
Tutto è iniziato da un disegno che mi ha mandato mio nipote Leonardo (in arte Inkmo) che, sempre col suo zainetto zeppo di fogli e matite colorate, produce più immagini che parole… Eccolo: un maialino con le ali, cappelletto conico della festa e una bacchetta di quelle suppongo magiche, per via della stellina… E stavo giusto pensando che sembrava quasi animato, quel maialino, che… accidenti!, con un colpo d’ali salta fuori dal foglio, mi si mette a volteggiare intorno, l’occhio un po’ spiritato e, con un traballante tentativo di sorriso, mi chiede in una supplica: “Posso passare qui la notte? Per favore… ho paura…”
Capite bene che la cosa mi ha un po’ inquietata, sono rimasta senza parole…
“Solo il tempo di questa notte, ti prego…” ha insistito. “Tutto questo vuoto… mi spaventa quasi più della folla di mostriciattoli in carne e ossa che l’anno scorso, di questa notte, si aggiravano per le strade”.
Certo che detto da lui…
E già, la notte dei morti. La notte degli spiriti che, ignorando le leggi del tempo e dello spazio, tornano sulla terra. Un po’ per nostalgia, un po’ per consolarci, per dirci che in fondo non ci hanno dimenticati del tutto. Un po’, diciamo la verità, per rincuorare se stessi, per ricordare, magari fossero assaliti da insane nostalgie, che quello che hanno lasciato sulla terra non è certo meglio del mondo della loro eternità…







