La pietà

16 06 2015

Gatto Randagio, questa settimana, severo e mistico.. ma come si fa?

Ripensando, agli incontri della Fao, che ha celebrato i suoi settant’anni d’età, a quell’opera di pace che, parola di Mattarella, è contrastare la fame, opera di pace che mai si è davvero compiuta e chissà se mai si compirà… pensando, alle tante parole e alle nulle azioni… Uno scandalo che deve finire, certo, come non unirsi al coro, anche se lo scandalo al quale qualcuno chiede da tempo di porre termine è anche l’enorme costo di enti che proprio di fame si occuperebbero, spesso un bel business, diciamoci la verità, per i “professionisti della cooperazione”. Basterebbe dare un’occhiata alle cifre, con troppi zero, del costo delle strutture di quegli enti… Ma, va bèh, oggi non remiamo troppo contro. Guardando piuttosto alle aprole, e alle azioni, del papa dell’oggi, è tornato alla mente l’azzardo del papa di un tempo neanche poi troppo lontano… 

Già, quella strana idea che poco tempo prima di morire Paolo VI coltivò nel suo cuore e che avrebbe potuto cambiare il mondo. Ne ritrovo il racconto  aprendo (..) Leggi il resto dell’articolo »



Califfi d’altri tempi…

22 04 2015

Il miagolio di domenica scorsa…Appunti bislacchi… dopo la conversazione con un amico, ancora stupito per essere sopravvissuto ad un viaggio sotterraneo per andare pochi quartieri più in là in metropolitana… a Roma, e certamente il mio amico non ha la mia “esperienza” in materia, che da anni ho scelto di non usare l’automobile. Pensando dunque, a tutte le persone che lì si incrociano, per le quali la giornata inizia partendo, ad esempio, dai paesi nei dintorni, perché costa meno abitarvi, alzandosi alle quattro del mattino, perché così è se vuoi arrivare in tempo al lavoro nella capitale e devi affidarti al disastro dei trasporti regionali… e arrivi allo scambio di Termini che già non hai la forza per farti largo nella calca inverosimile delle 8 del mattino… e già non sopporti più nessuno…

Attraversati questi inferni all’andata e al ritorno, la sera torni comunque a casa soddisfatto di essere ancora vivo, e, soprattutto, con un enorme bagaglio di conoscenze, oltre che sulle tattiche di sopravvivenza metropolitana, su quel che non funziona, su quel che funziona… sui bisogni, sui desideri, della “gente comune”. (…) Leggi il resto dell’articolo »



Meno male è lunedì…

19 01 2015

Anche i gatti vanno a cinema… Dall’appunatmento domenicale di Remo contro… “Appunto su di un film. Una delle cose che piacciono a me… tutto a rovescio, a  cominciare dal titolo: “Meno male è lunedì”. Sì, perché se prassi vorrebbe che per tutti si pensi al lunedì come alla fine dello spazio di libertà che sabato e domenica ci dovrebbero riservare, per i protagonisti di questo film, che è piuttosto documentario, è lì che inizia la gioia. La gioia di un lavoro. Sì, perché i protagonisti sono tredici persone recluse, nel carcere bolognese della Dozza, per essere precisi. E per loro si è compiuto un piccolo grandissimo miracolo. Una vecchia palestra del carcere è stata trasformata in officina. E non una cosa tanto per passare il tempo. Una vera officina, messa in piedi da tre aziende metalmeccaniche leader nel settore del packaging (Gd, Ima Spa e Marchesini Group, meritano la citazione), che le persone in prigione le hanno proprio assunte con regolare contratto. Roba rarissima nel desolante panorama penitenziario italiano, dove per i più il tempo trascorre nel nulla. Sembra, anche questo, il racconto di una fiaba. Di quelle non addomesticate e sdilinquite. Fiabe vere, scritte per insegnare che, nonostante le difficoltà, la fatica, il male, il dolore, c’è anche una speranza. Anzi, sono proprio le difficoltà, la fatica, il male, il dolore, a insegnare a costruire la speranza e non solo.(…) Leggi il resto dell’articolo »



Canto sotterraneo…

22 12 2014

Pensiero di Natale, sotto le mentite spoglie di Gatto Randagio, dal sito Remocontro… ” Visto che siamo lì lì che è quasi Natale, e un  po’ di commozione fa bene a tutti… una piccola storia che ha il sapore di un Canto di Natale, come me l’ha raccontata in una sua lettera Giovanni Farina, ergastolano nel carcere di Catanzaro ( forse l’ho già accennato, da qualche tempo scambio parole, e con interesse e piacere, con persone “molto ma molto cattive”…) . E’ la storia di un altro Giovanni, reduce di guerra, che aiutava nei lavori di campagna, e che della guerra continuamente ricordava episodi…

Ecco: “Una notte eravamo in trincea, splendeva nel cielo una luna piena che si vedeva oltre il filo spinato, e anche il volo di un piccolo uccello notturno. Avevamo paura a sporgerci per non rischiare di fare da bersaglio a qualche cecchino. Mentre regnava il silenzio più assoluto, sentimmo il pianto di un bimbo. Quel pianto delicato come un piccolo lamento in quel luogo di guerra ruppe il silenzio e nelle nostre orecchie fece più rumore di cento cannonate. Un mio compagno dopo un po’ si trascinò fuori dalla trincea, carponi sotto i reticolati, per raggiungere il luogo dal quale quel pianto proveniva. Dopo circa un’ora lo vedemmo tornare con una bambina in fasce, di pochi giorni. Ci disse che la madre morta la teneva ancora stretta nelle sue braccia. Non avevamo latte, provammo a farle inghiottire dell’acqua zuccherata. Durante la notte la bimba morì. Sulla tomba scrivemmo ‘Volevamo chiamarti Angelita’ ”. (…) Leggi il resto dell’articolo »



IL pesciolino Mazar e il Virus senza idee…

26 11 2014

Dal diario di questa settimana, di Gatto randagio, per il sito RemoContro… Andando giù giù fino alla riva sud dell’Italia..

Leggendo, di un trafficante d’uomini di Zuwara, città berbera sul versante occidentale della costa libica, uno dei maggiori snodi del traffico di migranti dalla Libia verso le coste d’Europa…  che sostiene che, Mare Nostrum o Triton, visto dalla sponda sud, poco o nulla cambierà. Per dirla in breve, come commenta “Redattore sociale” che ha raccolto quella testimonianza, “la differenza tra Mare Nostrum e Triton in Libia rimane materia di speculazione per politici e non per uomini d’affari”. Come il bollettino di partenze e arrivi ancora dimostra, con buona pace del ribollire di tante nostre periferie. 

Una proposta, allora. Perché non andare tutti a ripetizione dai bambini dell’Istituto Ajello di Mazara del Vallo? Giù giù, in un lembo dell’Italia che è già Africa, dove vive la più antica comunità tunisina d’Italia . Sulla riva dove Nord e Sud sembrano capovolgersi, (…) Leggi il resto dell’articolo »



Remando Contro…

16 11 2014

L’appuntamento settimanale con la Pagina di RemoContro, blog di Ennio Remondino, ( già inviato della Rai e molte cose ancora…. che mi fa l’onore di ospitarmi… e mi lascia il piacere di scrivere “quel che mi viene” sia pure fra pagine dedicate prevalentemente alla politica estera… e ch e vi invito a frequentare… a proposito di muri, sassolini e mattoni…

http://www.remocontro.it/2014/11/16/gatto-randagio-i-muri-berlino-ingabbiano-vita/

 “Con ancora negli occhi le luci della festa di Berlino, e nelle orecchie il racconto di memorie, e ricordi, e analisi, e riflessioni, e chi c’era e chi non c’era…  Guardando quel sassolino grigio che qualcuno da quel muro infranto venticinque anni fa mi portò, e che da allora è chiuso dentro la sua bachechina di vetro, con accortezza accomodato su un panno di vellutino rosso… ma vedendovi da allora il richiamo a tanti altri muri che abbiamo ancora costruito… (…) Leggi il resto dell’articolo »



La fiaba di Sankara

9 11 2014

dal sito di Remo Contro, nel quale da una settimana “metto le zampe”, sotto le mentite spoglie di un gatto randagio… e per chi volesse saperne di più, segue  ( sempre su Remocontro) una riflessione un po’ più politica ( naturalmente non mia…)

http://www.remocontro.it/2014/11/09/gatto-randagio-fiaba-dalla-terra-degli-uomini-integri/

“Accendendo la radio, alla ricerca vana di notizie aggiornate sul Burkina Faso, dopo aver ascoltato, giusto per caso, una decina di giorni fa o giù di lì, del colpo di stato e dei morti…, immagini piombate improvvise come una meteora in un notiziario, come accade alla realtà di quelle parti di mondo alle quali il nostro sistema d’informazione sembra impenetrabile, se non quando pregna di sangue, e  poi quasi più nulla  ( fra i pochi attenti, riconosco, queste pagine anch’esse affette da randagismo). 

Eppure il Burkina Faso ha una storia bellissima da raccontare. Me l’ha ricordata giusto la scorsa settimana l’incontro con Gabin Dabiré, straordinario musicista burkinabè, e un po’ gatto randagio anche lui. A Roma per uno dei suoi concerti. E’ stato lui, anni fa, a raccontarmi la storia di Thomas Sankara, come il canto di una fiaba. (…) Leggi il resto dell’articolo »