Uno spettro si aggira per l’Europa. Anzi , per il mondo. E, come nel manifesto di marxiana ed engeliana memoria, annuncia l’impensabile. “Rendere illegale la povertà”. Dichiarazione d’intenti che può suonare persino oscena ad orecchie benpensanti, come l’annuncio di una rivoluzione. “Dichiariamo illegale la povertà” è un’iniziativa internazionale, alla quale aderisce da due anni anche un comitato promotore del nostro paese. Per mettere fuori legge i fattori strutturali che sono all’origine della creazione e dell’alimentazione dei processi di ineguaglianza, di esclusione, che caratterizzano il processo di povertà. Ricordando che la povertà è un fatto sociale e non di natura…
Sono andata a rileggere di quella iniziativa, dopo i due incontri fatti l’altra mattina, randagiando randagiando, nei dintorni di casa.
Percependo il richiamo di una voce nascosta… “Ce l’avrebbe qualcosa per aiutarmi?”. (…)
riprendendo come al solito dagli appunti del Gatto Randagio ( RemoContro)…
Riprendendo, come ogni lunedì, dagli appunti di Gatto Randagio ( dal sito di RemoContro)…
Leggendo… stralci dalle motivazioni del tribunale del riesame che confermano l’arresto della giovane donna accusata di avere ucciso il figlio, laggiù in quel paesino siciliano, in provincia di Ragusa. Di cui non mi riesce di scrivere il nome, né di lei, né del bambino, né del paese… nomi già da troppe appropriazioni lacerati… Spaventandomi per il suono in qualche modo feroce anch’esso, di burocratica e “scientifica
Bel titolo, per un articolo su “IL Garantista”, ieri, che alla storia di Mario Trudu ha dedicato due intere pagine. Questo il mio contributo…
Pensiero di Gatto randagio… Guardando l’immagine in contro-copertina di uno dei maggiori quotidiani nazionali…
Il gatto randagio di questa settimana… Cercando, fra gli appunti, ha ritrovato questi versi. “…Se fossi nata cinquant’anni prima / sarei la milionesima vittima: / anch’io sarei un mucchio di cenere / nella totale indifferenza, / tranne qualche rara ricorrenza. //Sarei stata nel lager nazista / in attesa di essere gassata / come una bestia macellata. / O insieme ad altri portata, come una mandria,/ in una stanza a sentire l’aria portarmi via / insieme alla vita mia. // Tutto questo sarebbe successo / perché parlo in modo sconnesso, / cammino con grande fatica,/ e la mia testa è un po’ caotica / e spesso sembro sclerotica. // Vorrei conoscere il mondo / ma questo mondo non mi piace / e non mi dà pace / tutto l’orrore del mondo”.