More
    Home Blog Pagina 103

    Anche le fate hanno il tablet…

    0

    Mi arriva da Manuel Ronzoni un annuncio cui vale la pena di dare un’occhiata, e non solo se siamo di quelli per cui la fiaba fa parte ancora del proprio orizzonte… per un progetto che si presenta così:

    “Arriva la versione 2.0 della più popolare app di fiabe! Un progetto italiano, costruito sulla passione di più di 500 autori coinvolti e su contenuti classici ed originali che ha permesso di creare la più completa collezione di fiabe italiane con più di 1.500 testi, video e audio fiabe. Il portale www.tiraccontounafiaba.it è il punto di raccolta, la redazione inserisce le fiabe classiche, gli utenti possono condividere tutta la propria fantasia inviando fiabe nuove ed originali; le app ufficiali iOS e Android permettono la diffusione a più di 200.000 utenti che hanno effettuato il download (gratuito!) dell’app. // Un progetto completamente gratuito per tutti gli utenti, un esempio di condivisione sociale di contenuti di qualità, nel rispetto dei diritti d’autore e con l’obiettivo di fornire un supporto educativo e di intrattenimento ai soggetti che “raccontano le fiabe”: genitori, insegnanti, educatori, nonni …  // L’aspetto sociale e la possibilità di condividere i propri testi è inoltre uno stimolo alla creatività di piccoli e grandi autori. Un’offerta di visibilità unica e gratuita per dare spazio alla propria fantasia e per rendere interattivo il “gioco della fiaba”.(…)

    Le nostre prigioni…

    0

    Un invito… a leggere un articolo nell’ultimo numero di Internazionale, dove si legge del Brasile, delle proteste, e degli annessi lavori per i Mondiali dell’anno prossimo. Dove si racconta che perché ci si possa godere “liberamente” la festa, sono stati spesi circa 900 milioni di dollari. “le spese, si legge, comprendono un contratto per 30 milioni di dollari con la Condor, che ha fornito le bombe lacrimogene, lo spray urticante e le pallottole di gomma non solo alla polizia  turca ma anche agli Emirati Arabi UNiti e al Bahrein. Il contratto prevede la consegna di duemila kit di armi a lungo raggio oltre a 1800 pistole elettriche e a 8.300 granate sonore e luminose (…)”. Se poi consideriamo i lavori di ristrutturazione del leggendario stadio Maracana, che hanno ridotto di oltre la metà i posti cancellando le zone popolari, e dove sarà vietato suonare tamburi e srotolare bandiere…  La domanda che sorge spontanea , come si dice, è: cosa rimane della festa? Poco, forse, la risposta… e sicuramente ristretta in altro luogo che sa di prigione…

    La via delle stelle…

    0

    “Catturato dagli uomini, legato a una slitta frustato a sangue, Zanna Blu fugge. Viene ripreso, ferito. Ma sempre risorge, quasi immortale.”

    Alcune righe dalla prefazione che Margherita Hack ha scritto per “Zanna Blu”, di Carmelo Musumeci. La Signora delle stelle, o, più bello ancora come titola il Manifesto, Stella Rossa, è stata la prima firmataria dell’appello contro l’ergastolo. Per non  dimenticare…

     

     

    Tigli

    0

    … invasa alla svolta sull’angolo di una strada dal profumo di fiori di tiglio… profumo d’estate… ma profumo, piuttosto, che sempre mi riporta all’ansia del carcere… per via del viale alberato che guardava al carcere di Santa Maria Capua Vetere… massiccio impianto borbonico ora sede d’università, ora che un carcere è stato costruito spostato più in là, fuori dal centro… non so se intorno ci siano ancora alberi di tiglio… rimane, incancellabile, ogni estate, quel profumo che torna, denso di sbarre…

    ritornando…

    0

    Ritornando a lezione di yoga. Ripetendo, prove di respirazione. Ujjayi pranayama, che tradizionalmente, leggo, si traduce con “respiro vittorioso”. C’è chi ritiene si riferisca invece alla forma non silenziosa di questa tecnica. Che, semplificando, consiste nel contrarre i muscoli del collo, ostruendo in parte la glottide. Cosicché il passaggio dell’aria provoca un suono sordo. Che, mantenuto continuo e regolare, diventa un suono simile al flusso di un’onda del mare sulla spiaggia. Il suono nasce timido, quasi rappreso. Ma poi cresce e si unisce al suono del respiro di ognuno, e moltiplicato per il suono di ciascun fiato, diventa come rumore del respiro di un mare. Mantra, che è voce d’oceano. Ampio, tranquillo. Potente. Si osserva il respiro e si pensa di poter arrivare infine a possederlo, quel mare. Per un attimo persino sereni. Chi possiede il mare, si dice, può possedere anche il mondo. Tranquillità che dura il respiro di un attimo. Se si affaccia, a disturbare la quiete della mente, un pensiero agitato, che sussurra le parole di Conrad: “Il mare… complice… dell’irrequietezza… dell’uomo”… E c’è chi  ricorda di non saper nuotare…

    41bis e dintorni, questione di illegittimità

    0

    Segnalata da Nadia Bizzotto, che commenta: “la lettura di questa decisione fa ancora sperare che in questo strano paese, dove il tema della giustizia viene da una parte e dall’altra strumentalizzato con polemiche spesso prive di una minima conoscenza delle questioni che si affrontano, vi è ancora spazio per l’affermazione CONCRETA ed EFFETTIVA dei principi del giusto processo !!”. Vale la pena di uno sforzo di lettura…

    “STORICA DECISIONE DELLA CORTE COSTITUZIONALE. Con la sentenza numero 143/2013 depositata ieri 20 giugno 2013 (relatore GIUSEPPE FRIGO) la CORTE COSTITUZIONALE ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 41-bis, comma 2-quater…, lettera b), ultimo periodo, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà), come modificato dall’articolo 2, comma 25, lettera f), numero 2), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), limitatamente alle parole «con i quali potrà effettuarsi, fino ad un massimo di tre volte alla settimana, una telefonata o un colloquio della stessa durata di quelli previsti con i familiari».
    Scrive, tra l’altro la Corte, “pur nella singolare articolazione logico-sintattica del precetto che ne risulta, il senso della norma rimodulata è chiaro. Ferma restando l’inapplicabilità ai colloqui difensivi delle disposizioni (valevoli invece per i colloqui con i familiari) che prescrivono il vetro divisorio, il controllo auditivo e la videoregistrazione, vengono introdotti per la prima volta dei limiti legislativi di tipo “quantitativo” al diritto dei detenuti in questione a conferire con i propri difensori: (…)

    Amiche sottomarine…

    0

    Sfogliando, ieri sera, prima di addormentarmi, la raccolta di poesie di Piera Mattei, e fermandomi ai versi che danno il titolo alla raccolta, “Le amiche sottomarine”, appunto… incontrando dunque sirene. Sirene, nella loro veste dolente e umida. Incontrando, dunque, ancora una volta, la nostra natura più profonda… in specchi d’acqua nera…  Ecco, gli ultimi versi: ” (...)  oggi -sebbene da diverse foci – / ci ritroviamo / nella città sottomarina, dolenti / di quel gran peso che ci tiene / giù a vivere con altri affogati / come fossimo vive // eppue, vedi, ancora agili / vestite di iridate squame / nuotiamo al gran fondo che riflette / un’immagine nitida nel buio”.

    Difficile aggiungere parole … un invito, piuttosto, ancora a riconoscere, guardandosi intorno, guardandosi dentro, iridate squame… “Le amiche sottomarine”, dunque. Passigli editore. La sirena del disegno è di Cristiano Morandini

    Pensiero della domenica sera

    0

    … pensiero della domenica sera, quando, finalmente, a poco a poco, si spengono i lamenti dei cani… lasciati a guaire il fine settimana, chiusi, negli appartamenti… Li senti piano piano moltiplicarsi, a iniziare dalla sera del venerdì, e poi il sabato… sono strazi che si rincorrono e si rimandano, da un palazzo all’altro. A furia di sentirli, s’impara, anche, a leggerne i significati… le parole… d’attesa, estenuanti… le urla, di spavento, l’orrore dell’abbandono, anche… Lo scorso anno un cane lasciato su un balcone, proprio qui, nel quartiere di San Giovanni, si è lancianto giù in strada … facendola finita, una volta per tutte, esaperato, di solitudine e d’assenza… di caldo, anche, immagino…  Una domanda stupida: ma perché avere un cane, se neppure si ha il piacere di portarlo con sé a respirare fuori dalle città… E’ come quando qualcuno mi chiede con orrore: ma il tuo gatto sale sul letto? E perché mai avere un gatto, se non per il piacere di averlo sui piedi (o fra le braccia o sul collo…) la notte? Ricordo, tanti anni fa… un bellissimo alano, nel borghesissimo quartire di Prati. Un bellissimo alano e il suo altrettanto bel padrone… faceva così bella figura lui, il padrone, ad accompagnarsi ad un così bel cane.. avevano la stessa falcata, lo stesso sguardo giovane e seducente… l’avrà preso per questo, ricordo pensai… Ricordo, con strazio, i latrati di quel cane, dal venerdì sera alla domenica sera… lasciato solo nel suo appartamento dal giovane padrone andato via a godersi i suoi giorni, le sue estati, le sue donne… e il dolore, che immagino abbia provato, l’alano, quando, ho saputo, il suo bel padrone ha deciso di darlo via. Così, perché il bel gioco era finito. E finalmente è finita anche questa domenica. Sono rientrati tutti abbastanza presto, mi sembra… nessuno fiata, non un latrato, non un guaito… finalmente… solo ronzii di condizionatori d’aria…

    0