Pensiero di Natale, sotto le mentite spoglie di Gatto Randagio, dal sito Remocontro… ” Visto che siamo lì lì che è quasi Natale, e un po’ di commozione fa bene a tutti… una piccola storia che ha il sapore di un Canto di Natale, come me l’ha raccontata in una sua lettera Giovanni Farina, ergastolano nel carcere di Catanzaro ( forse l’ho già accennato, da qualche tempo scambio parole, e con interesse e piacere, con persone “molto ma molto cattive”…) . E’ la storia di un altro Giovanni, reduce di guerra, che aiutava nei lavori di campagna, e che della guerra continuamente ricordava episodi…
Ecco: “Una notte eravamo in trincea, splendeva nel cielo una luna piena che si vedeva oltre il filo spinato, e anche il volo di un piccolo uccello notturno. Avevamo paura a sporgerci per non rischiare di fare da bersaglio a qualche cecchino. Mentre regnava il silenzio più assoluto, sentimmo il pianto di un bimbo. Quel pianto delicato come un piccolo lamento in quel luogo di guerra ruppe il silenzio e nelle nostre orecchie fece più rumore di cento cannonate. Un mio compagno dopo un po’ si trascinò fuori dalla trincea, carponi sotto i reticolati, per raggiungere il luogo dal quale quel pianto proveniva. Dopo circa un’ora lo vedemmo tornare con una bambina in fasce, di pochi giorni. Ci disse che la madre morta la teneva ancora stretta nelle sue braccia. Non avevamo latte, provammo a farle inghiottire dell’acqua zuccherata. Durante la notte la bimba morì. Sulla tomba scrivemmo ‘Volevamo chiamarti Angelita’ ”. (…)
Questa mattina, all’incontro con Papa Francesco, in Vaticano…. e va bene… pensavamo che un ergastolano potesse avere il permesso di andare in udienza dal Papa. E perché no? La Papa Giovanni XXIII aveva dato disponibilità per l’accompagnamento e il tutoraggio… E invece no…Grande delusione e grande vuoto. Il tribunale di sorveglianza, non ha neanche risposto alla sua domanda… Le amare riflessioni di Carmelo, uomo che si vuole per sempre “ombra”, ci arrivano con questa lettera.
gQuesta dovete proprio legerla. E’ la lettera scritta a Carmelo Musumeci da Giulia Duca, studentessa universitaria che qualche settimana fa ha incontrato Cramelo nel carcere du Padova.
pensiero della domenica dal sito di Ennio remondino, che ancora mi ospita sotto le mentite spoglie di un gatto randagio…
“Sciagura a te / Paese dove uno schiavo è re / E dove i capi mangiano il domani // Te beato /Paese dove regna / Nobile prole // E dove i capi mangiano quando è ora / Per avere forza e non per crapulare”.
Carcere. E’ nome che istintivamente evoca un universo maschile. Maschia è l’eco di voci e di volti che rimanda e a cui normalmente pensiamo. E poi ci sono le donne… Sono “talmente poche” rispetto al numero totale delle persone in carcere… il 4% dicono le statistiche. Appena qualche migliaio… A pensarci bene, nella percezione esterna al carcere sembrano quasi scomparire, se non, forse, quando le pensiamo madri, e quando pensiamo ai loro figli… E’ accaduto anche a me, che da qualche anno di carcere di occupo, e me ne sono resa conto solo quando qualcuno mi ha chiesto se, nel mio interessarmi e prigioni e detenuti, avessi incontrato anche donne. E ho pensato, un po’ vergognandomene, alla conoscenza minima e quasi esclusivamente “letteraria” a cui mi sono fermata… che pure ricorda quanto complessa, e molteplice e altra, è l’altra “metà” dell’universo carcere. “Recluse”, un interessante e densissimo libro appena uscito con l’editore Ediesse, è qui ora a ricordarcelo. Curato da Susanna Ronconi e Grazia Zuffa (molto riassumendo, formatrice la prima, psicologa la seconda), prende spunto (…)
Dal sito RemoContro, il pensiero settimanale di Gatto randagio..
L’appuntamento della domenica con Gatto Randagio, dal sito Remo COntro… un viaggio per sentieri di cimiteri, per leggere “la folle trama del mondo”…
Sbirciando sulla pagina di Facebook di Luciana Corinna Luberti.. che così annunciava l’incontro per la presentazione del suo “D’amore, d’eroina, di galera”, il 25, a Padova: