Ritorno alla terra…

22 05 2015

Tornando, dalla Sardegna, per portare alla sua terra la voce di Mario Trudu e del suo “Titu sa beridadi” Tuttala verità, storia di un sequestro… queste le parole che mi ha affidato per la sua terra…

Ascoltate: “Vi dico fin da adesso che mi sarebbe piaciuti farvi un altro tipo di discorso. Questa sarebbe l’occasione giusta, dovrei approfittarne, dovrei far sentire la mia voce, visto che non ho molte occasioni per parlare di ciò che gli uomini da vari decenni mi proibiscono di avere, e che mi spetterebbe per legge, se fosse ancora valida la Costituzione. Ma voglio evitare di esporre la parte tenebrosa della mia vita, non voglio scaricare su di voi questo enorme peso. Eccomi in Sardegna, anche se solo virtualmente… quella terra che stimo con il massimo di tutti i miei sentimenti, e sentendola così forte nel mio sangue, alle volte pensando alla sua cultura, alla sua lingua, a tutto quello che mi ha insegnato, anche grazie ai vecchi che ho conosciuto nella mia adolescenza, mi porta a vedere il resto del mondo come cosa di poco conto.. Anche se sono cosciente che non è così: nessuna parte della terra è meno importante di un’altra… la terra tutta, la sua natura, è veramente qualcosa di meraviglioso. Di altrettanto meraviglioso sulla terra c’è solo la donna, tutto il resto rimane un tantino sotto… parecchio sotto… Tornando alla Sardegna, credo che se fossi nato in un altro posto non avrei saputo affrontare la vita con tanto coraggio come ho fatto. Questa terra mi ha dato lo spirito e la forza per vincere la malvagità degli uomini. L’Ogliastra mi ha nutrito fin dal primo respiro.. terra impervia e selvaggia, forse sono rimasto contagiato da quella sua natura superba e forte, rendendomi indomabile come tutti gli ogliastrini, che non mutano pelle in base alle occasioni del momento. Io sono rimasto il Mario Trudu di sempre, sui principi e sui sentimenti,,, per il resto anch’io ho subito gli effetti della natura, (…) Leggi il resto dell’articolo »



Un cardo fra le spine…

8 05 2015

e alla fine, a Siena, ho letto la lettera al pubblico che Mario Trudu mi ha affidato… Ascoltate:  “Oggi è la mia giornata, dovrei essere felice e vi garantisco che anche se a distanza lo sono veramente. Ma questo non mi avrebbe tolto dall’imbarazzo: gli unici miei interventi li ho fatti davanti a qualche Corte d’Assise, dove non ti va di tirare il discorso per le lunghe e potete immaginare il perché. Oggi sarei stato anche imbarazzato nel trovarmi a parlare davanti a tante persone con un sapere così colossale… Mi sono sempre visto come un cardo in mezzo a un campo sterminato, dove crescono solo spine, ma se possedessi una piccolissima parte del vostro sapere mi sarei sentito una rosa  in mezzo a quel campo di cardi… Non vi parlo del libro perché potrei vantarmi tanto da sbalordirvi tutti, e conoscendo i miei limiti come scrittore… questo compito lo delego agli altri ( cita me, la professoressa tabellini, i professori Fo e Mugnaini, scusandosi con i signori professori se li nomina per ultimo, ….ma io sono nato nell’ottocento, quando le donne venivano prima degli uomini… Come non vi parlerò della mia vita senza riposo, non sarebbe giusto che ciò che ho sofferto io lo scaraventassi sulle spalle di chi ascolta… Mi sarebbe piaciuto, se fossi stato presente, saper fare un discorso a braccio: ma non sarebbe stato possibile per due motivi.  Primo la mia testa dopo tanto sopportare traballa un po’, la mia memoria se l’è mangiata lo stato con i suoi soprusi. Secondo:  addentrandomi nella mia faccenda sono certo che non riuscirei a frenarmi, con le mie parole sentireste l’odore nauseabondo  che si sprigionerebbe dal rimestare  tanto letame, vedreste, anche (…) Leggi il resto dell’articolo »



Totu sa beridadi, infine

23 09 2014

E infine, la presentazione di Pitigliano, di “Totu sa beridadi”, tutta la verità, storia di un sequestro”, di Mario Trudu (STrade Bianche). Accanto a una sedia vuota. Il posto di Mario. E questo è stato il suo intervento:

“Gentilissimo pubblico, non potendo essere presente, affido queste mie poche righe di ringraziamento per tutti voi, alla mia cara amica Francesca. Ancora una volta devo rivolgermi agli amici, affinché parlino al posto mio. Ma forse questo potrebbe essere un bene per me, salvandomi da qualche figuraccia, anche se io avrei preferito fare una figuraccia ma essere presente. Almeno avrei potuto verificare se ancora oggi mi capita, (come mi capitava tanto tempo fa quando dicevo qualcosa fuori posto, e questo mi capitava spesso), di arrossire come un bambino; credo che quel tipo d’emozioni non esistano più in me, e comunque ancora una volta non mi è stata data la possibilità di verificare.(…) Leggi il resto dell’articolo »