Ancora madri…

12 05 2020

Ancora parlando di madri… il pensiero di Paolo Rausa…

“Il Mese Mariano, questo. Omaggio alla Madonna e a tutte le Madri, che sono felici quando sembra che tutto vada bene in famiglia, soprattutto quando i figli stanno bene, sono sereni e hanno imboccato la strada del benessere, della apparente felicità, ecc. E sono tristi, le mamme, quando qualcosa di insolito, di strano, di anormale devia la vita dei figli dalla direzione intrapresa, quando per qualche caso del destino qualcosa va storto… E accompagnano i figli nel loro calvario, non voluto, eppure la madre non si dà per vinta. Leggi il resto dell’articolo »



L’abbraccio virtuale che non ci salverà

2 03 2020

Commuove, forse, ma molto più fa rabbrividire. E non è cosa che si possa presto accantonare. Io ancora rabbrividisco, dopo averlo visto… quel video che avrà già incuriosito molti di voi… e che mostra l’incontro di una donna con la figlioletta morta tre anni prima, incontro reso possibile in un mondo virtuale creato apposta per loro. “I met you”, il titolo del documentario che racconta l’esperienza di Jang, donna coreana, madre della piccola Nayeon, che una malattia incurabile le ha portato via quando aveva appena sette anni…. Ed eccola lì, Nayeon che alza lo sguardo lucido verso sua madre, che è lì davanti a lei, e che noi vediamo allungare le braccia verso la bambina, che la madre, attraverso il visore per realtà virtuale che indossa, riesce a vedere come fosse lì, viva e palpitante, su quel prato verde disegnato per i loro passi nel nulla… E grazie a sensori che ha alle mani, sembra che Jang riesca a toccare quella che sappiamo essere solo una riproduzione elettronica della figlia… E la chiama, e si commuove e, magia della realtà virtuale, in qualche modo mamma e figlioletta interagiscono…
“Come stai mia piccola Neyeon?” Leggi il resto dell’articolo »



Più che la vita…

21 03 2019

truduDa “Il dubbio”, l’articolo di Damiano Aliprandi, che ringrazio per permettermi di riprenderlo integralmente, sulla decisione dle tribunale di sorveglianza di Cagliari che nega a Mario Trudu (in carcere da 40 anni e con gravi problemi di salute) la possibilità di curarsi fuori dal carcere. 40 anni di carcere e nessuna pietà… Mi viene in mente quello che disse un giorno: “Cosa vuole da me lo stato più della mia vita?”

“Mario Trudu, da 40 anni in ergastolo ostativo, nonostante abbia gravi problemi di salute deve rimanere in carcere. Questo è il responso del tribunale di sorveglianza di Cagliari, sottolineando che il suo stato di salute è gestibile in carcere e quindi non «sussistono i presupposti per il differimento di pena». Respinta quindi l’istanza presentata – e sollecitata più volte – dall’avvocata Monica Murru del foro di Nuoro dove si evidenziava ulteriori gravi patologie certificate come incompatibili con il regime carcerario. Tramonta quindi la speranza per Trudu, nato ad Arzana nel 1950, in carcere dal 1979, diplomato all’Istituto d’Arte di Spoleto e autore di due libri. Finora, a causa dell’ergastolo ostativo, infatti non ha potuto fruire di alcun beneficio e con il passare del tempo vive una condizione di salute difficile – se non impossibile – da gestire in carcere. Attualmente ristretto presso la Casa Circondariale di Oristano (Massama), è affetto da sclerosi sistemica complicata da interstiziopatia polmonare e da ulteriori gravi patologie.

Nell’istanza presentata dall’avvocata Murru Leggi il resto dell’articolo »



magie…

18 01 2019

cop_Poesie-in-tautogrammaTautogramma… A dire la verità fino a ieri non sapevo neanche cosa fosse. Un componimento in cui tutte le parole iniziano con la stessa lettera. E come immaginare che qualcuno si possa prendere la briga di abbandonarsi a questa forma di ingegneria letteraria…
Ma ancora una volta un libretto bussa alla mia porta e mi ricorda che c’è sempre qualcosa da imparare. E che ancora una volta porta in dono la gioia di un momento di stupore…
Mi è accaduto appunto ieri leggendo pagine di “Poesie in tautogramma”, raccolta di Alessandra Palombo. Non sono un critico letterario, non sono “esperta” di poesie. Ma come mi ha detto un giorno un’amica che ne sa ben più di me: non bisogna essere esperti per incontrare la poesia. La poesia si riconosce… e in queste pagine magicamente nella poesia sono all’improvviso scivolata.
Ascoltate:
Incamminarsi
in inverno,
inattesi
intravedersi,
intuirsi.
Irrazionali
incontrarsi,
intrepidi
intrigarsi,
infatuarsi.

Insieme innamorarsi.

Non è un soffio al cuore? Leggi il resto dell’articolo »



IL vento, respiro di vita

5 11 2018

vento 2Invito a perdervi in questa foto che trovo bellissima… (quante preziose cose si incontrato in questi amatissimi detestatissimi “social”). L’autore è Mauro Stefano Lorenzo, ed è stata scattata a Catania, ma il suo vortice porta ben oltre…
Case su cui sembra passata una guerra… la guerra del tempo e dell’abbandono… case arrugginite, scarrupate, devastate. Morte, diresti… Invece la vita è ancora lì, che urla la sua presenza, la sua forza, la sua vitalissima bellezza… è tutta in quel fantasma di vento che veste i panni dell’aria… per dire che sì… che anche quelle mura scrostate, al passaggio del respiro della terra, si aprono al sorriso, di finestre sberciate…
Non è facile catturare il vento, che è invisibile ma si svela prendendo la forma di ciò che muove. Vestito del nitore di panni stesi, è il segreto del coinvolgimento emotivo della foto di Mauro Stefano Lorenzo, quel punctum di cui abbiamo imparato nella lezione di Roland Barthes.
Il vento… Leggi il resto dell’articolo »



Per una pena che non uccida la vita

2 05 2017

fine-pena-maiLa testimonianza di Marcello Ramirez, questo mese, per la Rivista “Una città”… invito a leggere…

Contro la “Pena di Morte Viva”
Per un diritto a un fine pena che non uccida la vita

“Non è possibile giudicare il delitto con preconcetti. La filosofia de delitto è molto più complessa di quel che si creda, è noto ormai che né le prigioni né le galere né alcun sistema di lavori forzati ha mai curato un delinquente.” (Dostoevskij)
Ciao a tutti, mi chiamo Marcello Ramirez, sono detenuto presso il carcere di Catanzaro. Ho voluto iniziare citando colui che si è trovato a subire le più penose vessazioni, quello che adesso stiamo passando tutti gli ergastolani detenuti nelle carceri di un paese civile come l’Italia. Ci sono tantissimi modi per uccidere un uomo, uno di questo è: eliminare la speranza, con questo, desidero raccontarvi qualcosa di me.
Sono detenuto da tantissimi anni, mi trovo in cella da solo, o meglio, ero da solo fino ad ieri. (…) Leggi il resto dell’articolo »



Se Dante salva la vita…

10 08 2015

dante-divina-commediaIeri, Gatto randagio (RemoContro)… un consiglio per la lettura un pò fuori dall’ordinario…. Ascoltate…
“Nel mezzo del cammin di nostra vita / mi ritrovai in una selva oscura…”
Leggendo, qualche giorno fa, di Andrea, 19 anni e uno sconfinato amore per la Divina Commedia, che conosce quasi tutta a memoria… Ripensando alla piccola Jasmine, (ve ne ho raccontato la storia, ricordate?) che va a scuola portando nel suo zainetto un’edizione del poema, da sfogliare durante la ricreazione. E chissà cosa vi legge… Ripensando, alle immagini ardenti come il fuoco, esaltanti come un volo d’aria, che tutti un po’ ci portiamo dietro dai tempi del liceo… Mi gira per la testa, insieme al caldo di questi giorni, una domanda. Ma esattamente cos’è che fa amare tanto la Divina Commedia? E magari sperando possiate aiutarmi a trovare risposte, vi propongo di portare sotto l’ombrellone, o dove diavolo siate, il poema del nostro sommo Dante.
L’Andrea sopra citato dice di essere stato fulminato dal canto ventiseiesimo dell’Inferno(…) Leggi il resto dell’articolo »



una pagina a caso…

29 04 2015

Seguendo il cammino del libro di Mario Trudu, “Tutta la verità, storia di un sequestro”, in attesa della presentazione, il 7 di maggio, all’Università di Siena, per parlare di carcere e scrittura, e parole di vita… aprendo, così, per distrarmi un po’, un libro di un poeta molto amato, Fernando Pessoa… ritrovando una pagina sottolineata tanto tanto tempo fa… “poter ridere, ridere, ridere traboccantemente,/ ridere come un bicchiere versato,/ assolutamente pazzo solo di sentire,/ assolutamente lacero dello strusciarmi contro le cose, / la bocca ferita a forza di mordere cose, / le unghia sanguinanti a forza di afferrarmi a cose,/ e poi datemi la cella che vorrete, che mi ricorderò della vita”. Le pagine, aperte a caso… che mai si aprono a caso…



Maschere …

21 02 2015

Condividendo da FB, il pensiero di uno degli scrittori che, letti nell’età dell’adolescenza, definitivamente chiarendomela, mi hanno “rovinato” la vita…. “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai molte maschere poche persone”. Splendido, amatissimo, Pirandello…