Tornando, dal Festival di Letteratura Resistente di Pitigliano… ( per la cronaca ,“Piazza libera tutti” il titolo di quest’anno, per “due giorni di arte, musica, creatività, fantasia, indignazione, protesta, provocazione, ma soprattutto, di un futuro liberato da scorie di consumismo, rassegnazione e subordinazione”, parola di Marcello Baraghini, fondatore di Stampa Alternativa e animatore dell’Associazione “Strade Bianche”, che della manifestazione di Pitigliano è ideatore e regista).
Nuova occasione per parlare di ergastolo, ergastolani e della condizione estrema degli ostativi. Girando intanto intorno alle pagine di “Cucinare in massima sicurezza”, ricettario di ergastolani curato da Matteo Guidi, libro che ho molto amato anche perché molti degli autori, i cuochi alle prese con i fornelli dietro le sbarre, sono le stesse persone che intervengono nel libro che ho curato con i fine pena mai di “Urla a bassa voce”. E con questo ricettario danno una risposta a una delle prime domande che mi sono posta di fronte alle loro storie e alla loro prigionia estrema… Ma da dove si può mai suggere la linfa che tenga in vita una vita che si vuole morta, in un luogo che della vita è negazione?(…)
Un pensiero, a Sushmita Banerjee, uccisa nella sua casa, a Kharana nella provincia di Paktika in Afghanistan. Scrittrice indiana che aveva narrato, fra l’altro, della sua fuga dai Talebani… A Kabuliwala’s Bengali Wife… Leggo che era tornata in Afghanistan per raggiungere il marito, e si stava occupando fra l’altro di un filmato sul programma di assistenza sanitario per le donne afghane… Secondo la polizia ad ucciderla un gruppo di estremisti islamici. Un portavoce dei Talebani smentisce qualsiasi ruolo nell’organizzazione dell’omicidio… Un pensiero, a Sushmita Banerjee, uccisa, da un pensiero, comunque talebano…
Alcuni pensieri, sul cammino di questo nuovo progetto, per il racconto dei trentatré anni di carcere
Sfogliando, le immagini e le parole, di Edoardo Slavi, di Grazia Frisina … tre donne, tutte da guardare, tutte da ascoltare…