ennio remondino, che ancora mi ospita sotto le mentite spoglie di un gatto randagio…
“Sciagura a te / Paese dove uno schiavo è re / E dove i capi mangiano il domani // Te beato /Paese dove regna / Nobile prole // E dove i capi mangiano quando è ora / Per avere forza e non per crapulare”.
Carcere. E’ nome che istintivamente evoca un universo maschile. Maschia è l’eco di voci e di volti che rimanda e a cui normalmente pensiamo. E poi ci sono le donne… Sono “talmente poche” rispetto al numero totale delle persone in carcere… il 4% dicono le statistiche. Appena qualche migliaio… A pensarci bene, nella percezione esterna al carcere sembrano quasi scomparire, se non, forse, quando le pensiamo madri, e quando pensiamo ai loro figli… E’ accaduto anche a me, che da qualche anno di carcere di occupo, e me ne sono resa conto solo quando qualcuno mi ha chiesto se, nel mio interessarmi e prigioni e detenuti, avessi incontrato anche donne. E ho pensato, un po’ vergognandomene, alla conoscenza minima e quasi esclusivamente “letteraria” a cui mi sono fermata… che pure ricorda quanto complessa, e molteplice e altra, è l’altra “metà” dell’universo carcere. “Recluse”, un interessante e densissimo libro appena uscito con l’editore Ediesse, è qui ora a ricordarcelo. Curato da Susanna Ronconi e Grazia Zuffa (molto riassumendo, formatrice la prima, psicologa la seconda), prende spunto (…)
Dal sito RemoContro, il pensiero settimanale di Gatto randagio..