More
    Home Blog Pagina 158

    Scarpe

    0

    Le fiabe… dove sono…  Sono in ogni cosa, diceva Gianni Rodari, nell’albero, nel tavolo, nella sedia… nella rosa. Le fiabe sono una Bella Addormentata. Basta svegliarla e tirarla fuori… Ed è esattamente quello che fa Giampiero Pierotti, che ha scritto “Fiabe di ogni giorno”…, piene di poesia, piene di voci, suoni… piene delle piccole, grandi cose, che ci accompagnano nella vita di tutti i giorni. Lampadine, sedie, sveglie, clacson, autostrade… che Pierotti, fa parlare … e allora, cominciamo con ascoltare cosa fa dire a queste cose che ogni mattina si lasciano mettere … sotto  i piedi… Sì, le scarpe, che il nostro autore si ferma a guardare davanti a una vetrina.

    sempre a proposito di parole

    0

    Eccone una nuova nuova. O meglio, vecchia come tante. E che come tante passava quasi in sordina. Anche perché non bella, diciamo la verità… come qualcosa di sgarbato, di poco armonico.  Ma ora, da qualche tempo, rimbalza qua e là con leggera disinvoltura… Eccola: Respingimento. Meglio Respingimenti. E sono, devono essere, si sente dire, cosa comune. Come dire oggi c’è il sole. E oggi, c’è stato un respingimento. La politica dei respingimenti, assicura il ministro deputato alla cosa, continuerà. E non c’è nulla di male… Forse, ma c’è qualcosa che suona male, in questa parola, come una nota stonata… Mano al vocabolario, allora. Alla voce respingimento, si legge: energico allontanamento, dal verbo respingere, allontanare prontamente, violentemente. Andiamo al soggetto che esercita l’azione del respingimento. Un termine che suona ancor peggio: respingitore. E che significa ( dal Devoto-Oli): responsabile di allontanamenti, o autore di rifiuti. Sì, proprio così, autore di rifiuti…

    Sogni

    0

    “Una volta i sogni degli uomini erano di legno. Quelli belli erano fatti di balsa, quelli brutti, gli incubi, erano pesanti come il ferro. Con i sogni gli uomini al mattino ci facevano il fuoco e si scaldavano la minestra. Dovevano però fare in fretta perché alle prime luci dell’alba viene Baku, il mostro che mangia i sogni degli uomini. Baku ha una lunga proboscide per infilarsi nel cervello attraverso il naso o la bocca di chi dorme. Ha zampe da leone e artigli d’aquila per afferrarsi al petto di chi dorme. Il suo corpo termina con una coda di bue, e con questa coda s’attorciglia al collo degli uomini, così che fa loro sputare i sogni prima che siano terminati. E’ per questo che molti sogni non hanno né testa né coda”. Spigolando da Il sonno della ragione, puntuali appunti, e molto di più, di Brunamaria dal Lago. Cercando un appiglio, per sogni andati a male…

    Ancora maghi e magie…

    0

    Ancora i ragazzi della scuola media di Regello.  Ancora racconti in cui parlano del loro mondo, e in qualche modo si interrogano sui propri comportamenti, sul presente, sul futuro … sul dolore, sì, anche loro, non ne sono affatto estranei… e noi spesso lo dimentichiamo… mentre anche su questo, i ragazzi, hanno tante cose da dire… Ecco il racconto di Elisa Poggi. C’era una volta e c’è ancora, proprio in cima al monte Bianco, una grotta dove vive il mago Memè, inventore di una pozione magica… Memè è un mago buono e gentile e nessuno conosce il segreto del suo magico intruglio. Nessuno, eccetto noi! E ve ne sveliamo la ricetta: Goccia di rugiada; Erba fatalina; Sangue di fata; Ciocca di capelli di ninfa del bosco; Corteccia di salice; peli di unicorno; Magia, fantasia, amicizia q. b. ...

    parole…

    0

    …e sempre a proposito di parole, di significati che si trasformano e deformano … chi ricorda il tempo quando “vecchio” non era una brutta parola… e aveva profumo di saggezza … quando “grande vecchio” era pensiero di conforto e forza, e simpatia… e non rimandava al terrore di tremori e debolezze da scacciare lontano…

    … e c’è ancora adesso

    0

    Un racconto di Gabriele Ermini, della scuola media di Regello, in provincia di Firenze. Parlando di cose piccole, di cose grandi… toccando problemi che riguardano tutti noi… in maniera molto profonda, sorprendente…

    C’era una volta, tanto tempo fa, una regina… Il suo nome era Maria Stella 3°, ma tutti la chiamavano “Maria Star”, perché le sue azioni verso il popolo erano state fino ad allora veramente belle ed importanti ed faceva di tutto per piacere alla sua gente. Ma… c’è un però: la regina aveva un’idea un po’ strana sui mestieri… dava valore alle figure di maggior successo e molti lavori non le piacevano affatto..  Un giorno, facendo un giro nel suo regno, “ Mary’s-Wood”, notò che la maggior parte delle persone lavorava nei campi, oppure erano artigiani, lavori che lei considerava umili, quasi disprezzabili. Così tornò al castello: ed emanò un editto: “Gli abitanti di Mary’s wood che fanno che fanno i seguenti mestieri: -pescatore;-contadino;-allevatore;-artigiano, dovranno riunirsi qui nel castello reale giovedì 13 marzo 1507 per un colloquio con S. A. Reale. La vostra regina, Maria Stella 3°”. E quando i lavoratori si presentarono al castello ( ed erano tanti che la maggior parte non poté entrare ), ordinò loro di distruggere gli strumenti del loro lavoro e cercarsi un nuovo mestiere..

    …proseguendo…

    0

    …le parole, appunto, con le quali pronunciamo il mondo… Tolleranza, ad esempio. Già molto meno di rispetto e riconoscimento di diritti. Ma a chi di noi piacerebbe essere “tollerato”? E non riconosciuto, rispettato…

    Pensiero di fine maggio

    0

    “I guasti del mondo si annidano nelle parole con le quali diciamo il mondo”. Pensiero di fine maggio, da un testo di Baudrillard. “Il delitto perfetto“, forse. Ascoltando le parole intorno…

    Cenerentola

    0

    Ancora una fiaba. Cenerentola, dunque. Racconto della scalata sociale più stupefacente che abbia mai colpito la fantasia, come è giunta a noi nela rielaborazione di Perrault, la più conosciuta e amata delle almeno 345 versioni della storia. Fiaba dell’eterna attesa del principe, di donne divise fra il piacere di sogni danzanti e la mestizia dei compiti di sempre… C’era dunque una volta un gentiluomo che, rimasto vedovo, aveva sposato una donna superba e intrattabile. Essa aveva due figlie che le somigliavano in tutto e per tutto. Il marito aveva inveceuna sola figlia, ma di dolcezza e bontà senza paro, ereditate da sua madre che era la persona migliore del mondo… Inutile dire che la matrigna sfogava il suo caratteraccio sulla povera bambina…

    Una preghiera

    0

    Una preghiera. Che ho letto affissa nella bacheca all’ingresso di una chiesa, la cappella del Belvedere di San Leucio, sulla collina alle spalle di Caserta. Scoprendo poi che era comparsa anni fa, sulla bachecha di un’altra chiesa, su nel nord, e di bacheca in bacheca, di chiesa in chiesa, è arrivata fin qui. Dunque: la preghiera dell’asino…

    “Signore, ormai stiamo per scomparire…/ Mi hanno detto che in Italia  / siamo rimasti in soli centomila. / E’ vero, siamo semplici asini… / però Omero ci ha cantato in versi sublimi; / però tu stesso uno di noi hai cavalcato. / Conservaci Signore. / Che sarebbe il mondo? / C’è sempre bisogno di qualche asino / che tiri avanti in silenzio / senza farsi vedere in televisione; / c’è sempre bisogno di qualche asino / che sappia solo dare /e mai prendere / e mai rubare. / Signore salva questi asini; / sono essi che salveranno la Terra.