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    In via dei Tigli…

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    Invito, da oggi, in via dei Tigli… nel sito di Stampalternativa, aprendo il banner in basso al centro… per un viaggio, che si racconta così:

    “E’ d’estate che ci si accorge dell’universo-carcere. Quando il caldo è così caldo che dentro le celle diventa tortura che si aggiunge a tortura. Nulla attenua l’aria bollente che passa tra le sbarre, e sembra che tutto si esasperi. Come se non fosse già tutto un oltre i confini dell’umanamente accettabile. Così qualche notizia in più arriva, d’estate, insieme al profumo dei tigli… Per me, è profumo che da sempre mi riporta all’ansia di pensieri in catene, per via dei tigli del viale alberato che fiancheggiava il carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove sono nata e per un po’ cresciuta. Si passava spesso sotto le mura del massiccio impianto borbonico, a un passo dal centro, e d’estate quel profumo rimaneva appiccicato addosso come lo sguardo delle guardie che dalle garitte immaginavo guardassero feroci anche noi bambini.

    dieci minuti per la libertà

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    “Dieci minuti per la libertà”. E’ l’iniziativa ideata dai detenuti nella sezione AS1 del carcere di Catanzaro.

    Prenderà il via il primo settembre 2013. I detenuti che aderiranno si impegneranno a mettere in atto una sosta di 10 minuti alle ore 11.00 di ogni giorno, in qualunque luogo del carcere si troveranno (passeggi, colloqui, attività lavorative, corridoi, ecc.), fino a quando non verrà modificato l’art. 4 bis OP che impedisce il reinserimento sociale anche di chi è meritevole e vanifica l’opera trattamentale degli operatori penitenziari, contribuendo a provocare sovraffollamento e recidiva. Gli ideatori dell’iniziativa ricordano come la Corte Costituzionale ha stabilito il divieto di automatismi poiché contrari all’art. 27 cost. , anche perché annullano la funzione dei giudici di sorveglianza.

    Già decine e decine le adesioni… ne riparleremo…

    Ritornando a Santa Maria…

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    Ricordate, la storia di Ginetta, da Santa Maria di Castellabate?  Beh, lei è ancora lì, sul corso del paese, a intarsiare colori. E cucire sagome di bambole, e vestitini, e fiori, che vende per fare poi beneficenza, per bambini di un’altra riva. Che ancora hanno bisogno. Ma che fine hanno fatto  quei fiori di tulle, che dondolavano alle inferriate dei suoi balconi? Composti  con i veli di tutte le spose che da tutti i paesi gliene hanno inviato ritagli? E, benché non sposa, alcuni ritagli di tulle colorato ne avevo un’estate portati anch’io…

    Ah! Pericolo crollo… si avvisa su una fiancata del palazzo… appena puntellato sul lato destro… In attesa del restauro, chissà… per ora alleggerito del peso di quelle nuvole colorate…  peso insostenibile, come tutti i sogni che ogni fiore di tulle raccontava…

    Anche le fate hanno il tablet…

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    Mi arriva da Manuel Ronzoni un annuncio cui vale la pena di dare un’occhiata, e non solo se siamo di quelli per cui la fiaba fa parte ancora del proprio orizzonte… per un progetto che si presenta così:

    “Arriva la versione 2.0 della più popolare app di fiabe! Un progetto italiano, costruito sulla passione di più di 500 autori coinvolti e su contenuti classici ed originali che ha permesso di creare la più completa collezione di fiabe italiane con più di 1.500 testi, video e audio fiabe. Il portale www.tiraccontounafiaba.it è il punto di raccolta, la redazione inserisce le fiabe classiche, gli utenti possono condividere tutta la propria fantasia inviando fiabe nuove ed originali; le app ufficiali iOS e Android permettono la diffusione a più di 200.000 utenti che hanno effettuato il download (gratuito!) dell’app. // Un progetto completamente gratuito per tutti gli utenti, un esempio di condivisione sociale di contenuti di qualità, nel rispetto dei diritti d’autore e con l’obiettivo di fornire un supporto educativo e di intrattenimento ai soggetti che “raccontano le fiabe”: genitori, insegnanti, educatori, nonni …  // L’aspetto sociale e la possibilità di condividere i propri testi è inoltre uno stimolo alla creatività di piccoli e grandi autori. Un’offerta di visibilità unica e gratuita per dare spazio alla propria fantasia e per rendere interattivo il “gioco della fiaba”.(…)

    Le nostre prigioni…

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    Un invito… a leggere un articolo nell’ultimo numero di Internazionale, dove si legge del Brasile, delle proteste, e degli annessi lavori per i Mondiali dell’anno prossimo. Dove si racconta che perché ci si possa godere “liberamente” la festa, sono stati spesi circa 900 milioni di dollari. “le spese, si legge, comprendono un contratto per 30 milioni di dollari con la Condor, che ha fornito le bombe lacrimogene, lo spray urticante e le pallottole di gomma non solo alla polizia  turca ma anche agli Emirati Arabi UNiti e al Bahrein. Il contratto prevede la consegna di duemila kit di armi a lungo raggio oltre a 1800 pistole elettriche e a 8.300 granate sonore e luminose (…)”. Se poi consideriamo i lavori di ristrutturazione del leggendario stadio Maracana, che hanno ridotto di oltre la metà i posti cancellando le zone popolari, e dove sarà vietato suonare tamburi e srotolare bandiere…  La domanda che sorge spontanea , come si dice, è: cosa rimane della festa? Poco, forse, la risposta… e sicuramente ristretta in altro luogo che sa di prigione…

    La via delle stelle…

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    “Catturato dagli uomini, legato a una slitta frustato a sangue, Zanna Blu fugge. Viene ripreso, ferito. Ma sempre risorge, quasi immortale.”

    Alcune righe dalla prefazione che Margherita Hack ha scritto per “Zanna Blu”, di Carmelo Musumeci. La Signora delle stelle, o, più bello ancora come titola il Manifesto, Stella Rossa, è stata la prima firmataria dell’appello contro l’ergastolo. Per non  dimenticare…

     

     

    Tigli

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    … invasa alla svolta sull’angolo di una strada dal profumo di fiori di tiglio… profumo d’estate… ma profumo, piuttosto, che sempre mi riporta all’ansia del carcere… per via del viale alberato che guardava al carcere di Santa Maria Capua Vetere… massiccio impianto borbonico ora sede d’università, ora che un carcere è stato costruito spostato più in là, fuori dal centro… non so se intorno ci siano ancora alberi di tiglio… rimane, incancellabile, ogni estate, quel profumo che torna, denso di sbarre…

    ritornando…

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    Ritornando a lezione di yoga. Ripetendo, prove di respirazione. Ujjayi pranayama, che tradizionalmente, leggo, si traduce con “respiro vittorioso”. C’è chi ritiene si riferisca invece alla forma non silenziosa di questa tecnica. Che, semplificando, consiste nel contrarre i muscoli del collo, ostruendo in parte la glottide. Cosicché il passaggio dell’aria provoca un suono sordo. Che, mantenuto continuo e regolare, diventa un suono simile al flusso di un’onda del mare sulla spiaggia. Il suono nasce timido, quasi rappreso. Ma poi cresce e si unisce al suono del respiro di ognuno, e moltiplicato per il suono di ciascun fiato, diventa come rumore del respiro di un mare. Mantra, che è voce d’oceano. Ampio, tranquillo. Potente. Si osserva il respiro e si pensa di poter arrivare infine a possederlo, quel mare. Per un attimo persino sereni. Chi possiede il mare, si dice, può possedere anche il mondo. Tranquillità che dura il respiro di un attimo. Se si affaccia, a disturbare la quiete della mente, un pensiero agitato, che sussurra le parole di Conrad: “Il mare… complice… dell’irrequietezza… dell’uomo”… E c’è chi  ricorda di non saper nuotare…

    41bis e dintorni, questione di illegittimità

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    Segnalata da Nadia Bizzotto, che commenta: “la lettura di questa decisione fa ancora sperare che in questo strano paese, dove il tema della giustizia viene da una parte e dall’altra strumentalizzato con polemiche spesso prive di una minima conoscenza delle questioni che si affrontano, vi è ancora spazio per l’affermazione CONCRETA ed EFFETTIVA dei principi del giusto processo !!”. Vale la pena di uno sforzo di lettura…

    “STORICA DECISIONE DELLA CORTE COSTITUZIONALE. Con la sentenza numero 143/2013 depositata ieri 20 giugno 2013 (relatore GIUSEPPE FRIGO) la CORTE COSTITUZIONALE ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 41-bis, comma 2-quater…, lettera b), ultimo periodo, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), come modificato dall’articolo 2, comma 25, lettera f), numero 2), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), limitatamente alle parole «con i quali potrà effettuarsi, fino ad un massimo di tre volte alla settimana, una telefonata o un colloquio della stessa durata di quelli previsti con i familiari».
    Scrive, tra l’altro la Corte, “pur nella singolare articolazione logico-sintattica del precetto che ne risulta, il senso della norma rimodulata è chiaro. Ferma restando l’inapplicabilità ai colloqui difensivi delle disposizioni (valevoli invece per i colloqui con i familiari) che prescrivono il vetro divisorio, il controllo auditivo e la videoregistrazione, vengono introdotti per la prima volta dei limiti legislativi di tipo “quantitativo” al diritto dei detenuti in questione a conferire con i propri difensori: (…)

    Amiche sottomarine…

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    Sfogliando, ieri sera, prima di addormentarmi, la raccolta di poesie di Piera Mattei, e fermandomi ai versi che danno il titolo alla raccolta, “Le amiche sottomarine”, appunto… incontrando dunque sirene. Sirene, nella loro veste dolente e umida. Incontrando, dunque, ancora una volta, la nostra natura più profonda… in specchi d’acqua nera…  Ecco, gli ultimi versi: ” (...)  oggi -sebbene da diverse foci – / ci ritroviamo / nella città sottomarina, dolenti / di quel gran peso che ci tiene / giù a vivere con altri affogati / come fossimo vive // eppue, vedi, ancora agili / vestite di iridate squame / nuotiamo al gran fondo che riflette / un’immagine nitida nel buio”.

    Difficile aggiungere parole … un invito, piuttosto, ancora a riconoscere, guardandosi intorno, guardandosi dentro, iridate squame… “Le amiche sottomarine”, dunque. Passigli editore. La sirena del disegno è di Cristiano Morandini