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    Ancora San Gimignano..

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    Il tempo vola… anche in via dei Tigli… il tempo corre anche per chi è inchiodato al tempo fermo della carcerazione a vita. E son tre mesi che fra una corsa e l’altra non sono riuscita ad andare fin lì. Ma l’altro ieri, infine, in partenza, per San GImignano, per le ultimi aggiornamenti dell’autobiografia di Mario Trudu, Totu sa Beridadi. Dopo Strade Bianche si riparte per l’avventura nelle collane di Stampa Alternativa… con questo libro dove Mario racconta “la sua tremenda” vicenda. Usa proprio questo termine… da leggere perché come pochi ci danno il senso del tempo eterno che è una carcerazione come questa senza speranza di uscire, e non c’è redenzione che valga…Tornando, con due libri che Mario mi ha regalato… storie e foto, nolto belle, di Sardegna…  ne riparleremo presto…

    Folli trame….

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    L’appuntamento della domenica con Gatto Randagio, dal sito Remo COntro… un viaggio per sentieri di cimiteri, per leggere “la folle trama del mondo”…

    “La notiziola, letta qualche giorno fa da qualche parte, è che è appena nata una nuova applicazione gratuita che permette di creare un cimitero virtuale dove far visita ai propri cari in ogni momento e da ogni luogo del mondo. Lasciare un omaggio, un ricordo, accendere una candela… La cosa, spacciata per novità assoluta, in verità non è nuova, piuttosto un altro segmento di inconsistenza aggiunto alle nostre vite, sempre meno palpabili… E visto che siamo alla fine di questo mese in cui, per dirla con il nostro cantautore preferito, “si celebrano i morti”, viene da dare un suggerimento.

    Chiudiamo la pagina di quest’ultimo straniamento, e l’anno prossimo, per favore, lasciate perdere zucche e mostriciattoli, e il tedioso dolcetto-scherzetto. Provate piuttosto (…)

    Luciana resiste e pensa al futuro, da scrittrice…

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    Sbirciando sulla pagina di Facebook di Luciana Corinna Luberti.. che così annunciava l’incontro per la presentazione del suo “D’amore, d’eroina, di galera”, il 25, a Padova:

    “c’è gente che viene da Roma o più in là, per vedere la presentazione del mio libro…questa cosa mi dà da pensare( orribile sequenza di parole).. Questo libro è diventato un amico reale, ha fatto tanto per me. E’ la testimonianza che non ho vissuto invano certi percorsi. Questo amico mi ha fatto viaggiare fra gente diversa e sognare cose perfette, realizzabili. Potrebbe essere l’inizio di un altro nuovo percorso. Perchè no? Ne ho cambiate tante di pelli…agli amici! “

    E c’è tutta lei in queste parole, la Luciana autrice del libro che siamo andati a presentare ieri nella sua città, a Padova. In un’aula del dipartimento di Sociologia dell’Università, affollata, affollatissima di studenti. E i nostri complimenti vanno intanto al professore Gian Piero Turchi, che sappiamo da quegli studenti è amatissimo e seguitissimo… il risultato del suo lavoro immaginiamo è anche quella platea di studenti tanto attenti, che vederli riempie il cuore di gioia. (…)

    IL pesciolino Mazar e il Virus senza idee…

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    Dal diario di questa settimana, di Gatto randagio, per il sito RemoContro… Andando giù giù fino alla riva sud dell’Italia..

    Leggendo, di un trafficante d’uomini di Zuwara, città berbera sul versante occidentale della costa libica, uno dei maggiori snodi del traffico di migranti dalla Libia verso le coste d’Europa…  che sostiene che, Mare Nostrum o Triton, visto dalla sponda sud, poco o nulla cambierà. Per dirla in breve, come commenta “Redattore sociale” che ha raccolto quella testimonianza, “la differenza tra Mare Nostrum e Triton in Libia rimane materia di speculazione per politici e non per uomini d’affari”. Come il bollettino di partenze e arrivi ancora dimostra, con buona pace del ribollire di tante nostre periferie. 

    Una proposta, allora. Perché non andare tutti a ripetizione dai bambini dell’Istituto Ajello di Mazara del Vallo? Giù giù, in un lembo dell’Italia che è già Africa, dove vive la più antica comunità tunisina d’Italia . Sulla riva dove Nord e Sud sembrano capovolgersi, (…)

    !Il film di Marco Cavallo!

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    Questa è una bella notizia. Anzi due. Prima bella notizia: Il vaggio di Marco Cavallo è diventato un film… Marco Cavallo, il gigante di cartapesta nato nel fantastico laboratorio dell’Ospedale psichiatrico di Trieste, simbolo della lotta contro tutti i manicomi. La prima volta che si affacciò sulla città, tutto colorato d’azzurro, in testa a un lungo corteo, accompagnato da tutti gli ospiti dell’ospedale psichiatrico, era il 1973… Era ripartito, esattamente un anno fa, quando forse qualcuno lo credeva morto, per dire a tutti che è ancora vivo, vivissimo, anzi, e da nord a Sud ha percorso 4000 chilomentri attraverso l’Italia, per chiedere la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari… e chiedere, dicendo no ai manicomi regionali – mini OPG, l’apertura di  Centri di Salute Mentale h24. Tutto questo è ora in una pellicola di 50 minuti.

    Seconda bella notizia: il film “Il viaggio di Marco Cavallo” sarà presentato fuori concorso al Torino Film Festival, per la sezione “Diritti e Rovesci”. Va anche detto che il film, è prodotto prodotto dalle Edizioni alphabeta Verlag di Merano -già editore della ormai nota “Collana 180 –  Archivio critico della salute mentale”. E immagino la gioia di Peppe dell’Acqua, direttore della Collana 180 e membro del Comitato nazionale stopOPG che ha promosso il viaggio, che sempre ricorda “di avere avuto la fortuna di iniziare a lavorare con Franco Basaglia fin dai primi giorni triestini” e per più di 17 anni ha poi diretto il DSM di Trieste.  “L’obiettivo del film- spiega nell’annunciare la proiezione- è di far conoscere questa Storia e i risultati concreti raggiunti con il viaggio al maggior numero di persone possibili, cercando di contrastare la disinformazione e i luoghi comuni su una questione tra le più difficili da veicolare. Inoltre, il film continua la campagna avviata lo scorso novembre, soprattutto per vigilare e denunciare le inadempienze che già numerose rischiano di tradire (…)

    Remando Contro…

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    L’appuntamento settimanale con la Pagina di RemoContro, blog di Ennio Remondino, ( già inviato della Rai e molte cose ancora…. che mi fa l’onore di ospitarmi… e mi lascia il piacere di scrivere “quel che mi viene” sia pure fra pagine dedicate prevalentemente alla politica estera… e ch e vi invito a frequentare… a proposito di muri, sassolini e mattoni…

    http://www.remocontro.it/2014/11/16/gatto-randagio-i-muri-berlino-ingabbiano-vita/

     “Con ancora negli occhi le luci della festa di Berlino, e nelle orecchie il racconto di memorie, e ricordi, e analisi, e riflessioni, e chi c’era e chi non c’era…  Guardando quel sassolino grigio che qualcuno da quel muro infranto venticinque anni fa mi portò, e che da allora è chiuso dentro la sua bachechina di vetro, con accortezza accomodato su un panno di vellutino rosso… ma vedendovi da allora il richiamo a tanti altri muri che abbiamo ancora costruito… (…)

    dopo le parole del Papa…

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    Più volte dal carcere ci sono arrivati pensieri rivolti a questo nuovo Papa, soprattutto dopo che nel luglio dell’anno scorso ha abolito l’ergastolo nel suo Stato del Vaticano. Così all’inizio della scorsa estate avevamo pensato di raccogliere domande che persone condannate all’ergastolo avessero voluto rivolgergli. Gliele abbiamo spedite.
    Ora che Papa Francesco con parole forti si è pronunciato non solo contro l’ergastolo ma anche contro tanti aspetti della detenzione, dagli OPG alle carceri di alta sicurezza, rendiamo pubblica la lettera e le domande che gli abbiamo mandato, avendo letto nella sua pronuncia una chiara risposta anche a tante delle nostre domande”.
    La lettera dunque:

    Caro Papa Francesco, quelle che seguono sono le domande che tredici ergastolani hanno pensato di rivolgerle. Ergastolani “speciali”, ostativi, che in seguito a un meccanismo di leggi nate con “l’emergenza mafia” degli anni 90, vengono esclusi dall’applicazione dei benefici di legge perché non collaboratori di giustizia. Diversamente da quanto comunemente si crede, e ancora sui mezzi d’informazione spesso si dice, sono la smentita, in carne ed ossa, del fatto che “l’ergastolo in Italia non lo sconta nessuno”. Appartenuti in passato a varie organizzazioni di stampo criminale, anche solo a livello regionale, sono in carcere da decenni, molti per lunghi periodi in regime di 41 bis, e scontano una pena che (…)

    La fiaba di Sankara

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    dal sito di Remo Contro, nel quale da una settimana “metto le zampe”, sotto le mentite spoglie di un gatto randagio… e per chi volesse saperne di più, segue  ( sempre su Remocontro) una riflessione un po’ più politica ( naturalmente non mia…)

    GATTO RANDAGIO Una fiaba dalla terra degli uomini integri

    “Accendendo la radio, alla ricerca vana di notizie aggiornate sul Burkina Faso, dopo aver ascoltato, giusto per caso, una decina di giorni fa o giù di lì, del colpo di stato e dei morti…, immagini piombate improvvise come una meteora in un notiziario, come accade alla realtà di quelle parti di mondo alle quali il nostro sistema d’informazione sembra impenetrabile, se non quando pregna di sangue, e  poi quasi più nulla  ( fra i pochi attenti, riconosco, queste pagine anch’esse affette da randagismo). 

    Eppure il Burkina Faso ha una storia bellissima da raccontare. Me l’ha ricordata giusto la scorsa settimana l’incontro con Gabin Dabiré, straordinario musicista burkinabè, e un po’ gatto randagio anche lui. A Roma per uno dei suoi concerti. E’ stato lui, anni fa, a raccontarmi la storia di Thomas Sankara, come il canto di una fiaba. (…)

    Shukran…

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    Tornando da un viaggio… giù giù sul mare d’Egitto, Daniela Morandini, che è mia cara amica, mi porta il regalo di questa bella fiaba… che io ora a voi regalo….

    “Era sceso da quella  barca sulla quale era stato dipinto da un pittore antico. Entrò in mare come se non ne fosse mai uscito, mentre i trigoni volavano via per lasciarlo passare. Quando risalì, la prese per mano e la portò sott’acqua. Mani lunghe, scure.

    Scesero  dove il dugongo, sirena ancor prima del mito, fece loro un cenno col capo,  e i delfini rallentarono la corsa. Arrivarono ancora più giù, e le tartarughe smisero di brucare.. Lei si lasciò portare. Lui la guardò come se volesse entrare nell’anima. Occhi liquidi, scuri.

    Attraversarono una foresta viola : le alghe si inchinarono e i coralli cambiarono colore. Si fermarono dove la luce tagliata dall’acqua moltiplicava gli sguardi. Lui le chiese se voleva restare ancora. Lei scosse la testa. “Shukran,” disse lui e, accennando  una melodia remota, tornò su quella barca dove era stato dipinto da un pittore antico.

    “Grazie” rispose lei, poi  pianse ma, in mare, le lacrime non si vedono.

    Stefano e gli altri…

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    Pensandoci un po’, il giorno dopo la sentenza di appello che ha assolto tutti gli imputati accusati della morte di Stefano Cucchi… pensando a una giustizia che dichiara il suo fallimento se pure, come sottolinea la difesa della famiglia, dai processi emerge che comunque un pestaggio c’è stato…pensando a quelli per i quali neanche ad un processo si è riusciti ad arrivare… quelli per i quali ancora le famiglie si dannano, inascoltate… Qua e là a volte se ne legge… brevi notizie che si perdono nel web, che non “sfondano” le pagine dell’informazione “ufficiale”.  Proviamo ricordarli? Proviamo a metterli insieme in un elenco?  Facendo i nomi e i cognomi? Raccontando le loro vicende, perché anche per noi non si perdano…