Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza di Firenze, ancora tenta di scuoterci dal nostro imperdonabile torpore… e ancora urla la sua denuncia, che sottoscriviamo:
“VERGOGNA! Tecnico morto montando il palco della Pausini: il risarcimento ammonta a 1936,80 euro….
Io non posso che restare profondamente sconcertato, perchè di questa ennesima vergogna tutta italiana, di quotidiani ne ha parlato solo Corriere della Sera e di telegiornali solo il Tg3. Sugli altri siti web dei quotidiani nazionali o dei tg non ho trovato nessuna notizia su questa ennesima vergogna.
Ma gli altri mezzi d’informazione cosa fanno, non hanno nulla da dire in merito?
A chi non ha moglie o figli, l’Inail da solo un assegno, come rimborso spese funerarie (questo assegno viene rivalutato di anno in anno).Ma possibile che la vita di un operaio valga davvero così poco? E intanto l’Inail ha un avanzo di bilancio annuale di circa 2 miliardi di euro, e un “tesoretto” derivante da questi avanzi di bilancio, che ammonta alla “modica cifra” di 18,5 miliardi di euro! Questi soldi sono depositati presso un conto infruttifero del Ministero del Tesoro e li usa lo Stato per ripianare i debiti.
Ma possibile che la vita di un operaio valga davvero così poco???
E’ UNA VERGOGNA!!! ”
Tornando, dalla Casa del Cinema. Dopo aver visto la cronaca delle 1367 ore che erano trascorse dalla strage di Capaci, la morte di Falcone della moglie Francesca Morvillo degli agenti della scorta, a quella di via D’Amelio, a Palermo, la morte di Borsellino e degli uomini, c’era anche una donna fra quegli uomini, della sua scorta… Nel documentario di Giancarlo Licata, a quel tempo cronista della redazione palermitana della Rai, di cui poi è stato anche Capo. “1367- La tela strappata”.
Dal carcere milanese di Bollate, un’interessante intervista che Susanna Ripamonti, direttrice del periodico Carte Bollate, giornale fatto dai detenuti, ha fatto a Massimo Parisi, oggi direttore del carcere. Bollate…
“Io ti saluto, con il dispiacere che non vedrò più la tua figura esile apparire silenziosa, e con l’angoscia di chi non ha potuto salvarti o aiutarti, perché in fondo in queste tragedie si è intimamente, irrimediabilmente soli, ma di questo siamo stati insieme a te, vittime impotenti…”
Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico, rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, di Firenze, ancora ci manda un articolo, un urlo, quasi, che non rimanga, voce nel deserto della nostra indifferenza… ascoltate…
e questa è una storia che ci ha andato Annarita Persechino. Un racconto che, assicura, è storia vera… se lei questa janara, fra la gente, l’ha riconosciuta… ma è un segreto, da non rivelare a nessuno… l’invito è ad andare, piano piano, la notte a cercarla, e chiedere consiglio, guardandosi dentro, guardandosi intorno….