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    Se i diritti sono di tutti…

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    A proposito di disabilità…. il pensiero di Vittorio da Rios, sempre molto generoso…

    “Grande merito alla carissima Francesca che ha affrontato con grande passione e professionalità l’universo complesso quanto diversificato dell’handicap. Pensiamo per esempio a quella gemma preziosa che meriterebbe di essere ripresa dalla RAI TV e RADIO che fu “Diversi da chi”, che Francesca per alcuni anni ha curato, messa poi sotto il cappello di una più ampia e, permettete, disomogenea “Area di servizio” (ma la Rai non dovrebbe essere tutta “servizio”?). Ma si sa che in RAI per “lavorare” occorre “mediare” titoli e contenuto dei programmi per soddisfare le varie anime che si spartiscono la gestione della più grande aziende italiana pubblica nel campo della informazione, quanto della formazione. Tra l’altro in una delle tantissime interviste fatte da Francesca a personaggi e protagonisti di quel mondo che noi impropriamente definiamo dei “diversi”, un grande studioso dei processi evolutivi in termini quantistici e numerici del mondo dell’handicap, eravamo agli inizi del decennio appena finito, stabiliva in un miliardo le persone presenti sul pianeta che per varie ragioni sono portatrici di deficit fisici quanto di natura psicologica. Quindi un intero “Continente”

    L’estate per tutti… con un pensiero ad Alex Zanardi…

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    Una involontaria coincidenza col dramma di Alex Zanardi sulla sua handbike nel Senese. Oggi che comunque giugno ci sbalza dentro l’estate..Oggi che giugno ci sbalza d’un colpo dentro l’estate…E ci stiamo interrogando e appuntiamo regole e consigli per liberare nel sole il nostro tempo e i nostri spazi… adesso che forse una vaga idea ce la siamo fatta di cosa significa avere intorno un mondo poco accessibile… un pensiero a tutte le persone “affette”, come diciamo come fosse un virus anche quello, da una qualche disabilità, per le quali è spesso tanto difficile accedere al mondo… Occupandomene, in passato, mi è molto servito per abbattere qualcuna delle mie barriere mentali (tutti ne abbiamo, anche se inconsapevoli).

    “Noi pensiamo che il mondo sia diviso in abili e disabili… – mi diceva Fabrizio Vescovo, architetto che ha passato la vita a pensare città e spazi “amichevoli” per tutti- ma disabili lo siamo tendenzialmente tutti. Spesso è il nostro modo di concepire e strutturare il mondo che crea barriere”. Già, il concetto di accessibilità è ben più ampio di quello che normalmente intendiamo. E non c’è bisogno di essere gravemente ammalati… basta guardarsi intorno…,

    A Casa di Lola, sulle tracce di Maria Lai

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    Dalle cime tempestose/ tra dirupi e smottamenti/scende al sole e si distende/ la vallata di Cardedu// C’è un bel colle nella valle/ che va su a guardare il mare/ su quel colle c’è il nuraghe/ che è la casa delle maghe…
    Il respiro aspro e dolce della Sardegna, l’altra isola che, come la Sicilia, ha rubato un pezzo della mia anima… mi arriva oggi dalla campagna di Cardedu, con le immagini della casa di Maria Lai, una delle artiste più rappresentative dell’arte sarda contemporanea, fra le più affascinanti che hanno attraversato il Novecento per affacciarsi fino all’alba del 2000…

    Di Maria Lai, della sua arte tessuta di fili, e dei gesti e della materia e delle luci e delle ombre della sua terra, ero rimasta estasiata perdendomi nei percorsi della ricchissima mostra che lo scorso anno le era stata dedicata a Roma, nelle sale del MAXXI. Intenerita, anche, dalla gentilezza del suo viso, dal garbo della sua voce sorridente che piccoli schermi rimandavano da un angolo all’altro, per raccontare quel “gioco d’adulti” che, diceva, è l’arte. Maria Lai, artista di cui tanti hanno parlato e tanto…Ma nessuno prima d’ora ci ha regalato la sorpresa di una porta che si apre su uno spazio intimo dove ogni dettaglio è nuova parola di lei…
    Lo fa Pietro Basoccu, il primo a essere autorizzato a entrarvi catturando (o liberando?) immagini, con un libro fotografico,

    Ripassando la Costituzione…

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    A proposito del G8 di Genova, quanto accadde, quanto abbiamo dimenticato… forse dovremmo rileggere alcuni articoli della nostra Costituzione. Ce lo ricorda Vittorio da Rios. Una bella lezione.. da leggere:

    “In una realtà sociale, e culturale, e politica degradata quanto corrotta a livelli infimi e volgari, è opportuno ricordare ciò che disse a suo tempo un grande politico con la P maiuscola nonché grande intellettuale: Enrico Berlinguer. Le forze di polizia e l’esercito quanto i servizi secreti debbono essere rigidamente e costantemente sotto il controllo democratico del parlamento e dei partiti ossatura del nostro sistema democratico, nel totale rispetto e attuazione della nostra Costituzione. Quanto ciò non avviene si assiste a comportamenti illiberali ad atteggiamenti da parte delle forze di polizia reazionarie, violente, gravemente lesive dei diritti fondamentali delle persone a manifestare e contestare atti concreti che minano la convivenza civile e le conquiste democratiche compiute dopo la tragedia nazifascista.

    Il G8 di Genova, vent’anni dopo. Un “cunto” per non dimenticare e tornare a sognare

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    Fra poco più di un anno, saranno vent’anni da quel che accadde a Genova nei giorni del G8. Vent’anni e sembra solo ieri. Perché il ricordo, per chi ricorda, sempre brucia. Come bruciano i dolori e il lutto mai elaborato… e a volte c’è da chiedersi se questo nostro paese ha davvero capito quel che di tremendo accadde in quel fine settimana di luglio del 2001… cosa hanno significato per la nostra democrazia quei terribili giorni di sospensione di ogni diritto…

    Per questo oggi vi voglio parlare di un progetto nato “per rimettere in circolazione un sogno, che in quei giorni si infranse…”. “Progetto 20anni- per non dimenticare il G8 di Genova”, ideato da Area Teatro, compagnia teatrale siciliana fondata da Alessio e Ivano Di Modica.
    Alessio e Ivano, che vent’anni fa insieme ad altri due compagni, già forti del loro impegno e delle battaglie per la loro terra (Augusta, per la precisione, sulla costa del siracusano dove da decenni l’inquinamento industriale penetra nel suolo e nelle falde acquifere, contamina il mare, si respira con l’aria…), avevano risalito l’Italia per unirsi alle centinaia di migliaia di persone che pacificamente manifestavano contro i Grandi della terra. Anche loro andati a Genova, come tanti, per testimoniare e progettare un mondo migliore…

    Sette fiori di malva rosa…

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    Appuntatevi questi ingredienti:
    “un pizzico di fiori di camomilla, sette fiori di malva rosa, guscio di nocciola, guscio di mandorla, una mezza carruba, un cucchiaino di miele, un fico secco. Fare bollire una tazza d’acqua, calare il tutto e lasciare in infusione per sette minuti. Il tutto accompagnato dalla lettura di una fiaba… Perché la pozione sia efficace è necessario attenersi scrupolosamente alla ricetta e ricordare che il racconto di una fiaba è l’unico ingrediente davvero indispensabile”.
    Questa è un’antica ricetta, antidoto per le artecheche che, se non lo sapete, nella tradizione popolare di un nostro sud indicano i momenti in cui i bambini sono particolarmente agitati e hanno bisogno di calma e di essere seguiti… Sono andata a ricercarla, questa ricetta, perché a volte non solo i bambini hanno bisogno di qualcosa che li acquieti… Così ho ripreso in mano “Sette fiori di malva rosa”, di Anna Rita Persechino, che è ricercatrice di narrazioni popolari, insegnante di scuola primaria e di bambini, e di racconti, se ne intende…

    Il giardino dei limoni…

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    Ancora, a proposito di donne e della loro hambre del alma…, una bella riflessione di Paolo Rausa, che ancora aggiunge pensieri…

    “Mi vengono in mente tante storie, Francesca, di lotta e di resistenza delle donne contro il dominio degli uomini, non solo per affermare i grandi ideali o i diritti di genere, ma anche piccole storie di amori non corrisposti, o di spazi non concessi, di sentimenti negati e aspirazioni troncate che arrivano al punto di rottura, drammatico. Leggiamo purtroppo le cronache di questi tempi, di questi giorni, che hanno costretto coppie già sull’orlo di una crisi a convivere forzatamente, con le conseguenze il più delle volte di sottoporre la donna a comportamenti di sudditanza e in caso di ribellione al femminicidio, cosiddetto. Fra tutti i diritti quello più calpestato è il diritto all’amore e ai sentimenti.

    Col cuore coperto di neve…

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    Tutto da leggere l’intervento di Vittorio da Rios, a proposito di donne, di violenza, dei drammi del mondo….

    “Mai riuscirà l’ominide a diventare adulto? Utopia? In questi giorni e notti mi capita di seguire interventi di intellettuali di prestigio, coloro che hanno la presunzione “motivata da indubbio sapere” di trasmettere le conoscenze fin qui acquisite e in qualche modo di elaborare un nuovo paradigma culturale. Non noto niente di nuovo sotto il sole che già non si sappia con limitate modificazioni di superficie. Cosa centra direte con il bellissimo racconto-saggio di Francesca che ci aggiorna sulle tante violenze fatte alle donne, 30 assassinate alla data odierna con incremento dovuto alla Pandemia? Poiché tutto è unito in questa orrenda babele… il femminicidio, la tragedia del sistema carcerario, le non più tollerabili sperequazioni sociali, l’odissea inumana dei profughi da guerra e violenze di ogni tipo, i trenta milioni di uomini “gli eserciti” super armati e ben pagati per rafforzare e perpetrare i crimini di sistema, e permettere cosi a una esigua minoranza di assorbire e godere del 90% della ricchezza prodotta sul pianeta terra. Noi viviamo dentro questa tragica realtà. Già negli anni ’60 Pier Paolo Pasolini parlava di “un universo orrendo”

    Hambre del alma…. le donne che la quarantena non ha salvato

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    Ma quante sono le cose, e i drammi, cui non sembriamo far tanto caso, sommersi come siamo da notizie, vere e meno vere, attendibili e meno attendibili, a proposito del virus che tutto sembra occupare, dei nostri corpi, delle nostre menti, di ogni molecola dell’aria che respiriamo…
    Per ricordare che la vita, e la morte, non sono solo Covid19, e per dare l’addio a questo maggio, mese di donne e di madonne… due storie finite in tragedia, e un libro che può aiutare a salvarsi…Un pensiero ancora alle donne vittime di violenza, che la quarantena non salva, anzi… I numeri dicono che durante questi mesi “ristretti” è stata uccisa, in “famiglia”, una donna a settimana… Una trentina se vogliamo fare la conta dall’inizio dell’anno. La mattanza dunque continua, anche se la rappresentazione della violenza reale sembra assai più debole di quella ‘percepita’, dalle vittime naturalmente. Come se le morti di donne uccise da mariti e compagni, attuali o ex, siano diventate come quelle altre morti (per tumori da inquinamento ambientale, per incidenti stradali, per alcool e fumo…) con le quali abbiamo deciso di convivere, come prezzo della vita che ci siamo costruiti…
    Oggi voglio ricordare due di quelle donne, passate via nel soffio di una pagina di cronaca… uccisa, l’una, perché voleva andare via, l’altra per essere troppo restata… Andando e stando…

    A proposito di fiabe…

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    A proposito de “Il sogno di Cora”, il racconto di Emanuela Nava, a proposito di fiabe… l’accorato intervento di Vittorio da Rios …

    “Come non ringraziare due figure di donne e intellettuali della caratura e sensibilità culturale e umana espresse da Emanuela e Francesca? La potenza delle fiabe è universalmente conosciuta da secoli oramai. Ma ora nell’era atomica, post moderna dentro il paradigma inedito “catastrofale” odierno, la potenza delle fiabe può dare un notevole contributo, non solo a superare contesti esistenziali quotidiani di estrema sofferenza e disagio che una infinità di infanzia soffre, per causa e responsabilità, “DEI CRIMINI DI SISTEMA”, quanto costruire quello che Balducci definiva l’uomo nuovo inedito ancora nascosto ma che sta lentamente emergendo, e le fiabe ne stanno incentivando la definitiva nascita. Utopia? Pensare alla formazione di un nuovo paradigma oltre la “cultura” della tribù bianca sia mera presunzione nel tentativo di dare futuro alla umanità liberata da violenza, sopraffazione moderne schiavitù determinate da guerre e genocidi in cui l’uccidere a livello di massa dagli eserciti è garantito da adeguate legislazioni che ne danno legittimità e diritto, sia un inutile esercizio?