Più che la vita…

21 03 2019

truduDa “Il dubbio”, l’articolo di Damiano Aliprandi, che ringrazio per permettermi di riprenderlo integralmente, sulla decisione dle tribunale di sorveglianza di Cagliari che nega a Mario Trudu (in carcere da 40 anni e con gravi problemi di salute) la possibilità di curarsi fuori dal carcere. 40 anni di carcere e nessuna pietà… Mi viene in mente quello che disse un giorno: “Cosa vuole da me lo stato più della mia vita?”

“Mario Trudu, da 40 anni in ergastolo ostativo, nonostante abbia gravi problemi di salute deve rimanere in carcere. Questo è il responso del tribunale di sorveglianza di Cagliari, sottolineando che il suo stato di salute è gestibile in carcere e quindi non «sussistono i presupposti per il differimento di pena». Respinta quindi l’istanza presentata – e sollecitata più volte – dall’avvocata Monica Murru del foro di Nuoro dove si evidenziava ulteriori gravi patologie certificate come incompatibili con il regime carcerario. Tramonta quindi la speranza per Trudu, nato ad Arzana nel 1950, in carcere dal 1979, diplomato all’Istituto d’Arte di Spoleto e autore di due libri. Finora, a causa dell’ergastolo ostativo, infatti non ha potuto fruire di alcun beneficio e con il passare del tempo vive una condizione di salute difficile – se non impossibile – da gestire in carcere. Attualmente ristretto presso la Casa Circondariale di Oristano (Massama), è affetto da sclerosi sistemica complicata da interstiziopatia polmonare e da ulteriori gravi patologie.

Nell’istanza presentata dall’avvocata Murru Leggi il resto dell’articolo »



Vivere, e morire, a Poggioreale…

28 02 2019

PoggiorealL’euro deputata Eleonora Forenza e Sandra Berardi, presidente dell’associazione per i diritti dei detenuti Yairaiha , hanno visitato il carcere di Poggioreale. Una situazione grave e sconcertante. Questo il comunicato di Eleonora Fiorenza, che ha chiesto l’intervento del Garante nazionale e del Comitato europeo per la Prevenzione della Tortura e dei trattamenti inumani e degradanti. Leggete..

“Domenica 24 febbraio mi sono recata in visita presso i padiglioni Firenze, Milano, Avellino e Genova del carcere di Poggioreale a Napoli. Ero assieme a Sandra Berardi, presidente dell’associazione per i diritti dei detenuti Yairaiha Onlus, che da lungo tempo collabora con me nel percorso di visite delle strutture penitenziarie e denunce delle gravi carenze del sistema carcerario italiano. Abbiamo visitato Poggioreale dopo le tante segnalazioni del movimento Ex detenuti Organizzati, in particolare a seguito degli ultimi tragici eventi come l’assurda morte di Claudio Volpe e dopo le mobilitazioni dei detenuti del padiglione Firenze.
Dalla visita, sebbene parziale, abbiamo riscontrato condizioni strutturali assolutamente inadeguate, soprattutto sotto il profilo igienico-sanitario. Ad esempio, ad eccezione del padiglione Genova, che è stato oggetto di recente ristrutturazione ed adeguamento funzionale, con i servizi sanitari separati tra loro e dalla zona letto, nelle celle e cameroni degli altri padiglioni (che arrivano a contenere fino a 10 persone) le cucine sono ricavate in un spazio angusto, che in origine avrebbe dovuto rappresentare l’antibagno. Leggi il resto dell’articolo »



Sogni lucenti tra mura bianche di cemento

3 12 2018

Copertina FARINA_Layout 1Riflettendo sui meccanismi dell’informazione, specie delle news, a volte delle macchine che tutto travolgono. Un ricercato finalmente veniva consegnato alla giustizia, e tutto per me finiva lì..
E invece, e invece… molti anni dopo ho capito che quando si chiudono le porte di un carcere, le storie non finiscono, ma lì cominciano.
Incontro con Giovanni Farina, implicato nel sequestro Soffiantini, accusato e poi assolto per l’omicidio dell’ispettore dei Nocs, Donatoni. Una vicenda dalle tante ombre. E due libri, per tentare di capire qualcosa di un uomo e del nostro paese.

Ricordate la vicenda del sequestro dell’imprenditore Giuseppe Soffiantini? Era la fine degli anni ’90. L’ultima “zampata” dell’Anonima, si disse. Fra i coinvolti, Giovanni Farina, che nel mio vagare fra carceri e detenuti ho conosciuto. Prima attraverso una lunga corrispondenza, poi ho l’ho anche incontrato, dopo aver curato un libro con suoi testi. Racconti, riflessioni, poesie.
Farina è persona che scrive molto, e bene. Mi aveva colpito subito, perché oltre a raccontarmi della sua condizione, la fatica, le speranze, i momenti di sconforto… mi mandava di tanto intanto racconti. insieme a considerazioni sulla vita e sul mondo. Scritti molto profondi. Poesie anche qua e là…
La corrispondenza con chi è in un carcere all’inizio è molto cauta, come se ci si annusasse a distanza, poi accade che si “apre”… così è successo con la valanga di scritti e testi che Giovanni Farina mi ha mandato. Perché Giovanni (ormai ci diamo del tu) sembra aver registrato istante per istante tutta la sua vita. Leggi il resto dell’articolo »



Se la clemenza muore…

12 11 2018

untitled“Nell’iconografia della giustizia, è come se i gigli e i rami di olivo intrecciati alla spada si fossero ormai essiccati”…
Sempre ricco di metafore quanto mai appropriate il linguaggio di Andrea Pugiotto, docente di Diritto Costituzionale, che nel cammino che ho da qualche tempo intrapreso per cercare di capire qualcosa a proposito di delitti e di pene, è diventato irrinunciabile punto di riferimento… sempre più convinta che nella Costituzione è la ragione prima delle risposte da trovare…
Le sue riflessioni mi arrivano oggi con gli atti di un incontro, da Pugiotto introdotto, a proposito degli istituti di clemenza.
Immagino già… “Amnistia, indulto, grazia, commutazione della pena… che cosa contro corrente! Con tutto il bisogno di sicurezza che abbiamo… ancora si parla di atti di clemenza?”
Ma visto che qui si rema contro…
Impossibile riassumere il ricchissimo, complesso dibattito dell’incontro, che vale la pena di leggere nel libro che ne raccoglie gli atti. “Costituzione e clemenza” (a cura di Stefano Anastasia, Franco Corleone, Andrea Pugiotto, editore Ediesse, per La società della ragione). Un testo utilissimo anche per capire qualcosa di noi e del nostro paese.
Solo alcune annotazioni. Leggi il resto dell’articolo »



Appuntamento a Sollicciano, dunque..

16 09 2018

Locandina FarinaAppuntamento a martedì, a Sollicciano, al Gozzini, per la presentazione del libro di Giovanni Farina. Questo il testo dell’introduzione…

“Da qualche anno scambio con Giovanni Farina lettere. E a poco a poco ho conosciuto la sua storia. Ha iniziato, Giovanni, con qualche accenno alla sua condizione, le difficoltà, le durezze, le tappe di una vicenda giudiziaria, a tratti kafkiana, che toglie il respiro. Respiro che a singhiozzi torna, con le immagini di un mondo intimo che piano piano si svela. Piano piano, a partire da qualche cenno, da eco di ricordi, ansie di nostalgie, per poi tutto prorompere… Perché le lettere dal carcere molto presto escono dai binari della forma e della cortesia fra estranei. Si diventa in qualche modo subito intimi. Anche se mai c’è occasione d’incontrarsi. Chi scrive dal carcere non ha tempo e pensieri da perdere. I suoi, Giovanni Farina li appunta tutti. Tutti i pensieri e tutto il suo tempo, come nelle pagine di un diario lungo quanto i giorni della sua prigionia. Che corre parallelo a quello delle pagine fatte di udienze, di sentenze, di ricorsi, note, appelli, a affollare il percorso giudiziario che lo imbriglia.
Me li ha snocciolati nel tempo, Giovanni, i pensieri del suo diario. Pagine allegate alle lettere che mi ha inviato. Prima con cautela, un po’ alla volta, poi sempre un po’ più ‘osando’… e così mi sono trovata inondata da un mare di pagine, che alla fine mi ha chiesto in qualche modo di curare. E non è stato facile. Leggi il resto dell’articolo »



“Orizzonti Ristretti” sempre più. Per chi e perché…

27 08 2018

ristrettiLe domande, non finiscono mai…
Ma perché mortificare una bella realtà che tanti buoni risultati ha dato e pure tanti riconoscimenti negli anni ha ricevuto? Perché… perché…
Domanda che turbina intorno come un vento scomposto, mentre leggo di quel che accade a Padova. Nel carcere di Padova, il “Due Palazzi”, dove rischiano di essere drasticamente ridimensionati tutti i progetti di Ristretti Orizzonti.
“Ristretti”, come familiarmente la chiama chi intorno al mondo del carcere gravita, è una redazione fatta di volontari e detenuti intorno alla quale, in più di vent’anni d’attività, sono nati progetti straordinari, percorsi culturali che tante cose in meglio hanno cambiato, nel carcere e nelle persone… non solo per chi è dentro, ma anche per chi, da fuori, vi è entrato in contatto… e da anni è importante punto di riferimento per tutte le persone che, in un modo o nell’altro, si occupano di Giustizia.
Fra le tante cose, Leggi il resto dell’articolo »



fantasmi…

6 08 2018

riabilitazione-sospesa-800Questo non è il solito pezzo. E’ piuttosto una domanda, intorno alla quale quel rompiscatole di un Gatto Randagio sta girando da qualche giorno. Rompiscatole e petulante visto che sempre intorno agli stessi argomenti si arrabatta. Ma chiede, per cortesia, di aiutarlo a trovare una risposta.
La settimana scorsa, sapete bene tutti, Davide Casaleggio ha definito “inevitabile” il superamento della democrazia parlamentare. Avrete avuto anche voi le orecchie e gli occhi intasati da quello che ne è nato: prese di posizione, dibattiti, commenti, articoli, analisi… un fiume in piena di parole e pagine… che, giustamente, ognuno aveva da dir qualcosa…
Beh, qualche giorno prima, l’altro corno, se così si può dire, del vertice dei Cinque stelle, Beppe Grillo, ha parlato della necessità di abolire le carceri. “Dobbiamo tendere a un mondo a carceri zero. Almeno il minimo possibile”.
“Con società senza carceri Grillo crea dibattito”, ha detto, proprio mentre si trovava nel cortile della casa circondariale di Poggioreale, il presidente della Camera Fico. Ma, a dire la verità, dal tono della voce, sembrava non crederci neanche lui… al fatto che ne sarebbe nato un dibattito…
E infatti. Leggi il resto dell’articolo »



La morte in carcere

23 07 2018

lettera secondiglianoAscoltando il mare, che oggi stride, di una musica stonata…
“Qualcosa avranno pur fatto… avranno pur fatto… pur fatto…”
Ritorna stridente il mantra di un’obiezione che sento spesso fare, davanti a mie insistenze nel raccontare di storie che vengono da quel mondo buio che sono le nostre carceri. Certo, qualcosa avranno pur fatto. E certo “è facile immaginare la galera per chi ha commesso un reato ma, entrare in una sezione e vedere le persone recluse peggio degli animali, mi ha restituito la barbarie di cui è ancora capace l’umanità”… parole di Sandra Berardi, che dopo aver visto quello che ha visto ha sentito l’urgenza di creare un’associazione per i diritti dei detenuti, Yairaiha. E chissà che qualcosa non abbia visto anche Beppe Grillo se, come a sorpresa, riprendendo il pensiero del criminologo norvegese Nils Christie, arriva a parlare di carceri come “struttura progettata per infliggere legalmente dolore, uno strumento di controllo sociale e un vero e proprio business”. E vedremo se qualcosa per li rami del parlamento ne discenderà…
Ma oggi la realtà è quella delle tante denunce, Leggi il resto dell’articolo »



il treno

21 03 2018

treno_locomotiva_25nell’ultimo numero della rivista “Una città”, la lettera di Giovanni Lentini. Davvero un bel racconto, che fa riflettere…

“Nel laboratorio teatrale da poco iniziato, mi è stato chiesto di immaginare e descrivere il viaggio che vorrei fare. Premesso che viaggiare è impresa difficile per chiunque per l incognite che sempre nasconde, cosa può accadere, chi si può incontrare… se poi si aggiunge che il viaggiatore è un ergastolano che dovrà vivere da recluso per sempre, perché il suo fine pena è mai, il viaggio diventa ancora più difficile da immaginare, perché tanti anni di detenzione secondo me non illuminano la mente, anzi a mio avviso atrofizzano non soltanto i sentimenti, ma anche l’immaginazione più profonda.
Detto ciò, il mio viaggio immaginario è quello di tornare in libertà, a casa dai miei cari. Purtroppo sono tanti anni che immagino di essere fermo in una sala d’attesa di una stazione ferroviaria, ad aspettare il treno che mi riporta a casa. A volte questa stazione sembra abbandonata, a volte affollata di pendolari che si affrettano ognuno a prendere il proprio treno.
Io invece mi vedo fermo, immobile, mentre cerco di guardare con attenzione il cartellone che indica l’orario di partenza del mio treno. Leggi il resto dell’articolo »



Belve…

29 01 2018

belve....Ha proprio ragione Alessandra Celletti, che nella prefazione a “La Belva della cella 154” chiarisce subito di non farsi ingannare dal titolo: questa, assicura, “è una storia d’amore, di amicizia e di perdono, dove durezza e crudeltà si sciolgono come la neve al sole”… “La belva della cella 154”, nel libro risponde al nome di Nino, alias Carmelo Musumeci, ergastolano scrittore, detenuto dal 1991, oggi in regime di semilibertà. Naturalmente cambiato tutto quel che c’è da cambiare fra il protagonista di un romanzo, a metà fra realtà e fantasia, e il suo autore.
Di reale, realissimo, in questo racconto c’è il carcere, quell’Assassino dei sogni che non ammette la speranza, che ha molte armi per uccidere a poco a poco, dove c’è chi si aggrappa alla vita con rabbia e disperazione e chi finisce col non avere paura più di nulla, e amare solo la propria solitudine.
Eppure davvero durezze e crudeltà, in questo racconto, Leggi il resto dell’articolo »