C’è un uomo nel carcere di Padova che lo scorso 4 luglio ha iniziato uno sciopero della fame e della sete, per urlare, così, la sua innocenza… Ed è la sua storia la prima che incontriamo lungo il viale, alberato dei Tigli delle nostre prigioni… Si chiama Roverto Cobertera. Per la cronaca, dominicano, con doppia cittadinanza, americana anche, condannato all’ergastolo per l’omicidio di un uomo, Tarik Saad Heddine, del Marocco, che sarebbe stato ucciso per un debito di droga da 30 euro. Insomma una storia di spaccio e traffico di stupefacenti. La condanna all’ergastolo arriva in appello, aggravando la condanna di primo grado, che era stata a 24 anni. Dell’omicidio Roverto Corbertera si è sempre dichiarato innocente. I suoi giorni senza cibo e senza acqua sul suo diario, li racconta così: “Oggi è il giorno 4 luglio, un gran giorno per l’America, è il giorno dell’Indipendenza del mio paese che penso che sia il miglior paese del mondo, dove i diritti dell’uomo vengono rispettati senza distinzione di colore e di razza. Oggi è iniziato il mio sciopero della fame e della sete per urlare la mia innocenza al di là del muro di cinta. Peso 82 Kg. Oggi ho fatto colloquio per la prima volta nell’ “Area verde” del carcere ed è stata una giornata bellissima e piena d’amore.” Al quindicesimo giorno dello sciopero della fame e della sete, Roberto pesa 73,70 chili. Ha sentito al telefono la moglie che, insieme alle persone in ansia per lui, gli ha chiesto che almeno bevesse, almeno un poco, perché suo nonno, che ha 105 anni, a mezzagosto verrà a trovarlo e non vogliono che lo veda troppo debole…. Così Roverto il 19 luglio scrive: “vado avanti con lo sciopero della fame, mi fermo solo un po’ per quello della sete per non farmi vedere da mio nonno troppo debilitato…” . Ma “il diciassettesimo giorno Peso 73,40 Kg… mi sento debole e giù di morale. Cerco di farmi forza perché presto vedrò il caro nonno…”(…)