abbracciati alla luna…

19 02 2018

brevissima-storiaAccendendo, ieri sera, il computer dopo un breve tempo d’assenza, dopo due giorni di incontri, parole, allegria, anche… mi si è fermato il cuore leggendo della morte di Bea… otto anni e una malattia rarissima, tanto rara che nemmeno sembra abbia un nome, che l’aveva ingabbiata in un corpo immobile… E proprio non mi riesce di andare oltre e raccontarvi quello che avevo da raccontarvi a proposito del mio bel viaggetto. Ci sarà tempo.
Oggi, permettete, un pensiero per Bea che, come ricorda il padre, è stata una bambina coraggiosissima, che amava la musica, la danza e mai si lamentava…
“Come tutte le storie che racconta Erik anche questa dev’essere stata una storia bellissima, per quanto dalla luna la sua voce non si udiva… “. L’articolo di giornale che parla della bambina, mi è stato mandato, accompagnato da questa dedica, da Daniela Messi (e davvero la ringrazio per avermi fatto partecipe), che cita un passo di un bellissimo libro che aveva curato per Angolo Manzoni (interessante casa editrice che purtroppo non c’è più): la “Brevissima storia di una bambina e una gatta che volevano vivere aggrappate alla luna”.
Tornare a parlare di questo libro mi sembra la cosa migliore per ricordare Bea e tutti i bambini coraggiosi Leggi il resto dell’articolo »



Belve…

29 01 2018

belve....Ha proprio ragione Alessandra Celletti, che nella prefazione a “La Belva della cella 154” chiarisce subito di non farsi ingannare dal titolo: questa, assicura, “è una storia d’amore, di amicizia e di perdono, dove durezza e crudeltà si sciolgono come la neve al sole”… “La belva della cella 154”, nel libro risponde al nome di Nino, alias Carmelo Musumeci, ergastolano scrittore, detenuto dal 1991, oggi in regime di semilibertà. Naturalmente cambiato tutto quel che c’è da cambiare fra il protagonista di un romanzo, a metà fra realtà e fantasia, e il suo autore.
Di reale, realissimo, in questo racconto c’è il carcere, quell’Assassino dei sogni che non ammette la speranza, che ha molte armi per uccidere a poco a poco, dove c’è chi si aggrappa alla vita con rabbia e disperazione e chi finisce col non avere paura più di nulla, e amare solo la propria solitudine.
Eppure davvero durezze e crudeltà, in questo racconto, Leggi il resto dell’articolo »



miraggi…

19 06 2017

fatamorgana-2Sarà che siamo a un passo dal solstizio d’estate… sarà questo sole infuocato e quest’aria dal sapore bruciato… e il tremendo azzurro del cielo, che suggerisce fantasmi meridiani… Sarà che l’estate già qui è suono delle onde del mare… questa notte ho sognato di essere sulla costa di Reggio e ho visto, lo giuro, la fata Morgana…
Fata Morgana… sogno e miraggio, pronto a dissolversi appena provate ad allungare la mano per tentare anche solo di sfiorarla. Mito che a ciascuno di noi, anche se non sognatori incalliti, può dire molto… guardandoci intorno, guardandoci dentro…
Visto che Gatto randagio si è rotto una zampa e in giro non può andare, per intrattenerlo e un po’ consolarlo, gliel’ho raccontata, la storia di Morgana. Ascoltate anche voi…
Una storia di incanto e illusioni… di una fata, che dal tempo e dalle terre lontane delle leggende del nord è arrivata fino a noi, camminando leggera come solo lei, sacerdotessa di Avalon, sapeva camminare, quasi sollevata a un passo da terra… Morgana, fata delle acque. Ancora oggi, sapete, a tratti compare nella luce rifratta d’agosto, sollevata a un pelo dall’acqua, lì, sullo stretto, a due passi dalla riva di Messina.
Sì, perché la leggenda racconta che dopo aver condotto Re Artù, suo fratello, ai piedi dell’Etna, Morgana s’innamorò tanto della Sicilia che non lasciò mai più questa terra e stabilì la sua dimora tra l’Etna e lo stretto di Messina. E lì innalzò il suo palazzo di cristallo, dove abita ancora oggi…
Si dice che Morgana esca dall’acqua con un cocchio tirato da sette cavalli, poi getta nell’acqua tre sassi e traccia dei segni nel cielo: allora il mare si gonfia, diventa cristallo, che rimanda immagini di uomini e di città…
-Va bèh, – ha provato a interrompermi il Gatto, in vena di contraddire – Leggi il resto dell’articolo »



randagio per sempre…

5 06 2017

gatto 2Per riderci un po’ su…. Ma forse neanche poi tanto… oggi lascio la penna tutta a Gatto Randagio. Sentite cosa scrive…

Puntando una mattina alla strada qui accanto, quella con il negozietto di cibarie per noi animaletti, dove ogni tanto pure mi vado a rifornire ( certo, tendenzialmente mangerei avanzi e caccerei topi, ma una volta assaggiati croccantini e scatolette…), all’improvviso mi si è accapponata la pelle, mentre stavo per sbattere il muso su quella nuova vetrina… L’ultima di una serie piuttosto lussureggiante, da dove si affacciavano graziose tutine colorate e spumosi lettini azzurri e rosa shocking, sullo sfondo di ceste rivestite di imbottiture e fiocchetti e pupazzetti e giocattolini… Oibò, mi sono chiesto, il mio ‘alimentari’ è stato soppiantato da un negozio per bambini?
Capite, per quanto randagio, un po’ casalingo lo sono anch’io, almeno per quella quota interessata a quanto di buono e succulento c’è da arraffare fra un tappeto e un frigorifero… e, diciamoci la verità, in casa i bambini sono pur sempre concorrenza…
Col pelo ancora arruffato, mettendo meglio a fuoco le tutine… certo hanno proporzioni un po’ curiose… e poi, quei collarini luccicanti attaccati a guinzaglini colorati…
Guinzaglini?! … Leggi il resto dell’articolo »



Una lettera d’amore, fra test sugli animali e bestie parlamentari…

20 02 2017

gatto-occhialiUna curiosità… Qualcuno ha provato? Hanno funzionato le ‘ricette immorali’ per san Valentino?
Uhmmm… Si sentono un po’ di mugugni delusi. Ma, che dire…, non bastano cento vite per capire quanto siano complessi e difficili e quasi mai quel che ci si aspetta, e bla bla, i rapporti con l’altro, rude o gentil sesso che sia… Gatto randagio, devo dire, nelle sue pur poche sette, di vite, qualcosa crede di averla definitivamente capita. Grazie a un amore grande. Così grande, pensate, che un giorno mi ha spinto a dedicarvi una pubblica dichiarazione d’amore.
L’ho tirata fuori dal fondo del fondo del mio archivio, dove conservo le cose più care. A riprenderla fra le mani, ritrovo le parole di una passione vera e ancora mi commuovo. Leggervela, è un dono che vi faccio. E anche rinnovato omaggio al grande amore che fu…
Ecco:
“Questa è la mia dichiarazione d’amore per Lisalda. Ma ad essere onesta dovrei definirla una resa. … Leggi il resto dell’articolo »



L’acqua e la pietra…

3 10 2016

350px-gatto_su_balaustraGatto Randagio vi aveva promesso Venezia. Dunque…
Fra ponti, traghetti, calli, campi, folle di turisti, molti piccioni e qualche gabbiano… che per un randagio non c’è posto migliore per sentirsi ogni volta a casa senza essere a casa, e struggersi l’anima al ricordo delle sue lune… ma non è di romanticherie che vi voglio parlare.
Questa volta s’è andati a Venezia per un salto alla Biennale d’Architettura, e vagolando qua e là, fra i padiglioni dell’Arsenale, alcune immagini a un tratto hanno incantato il randagio, che fermando il suo inquieto andare si è perso nei colori del Kumbh Mela, il pellegrinaggio Hindu, che in India ogni tre anni, ogni dodici per l’appuntamento più importante, porta milioni di fedeli a radunarsi per immergersi nella acque sacre di un fiume……
Che c’entra con un incontro sull’architettura? Si è chiesto, ignorante, il gatto. C’entra e come, spiegava il documentario. Perché, sapete?, ad ogni appuntamento, Leggi il resto dell’articolo »



che la forza sia con te….

30 11 2015

4amicialbar-600x398Una conversazione carpita al bar sotto casa, che oggi non può che partire da Parigi.
Dunque, quattro amici al tavolino accanto. A conversazione già avanzata, afferro al volo una frase: “…ma mostrare i muscoli è di per sé una dimostrazione di forza? I campioni di body building alla prova della forza reale si rivelano tigri di carta… Ricordate l’augurio del maestro Yoda all’allievo Luke in ‘Guerre stellari’?”
“Che la forza sia con te!”, risponde pronto uno del gruppo.
“Bravo”, riprende il primo che sembra guidare la discussione. “Grande parabola di una forza reale fatta di intelligenza, astuzia, arte del combattimento, senso di giustizia che si contrappone all’esercito meccanico di Dart Fener. Che mi fa proprio pensare all’armamentario messo in campo da noi europei: città, Roma compresa, con soldati armati di mitra (col colpo in canna?) a presidiare stazioni metro, luoghi sensibili e quant’altro, mentre aerei russi e francesi bombardano le postazioni dell’Isis… Bèh, comincerei a temere questo pericoloso mix di muscolose rappresentazioni di apparati bellici dei governi e la più o meno lucida follia omicida ( e sucida) dei fanatici terroristi”.
“Già – fa un altro- ma non c’è qualche soluzione più intelligente?”. (…) Leggi il resto dell’articolo »



La pietà

16 06 2015

Gatto Randagio, questa settimana, severo e mistico.. ma come si fa?

Ripensando, agli incontri della Fao, che ha celebrato i suoi settant’anni d’età, a quell’opera di pace che, parola di Mattarella, è contrastare la fame, opera di pace che mai si è davvero compiuta e chissà se mai si compirà… pensando, alle tante parole e alle nulle azioni… Uno scandalo che deve finire, certo, come non unirsi al coro, anche se lo scandalo al quale qualcuno chiede da tempo di porre termine è anche l’enorme costo di enti che proprio di fame si occuperebbero, spesso un bel business, diciamoci la verità, per i “professionisti della cooperazione”. Basterebbe dare un’occhiata alle cifre, con troppi zero, del costo delle strutture di quegli enti… Ma, va bèh, oggi non remiamo troppo contro. Guardando piuttosto alle aprole, e alle azioni, del papa dell’oggi, è tornato alla mente l’azzardo del papa di un tempo neanche poi troppo lontano… 

Già, quella strana idea che poco tempo prima di morire Paolo VI coltivò nel suo cuore e che avrebbe potuto cambiare il mondo. Ne ritrovo il racconto  aprendo (..) Leggi il resto dell’articolo »



Califfi d’altri tempi…

22 04 2015

Il miagolio di domenica scorsa…Appunti bislacchi… dopo la conversazione con un amico, ancora stupito per essere sopravvissuto ad un viaggio sotterraneo per andare pochi quartieri più in là in metropolitana… a Roma, e certamente il mio amico non ha la mia “esperienza” in materia, che da anni ho scelto di non usare l’automobile. Pensando dunque, a tutte le persone che lì si incrociano, per le quali la giornata inizia partendo, ad esempio, dai paesi nei dintorni, perché costa meno abitarvi, alzandosi alle quattro del mattino, perché così è se vuoi arrivare in tempo al lavoro nella capitale e devi affidarti al disastro dei trasporti regionali… e arrivi allo scambio di Termini che già non hai la forza per farti largo nella calca inverosimile delle 8 del mattino… e già non sopporti più nessuno…

Attraversati questi inferni all’andata e al ritorno, la sera torni comunque a casa soddisfatto di essere ancora vivo, e, soprattutto, con un enorme bagaglio di conoscenze, oltre che sulle tattiche di sopravvivenza metropolitana, su quel che non funziona, su quel che funziona… sui bisogni, sui desideri, della “gente comune”. (…) Leggi il resto dell’articolo »



Meno male è lunedì…

19 01 2015

Anche i gatti vanno a cinema… Dall’appunatmento domenicale di Remo contro… “Appunto su di un film. Una delle cose che piacciono a me… tutto a rovescio, a  cominciare dal titolo: “Meno male è lunedì”. Sì, perché se prassi vorrebbe che per tutti si pensi al lunedì come alla fine dello spazio di libertà che sabato e domenica ci dovrebbero riservare, per i protagonisti di questo film, che è piuttosto documentario, è lì che inizia la gioia. La gioia di un lavoro. Sì, perché i protagonisti sono tredici persone recluse, nel carcere bolognese della Dozza, per essere precisi. E per loro si è compiuto un piccolo grandissimo miracolo. Una vecchia palestra del carcere è stata trasformata in officina. E non una cosa tanto per passare il tempo. Una vera officina, messa in piedi da tre aziende metalmeccaniche leader nel settore del packaging (Gd, Ima Spa e Marchesini Group, meritano la citazione), che le persone in prigione le hanno proprio assunte con regolare contratto. Roba rarissima nel desolante panorama penitenziario italiano, dove per i più il tempo trascorre nel nulla. Sembra, anche questo, il racconto di una fiaba. Di quelle non addomesticate e sdilinquite. Fiabe vere, scritte per insegnare che, nonostante le difficoltà, la fatica, il male, il dolore, c’è anche una speranza. Anzi, sono proprio le difficoltà, la fatica, il male, il dolore, a insegnare a costruire la speranza e non solo.(…) Leggi il resto dell’articolo »