More
    Home Blog Pagina 37

    Tu con chi stai?

    0

    Paolo Rausa, a proposito di Mario e della sua ILiade… e della scelta di Ettore. Una bella riflessione, sulla sua vita messa in gioco per tutti noi…

    “Mario Trudu/Ettore, Mario Trudu/Ulisse, due personaggi leggendari ed eroici che popolano fra i tanti questi due poemi, trascritti da Omero e dagli aedi che con lui e dopo di lui hanno decantato le gesta eroiche di squaw pelle di luna, canta Battiato. Credo che in questa dualità dei personaggi ci sia tutto Mario e anche oltre, ovviamente. Quegli eroi hanno riempito anche la nostra fantasia giovanile. Tu con chi stai? Non so se è un caso, forse no, ma anch’io stavo con Ettore, come Mario. Non capivo bene perché allora. Forse lo consideravo più umano, più simile a noi, con una famiglia, la moglie che lo attende con il figlioletto in braccio alle Porte Scee, per salutarlo – intuisce – per l’ultima volta. Anche Ettore sa che il suo destino è segnato eppure, per amor di patria, non rinuncia a combattere, a fare il suo dovere. Come Mario, Ettore si batte per tutta la città.

    Due grandi sardi…

    0

    Vittorio da Rios accosta Mario Trudu ad Antonio Gramsci. Un accostamento che avrebbe commosso Mario… Ascoltate:

    “Un altro grande sardo, un intellettuale con l’eroico nel proprio DNA come lo definiva il Maestro Gerardo, vale a dire Antonio Gramsci, patì sofferenze inaudite in carcere. Il corpo piccolo e un po’ deforme di salute assai cagionevole occhi di un azzurro quasi metallico penetranti come lo definì Gobetti nel 1924 in “la rivoluzione Liberale” . Ricorda Gramsci quando nel carcere di Palermo durante un “transito” da un carcere all’altro fu presentato a un detenuto Anarchico che gli chiese: “Gramsci Antonio?”. “Sì, Antonio”, rispose Gramsci. “Non può essere” replicò il detenuto Anarchico. “Perché Antonio Gramsci deve essere un gigante e non un uomo cosi piccolo”. Anche il brigadiere della scorta si immaginava Gramsci “Ciclopico” ed era molto disilluso da questo punto di vista, ma poi non rinuncia a esibirgli la sua variopinta cultura da autodidatta, e a un certo punto comincia chiamarlo “maestro”.

    L’Iliade di Mario Trudu. Fra eroi e battaglie, una vita che non conosce resa

    0

    Su’ scriere est bellu unu donu / ti prenat de amore e de bellesa / est romanticu rumorosu sonu / est poesia est vida chene resa. // In costu logu si no l’area connotu / su tempus are passadu tristemente / chene risu, ma lagrimas a fiotu / ca in profundhu vivendhe so comenten // a Tiresia in su regnu de su scuriu / agantu no esistit ne note ne die / ca passadu de s’oltretomba su riu / ite terrore, su logu fritu, est che nie…

    Lo scrivere è un bel dono / ti riempie di amore e bellezza / è un romantico, rumoroso suono /
    è poesia, è vita che non conosce resa. // In questo posto se non l’avessi mai conosciuto / il tempo l’avrei passato con tristezza, / senza sorriso, ma lacrime a fiumi, / perché nel profondo sto vivendo come// Tiresia, nel regno dell’oscurità, / dove non esiste né il giorno né la notte / perché attraversato il fiume dell’oltretomba, / che terrore, il posto è freddo, è come la neve…

    Difficile, per me, trattenere il pianto, rileggendo questi versi con cui Mario Trudu (ne ho parlato tanto… l’eterno ergastolano che un sistema feroce e ingiusto ha lasciato morire dopo quarant’anni di carcerazione assoluta, senza la pietà di lasciargli rivedere la sua casa, nemmeno per il respiro di un attimo, quando già gravemente malato…) chiude il suo ultimo libro. Che è struggente e inconsapevole (forse) testamento, ma anche potente manifesto letterario…
    Quale più bella definizione dello scrivere, questo “romantico e rumoroso suono”, che è “vita che non conosce resa”. E la forza dell’animo che non conosce resa tutta esplode nelle pagine di questo suo ultimo libro di cui voglio parlarvi oggi: “La mia Iliade. Un’odissea di quarant’anni a inseguire la vita”, edito da Strade Bianche di Stampa Alternativa.
    Mario conosceva a memoria il poema di Omero,

    Il Nobel che meriterebbe…

    0

    La mia Iliade—- il sogno di Mario Trudu

    40 anni a inseguire la vita… 

    Mario Trudu, la sua Iliade e il premio Stregone

    0

    Beh, che dire, c’era da aspettarselo… da quello strepitoso editore all’incontrario che è Marcello Baraghini. L’aveva promesso ed ecco che ci siamo. Esattamente fra una settimana, la sera del 2 di luglio, in contemporanea con la serata finale del premio Strega, verrà ufficialmente proclamato il vincitore della terza edizione del premio Stregone.
    E sarà l’ultimo libro di Mario Trudu “La mia Iliade”, di cui vi parleremo. Libro purtroppo postumo. Mario è morto, dopo quaranta anni di carcerazione senza l’alito di uno spiraglio, nell’ottobre dello scorso anno. Nell’ospedale di Oristano, dove era stato ricoverato quando ormai era troppo tardi, nonostante le sollecitazioni, le richieste, le denunce perché, ammalato da tempo, ricevesse le cure necessarie, e in una struttura adeguata. I “no”, le “distrazioni”, le lentezze sono stati l’ultimo accanimento nei suoi confronti.
    Di Mario Trudu Marcello Baraghini si era da subito innamorato,
    fin da quando, ormai quasi una decina d’anni fa, gli avevo portato i primi manoscritti. Riconoscendo la forza della sua scrittura, di pensieri e parole vergati col sangue, che è l’inchiostro della vera letteratura. Tutto il sangue, nel bene e nel male, di una vita senza un attimo di quiete.
    E del colore del sangue è questa sua Iliade, che Natalino Piras nella prefazione definisce libro “meraviglioso, immenso”.

    Se i diritti sono di tutti…

    0

    A proposito di disabilità…. il pensiero di Vittorio da Rios, sempre molto generoso…

    “Grande merito alla carissima Francesca che ha affrontato con grande passione e professionalità l’universo complesso quanto diversificato dell’handicap. Pensiamo per esempio a quella gemma preziosa che meriterebbe di essere ripresa dalla RAI TV e RADIO che fu “Diversi da chi”, che Francesca per alcuni anni ha curato, messa poi sotto il cappello di una più ampia e, permettete, disomogenea “Area di servizio” (ma la Rai non dovrebbe essere tutta “servizio”?). Ma si sa che in RAI per “lavorare” occorre “mediare” titoli e contenuto dei programmi per soddisfare le varie anime che si spartiscono la gestione della più grande aziende italiana pubblica nel campo della informazione, quanto della formazione. Tra l’altro in una delle tantissime interviste fatte da Francesca a personaggi e protagonisti di quel mondo che noi impropriamente definiamo dei “diversi”, un grande studioso dei processi evolutivi in termini quantistici e numerici del mondo dell’handicap, eravamo agli inizi del decennio appena finito, stabiliva in un miliardo le persone presenti sul pianeta che per varie ragioni sono portatrici di deficit fisici quanto di natura psicologica. Quindi un intero “Continente”

    L’estate per tutti… con un pensiero ad Alex Zanardi…

    0

    Una involontaria coincidenza col dramma di Alex Zanardi sulla sua handbike nel Senese. Oggi che comunque giugno ci sbalza dentro l’estate..Oggi che giugno ci sbalza d’un colpo dentro l’estate…E ci stiamo interrogando e appuntiamo regole e consigli per liberare nel sole il nostro tempo e i nostri spazi… adesso che forse una vaga idea ce la siamo fatta di cosa significa avere intorno un mondo poco accessibile… un pensiero a tutte le persone “affette”, come diciamo come fosse un virus anche quello, da una qualche disabilità, per le quali è spesso tanto difficile accedere al mondo… Occupandomene, in passato, mi è molto servito per abbattere qualcuna delle mie barriere mentali (tutti ne abbiamo, anche se inconsapevoli).

    “Noi pensiamo che il mondo sia diviso in abili e disabili… – mi diceva Fabrizio Vescovo, architetto che ha passato la vita a pensare città e spazi “amichevoli” per tutti- ma disabili lo siamo tendenzialmente tutti. Spesso è il nostro modo di concepire e strutturare il mondo che crea barriere”. Già, il concetto di accessibilità è ben più ampio di quello che normalmente intendiamo. E non c’è bisogno di essere gravemente ammalati… basta guardarsi intorno…,

    A Casa di Lola, sulle tracce di Maria Lai

    0

    Dalle cime tempestose/ tra dirupi e smottamenti/scende al sole e si distende/ la vallata di Cardedu// C’è un bel colle nella valle/ che va su a guardare il mare/ su quel colle c’è il nuraghe/ che è la casa delle maghe…
    Il respiro aspro e dolce della Sardegna, l’altra isola che, come la Sicilia, ha rubato un pezzo della mia anima… mi arriva oggi dalla campagna di Cardedu, con le immagini della casa di Maria Lai, una delle artiste più rappresentative dell’arte sarda contemporanea, fra le più affascinanti che hanno attraversato il Novecento per affacciarsi fino all’alba del 2000…

    Di Maria Lai, della sua arte tessuta di fili, e dei gesti e della materia e delle luci e delle ombre della sua terra, ero rimasta estasiata perdendomi nei percorsi della ricchissima mostra che lo scorso anno le era stata dedicata a Roma, nelle sale del MAXXI. Intenerita, anche, dalla gentilezza del suo viso, dal garbo della sua voce sorridente che piccoli schermi rimandavano da un angolo all’altro, per raccontare quel “gioco d’adulti” che, diceva, è l’arte. Maria Lai, artista di cui tanti hanno parlato e tanto…Ma nessuno prima d’ora ci ha regalato la sorpresa di una porta che si apre su uno spazio intimo dove ogni dettaglio è nuova parola di lei…
    Lo fa Pietro Basoccu, il primo a essere autorizzato a entrarvi catturando (o liberando?) immagini, con un libro fotografico,

    Ripassando la Costituzione…

    0

    A proposito del G8 di Genova, quanto accadde, quanto abbiamo dimenticato… forse dovremmo rileggere alcuni articoli della nostra Costituzione. Ce lo ricorda Vittorio da Rios. Una bella lezione.. da leggere:

    “In una realtà sociale, e culturale, e politica degradata quanto corrotta a livelli infimi e volgari, è opportuno ricordare ciò che disse a suo tempo un grande politico con la P maiuscola nonché grande intellettuale: Enrico Berlinguer. Le forze di polizia e l’esercito quanto i servizi secreti debbono essere rigidamente e costantemente sotto il controllo democratico del parlamento e dei partiti ossatura del nostro sistema democratico, nel totale rispetto e attuazione della nostra Costituzione. Quanto ciò non avviene si assiste a comportamenti illiberali ad atteggiamenti da parte delle forze di polizia reazionarie, violente, gravemente lesive dei diritti fondamentali delle persone a manifestare e contestare atti concreti che minano la convivenza civile e le conquiste democratiche compiute dopo la tragedia nazifascista.

    Il G8 di Genova, vent’anni dopo. Un “cunto” per non dimenticare e tornare a sognare

    0

    Fra poco più di un anno, saranno vent’anni da quel che accadde a Genova nei giorni del G8. Vent’anni e sembra solo ieri. Perché il ricordo, per chi ricorda, sempre brucia. Come bruciano i dolori e il lutto mai elaborato… e a volte c’è da chiedersi se questo nostro paese ha davvero capito quel che di tremendo accadde in quel fine settimana di luglio del 2001… cosa hanno significato per la nostra democrazia quei terribili giorni di sospensione di ogni diritto…

    Per questo oggi vi voglio parlare di un progetto nato “per rimettere in circolazione un sogno, che in quei giorni si infranse…”. “Progetto 20anni- per non dimenticare il G8 di Genova”, ideato da Area Teatro, compagnia teatrale siciliana fondata da Alessio e Ivano Di Modica.
    Alessio e Ivano, che vent’anni fa insieme ad altri due compagni, già forti del loro impegno e delle battaglie per la loro terra (Augusta, per la precisione, sulla costa del siracusano dove da decenni l’inquinamento industriale penetra nel suolo e nelle falde acquifere, contamina il mare, si respira con l’aria…), avevano risalito l’Italia per unirsi alle centinaia di migliaia di persone che pacificamente manifestavano contro i Grandi della terra. Anche loro andati a Genova, come tanti, per testimoniare e progettare un mondo migliore…