More
    Home Blog Pagina 101

    Piazza libera tutti..

    0

    Tornando, dal Festival di Letteratura Resistente di Pitigliano… ( per la cronaca ,“Piazza libera tutti” il titolo di quest’anno, per “due giorni di arte, musica, creatività, fantasia, indignazione, protesta, provocazione, ma soprattutto, di un futuro liberato da scorie di consumismo, rassegnazione e subordinazione”, parola di Marcello Baraghini, fondatore di Stampa Alternativa e animatore dell’Associazione “Strade Bianche”, che della manifestazione di Pitigliano è ideatore e regista).  

    Nuova occasione per parlare di ergastolo, ergastolani e della condizione estrema degli ostativi. Girando intanto intorno alle pagine di “Cucinare in massima sicurezza”, ricettario di ergastolani curato da Matteo Guidi, libro che ho molto amato anche perché molti degli autori, i cuochi alle prese con i fornelli dietro le sbarre, sono le stesse persone che intervengono nel libro che ho curato con i fine pena mai di “Urla a bassa voce”. E con questo ricettario danno una risposta a una delle prime domande che mi sono posta di fronte alle loro storie e alla loro prigionia estrema… Ma da dove si può mai suggere la linfa che tenga in vita una vita che si vuole morta, in un luogo che della vita è negazione?(…)

    omicidi…

    0

    Un pensiero, a Sushmita Banerjee, uccisa nella sua casa, a Kharana nella provincia di Paktika in Afghanistan. Scrittrice indiana che aveva narrato, fra l’altro, della sua fuga dai Talebani… A Kabuliwala’s Bengali Wife… Leggo che era tornata in Afghanistan per raggiungere il marito, e si stava occupando fra l’altro di un filmato sul programma di assistenza sanitario per le donne afghane… Secondo la polizia ad ucciderla un gruppo di estremisti islamici. Un portavoce dei Talebani smentisce qualsiasi ruolo nell’organizzazione dell’omicidio… Un pensiero, a Sushmita Banerjee, uccisa, da un pensiero, comunque talebano…

    Una bella notizia

    0

    A proposito di Collins, ecco infine una bella notizia… che dire, a parte la contentezza da condividere con lui e Salvatore Bandinu… cose giuste … a volte…  accadono… ascoltate, dalle parole di Bandinu, maiuscole come la sua gioia: 

    CHE  DIRE… NON HO PAROLE…. DA QUESTO MOMENTO COLLINS E’ LIBERO! GRAZIE AL CUORE E ALLA PROFESSIONALITA’ DEL SUO AVVOCATO DOTT.SSA LOREDANA LISO, COLLINS STAMATTINA HA OTTENUTO UN PERMESSO PROVVISORIO ED E’ GIA’ FUORI DAL CIE. SI RIPRESENTERA’ IL 24 SETTEMBRE DAVANTI ALLA COMMISSIONE MA MI PARE DI CAPIRE CHE CI SIANO OTTIME POSSIBILITA’. ANCORA NON CI CREDO…. LE “PORTE DELLE FORTUNA” FINALMENTE SI APRONO ANCHE PER LUI……

     

     

    Nuvole

    0

    Alcuni pensieri, sul cammino di questo nuovo progetto, per il racconto dei trentatré anni di carcere  di Mario Trudu, ergastolano in quel di Spoleto.

    Non è semplice, entrare in un carcere per incontrare un detenuto. Un ergastolano dei più cattivi, poi… Non è affatto semplice, occorre che la domanda sia formulata nella maniera migliore, occorre che dopo le verifiche arrivi un’autorizzazione e per questa è necessario che siano d’accordo tutti, educatori, direzione, magistrato di sorveglianza, comandante della polizia penitenziaria… Credendo che il momento fosse finalmente arrivato, mi ero affrettata a prepararmi per l’incontro: letto e riletto il testo della sua autobiografia, stampata una prima parte per discuterne insieme, quale proposta di lavoro, cosa dire, un foglio zeppe zeppo di appunti, per avere le parole per dire, un libro da portare in dono, anche… Ma qualcosa ancora non va. Si rinvia dunque. Eppure, non ce l’ho fatta, a restare a casa. Così ho preso il treno e comunque ho incontrato Nadia  (Nadia Bizzotto ricordate? che queste storie di ergastolani speciali mi ha fatto incontrare …  la causa di tutti i miei guai, insomma) e le ho chiesto di portarmi almeno fin sotto le porte del carcere di Spoleto, fin sotto il recinto, anzi, di ferro e filo spinato, come ogni carcere che si rispetti.(…)

    voci da dentro…

    0

    E’ in cammino un nuovo progetto, per portare fuori dalle mura del carcere un’altra voce. Quella di Mario Trudu, uno dei testimoni di “Urla a bassa voce”, ricordate? quello in carcere da 32 anni, e ora sono già 33. Leggendo l’autobiografia che ha scritto in questi anni, ne anticipo un pensiero dal risvolto di copertina del volume che in carcere ha stampato, con tanto di foto e disegni. “Per decenni dentro una cella a sognare quei luoghi conosciuti da ragazzo, luoghi pieni di luce allegria e lavoro, sono riuscito attraverso le immagini che la mia mente produceva e continua a produrre, a distrarmi dal male che mi circonda, anche quando ho vissuto in una cella buia… riuscivo lo stesso a vedere il sole, e le immagini che la mia mente produceva sono talmente cariche che a volte dovevo chiudere gli occhi per non accecarmi”… E’ stata l’immagine che più mi ha colpito, spero la biografia possa diventare un libro, anzi , ne sono certa… così pieno di “accettate” ( se permettete cito Kafka), per “il lago ghiacciato della nostra anima”.

    A proposito di Collins…

    0

    Un aggiornamento, sulla vicenda di Collins Igbinoba, che con Salvatore Bandinu aveva partecipato al progetto di scrittura in carcere dal quale è nato “La cella di Gaudì”. E’ ancora nel Cie di Bari, Bandinu lo ha sentito poco fa. Gli ha chiesto come si sentisse e gli ha risposto: “tradito, abbandonato e preso in giro”. “Mi ha ripetuto almeno una ventina di volte, scrive Bandinu, che lui avrebbe voluto una piccola opportunità in Italia, che in carcere ha lavorato e si è sempre comportato bene, che sarebbe potuto scappare ma non lo ha fatto. Non capisce come mai prima tutti lo cercassero per portare in giro un progetto mentre adesso che è lui ad avere bisogno, nessuno più si fa sentire. Non ho saputo cosa rispondere. O meglio, lo avrei saputo ma ho preferito omettere. Il CIE di Bari è peggio di un carcere. Siamo entrati nella vita di questi detenuti e in qualche modo ce ne siamo fatti carico… Mi ha ripetuto in continuazione di essere confuso. Anche io lo sono”. Già, perché la vita di Collins, ne “La cella di Gaudì”, è diventata narrazione che si è offerta a tutti noi, e ognuno di noi, leggendola ne prende parte e ne diventa parte. Ed è cosa questa, difficile da buttarsi alle spalle. Come ben spiega Salvatore Bandinu: “Se raccontare una storia significa intersecare solo per un attimo un altra vita, una diversa esistenza rispetto alla nostra, anche se nulla possiamo affinchè il sogno di Collins ( e di migliaia di persone come lui) si avveri, almeno sentiamoci in dovere di rattristarci per una sconfitta che non è solamente la sua. Sarà poco ma se non altro, prima di lavarcene definitivamente le mani, almeno un poco ce le saremo sporcate.. Non si può toccare il dolore altrui e poi dimenticare…. senza esserne contaminati…” . Già, perché forse potremo tranquillamente dimenticare, buttandola via, anche questa storia, come tante altre, facendone un fantasma, magari… ma i fantasmi, in qualche modo, ritornano, magari anche nutriti della forza del racconto al quale li abbiamo consegnati…

    pensiero di mezzagosto…

    0

    “E’ il metodo che illumina il fine”

    Appena ascoltata in un programma di Rai Storia, in risposta ad una domanda di Enzo Biagi, frase pronunciata da Sergio Cusani, ricordate? l’unico, forse, delle persone coinvolte nelle inchieste di tangentopoli, che si è assunto fino in fondo le proprie responsabilità, che ha passato anni in carcere, che sull’ingiustizia e sulla ferocia del sistema carcerario ha molto ragionato, impegnandosi poi fra l’altro in progetti di recupero dei detenuti e di finanza etica…

    nel paese dai facili e arroganti machiavellismi, una vera rivoluzione copernicana del pensiero… se tenuta appena appena presente, quanto ci avrebbe migliorato…

    Storia di Roverto

    0

    C’è un uomo nel carcere di Padova che lo scorso 4 luglio ha iniziato uno sciopero della fame e della sete, per urlare, così, la sua innocenza… Ed è la sua storia la prima che incontriamo lungo il viale, alberato dei Tigli delle nostre prigioni…  Si chiama Roverto Cobertera. Per la cronaca, dominicano, con doppia cittadinanza, americana anche, condannato all’ergastolo per l’omicidio di un uomo, Tarik Saad Heddine, del Marocco, che sarebbe stato ucciso per un debito di droga da 30 euro. Insomma una storia di spaccio e traffico di stupefacenti. La condanna all’ergastolo arriva in appello, aggravando la condanna di primo grado, che era stata a 24 anni. Dell’omicidio Roverto Corbertera si è sempre dichiarato innocente. I suoi giorni senza cibo e senza acqua sul suo diario, li racconta così: “Oggi è il giorno 4 luglio, un gran giorno per l’America, è il giorno dell’Indipendenza del mio paese che penso che sia il miglior paese del mondo, dove i diritti dell’uomo vengono rispettati senza distinzione di colore e di razza. Oggi è iniziato il mio sciopero della fame e della sete per urlare la mia innocenza al di là del muro di cinta. Peso 82 Kg. Oggi ho fatto colloquio per la prima volta nell’ “Area verde” del carcere ed è stata una giornata bellissima e piena d’amore.” Al quindicesimo giorno dello sciopero della fame e della sete, Roberto pesa 73,70 chili. Ha sentito al telefono la moglie che, insieme alle persone in ansia per lui, gli ha chiesto che almeno bevesse, almeno un poco, perché suo nonno, che ha 105 anni, a mezzagosto verrà a trovarlo e non vogliono che lo veda troppo debole…. Così Roverto il 19 luglio scrive: “vado avanti con lo sciopero della fame, mi fermo solo un po’ per quello della sete per non farmi vedere da mio nonno troppo debilitato…” . Ma “il diciassettesimo giorno Peso 73,40 Kg… mi sento debole e giù di morale. Cerco di farmi forza perché presto vedrò il caro nonno…”(…)

    Rifiuti…

    0

    Un grido, che arriva di là dal mare. Dalla Sardegna, storia di Collins Igbinoba ( nome che sa d’africa profonda…) , che ha scontato la sua pena e ora è stato spedito nel Cie di Bari. Salvatore Bandinu, che è scrittore, ne ha narrato la storia, e insieme hanno partecipato a un progetto di scrittura che ha portato alla pubblicazione di un libro “La cella di Gaudì”, fra l’altro in gara per un importante concorso letterario. In carcere, scrive Bandinu, Collins ha sempre tenuto un comportamento esemplare, come si dice, lavorando e conseguendo la terza media. Collins ha anche girato la Sardegna coinvolto in diverse presentazioni del libro con la sua storia. “E’ disperato e mi chiama piangendo , scrive Bandinu, ora lo buttano come un rifiuto negandogli la semplice possibilità di vedere almeno come va a finire il concorso letterario al quale partecipa”….C’è qualcuno a cui importi la storia di Collins?

    Cloto Lachesi Atropo

    0

    Sfogliando, le immagini e le parole, di Edoardo Slavi, di Grazia Frisina … tre donne, tutte da guardare, tutte da ascoltare…

    Cloto Lachesi Atropo

    Fremente tessitura

    battere di spoletta laboriosa

    sudato stame tra i polpastrelli//

    Ognuna ordinatamente trame su trame

    annoda – allungallarga – sfila

    e non per spregio semmai per voto//

    Sorelle siamo. Al telaio comandate

    Ministre d’un tempo d’assolvere

    Del destino assidue orditrici

    Edoardo Salvi, Grazia Frisina Faccia – Oltre l’orizzonte