Conoscete la mia passione per le fiabe, che ovunque ne cerco… convinta, con Rodari, di quale utile strumento siano per “chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione e sa quale valore di liberazione possa avere la parola”. Così, anche da adulti, sì è ancora in cerca di quelle figure che così bene sanno agire “nel purgatorio, e nell’inferno, del presente”. E sapete bene quanti inferni siamo capaci di creare su questa terra… Per fortuna c’è sempre qualcuno che ci tende una mano, muovendosi lungo il sentiero tracciato dai grandi scrittori di fiabe, e in questi giorni, pensate, ho incontrato una fiaba scritta per quei bambini che portano nel cuore un peso davvero tremendo… bambini che hanno un genitore in carcere.
Ascoltate… “C’era una volta una compagnia di artisti che recitava nei più grandi teatri del mondo. Tra i vari artisti si esibiva un mago capace di far sparire uno spettatore in prima fila, per farlo riapparire in fondo alla platea. L’artista più piccola si chiamava Cora e aveva imparato dai suoi genitori a fare difficili numeri di giocoleria, come tenere tre palline in equilibrio sulla coda. Un giorno il suo papà sparì all’improvviso, e Cora capì subito che non si trattava di un trucco di magia. La mamma le disse che era andato ad esibirsi in altre città e che sarebbe tornato presto…”
Ma il papà di Cora non torna. Non torna e non telefona…
Il sogno di Cora, una fiaba per non aver paura della verità
Non solo Ravanusa. L’uso deviato del T.S.O.
Alla fine mi sono fatta coraggio e l’ho ascoltata… la registrazione della brevissima telefonata fra Dario Musso, il giovane arrestato e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio a Ravanusa, paese dell’agrigentino, e il fratello…
In un pugno di secondi, che colgono un momento di intensissima sofferenza, appena si percepisce, proveniente da chissà quali lontananze, la voce impastata, la fatica, l’afasia, quasi… “non posso muovere le mani, le braccia… come sta la mamma…”. Non ti preoccupare, abbiamo scritto al tribunale, ti tireremo fuori di lì…
Hanno fatto il giro del web, come si dice, le immagini dell’arresto di Dario, fermato perché girava in auto per le strade del paese, e con un megafono incitava i cittadini a uscire in strada… che “la pandemia non esiste”.
Arrivano i carabinieri, i medici. Dario è messo a terra, bloccato e… “mammamia, lo stanno sedando, lo stanno sedando” la voce spaventata di chi ha visto e ripreso dal balcone quel che accadeva giù in strada. Dario viene sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio.
E così è finito legato a un letto di contenzione un attivista, un “disturbatore della quiete pubblica”, già noto per qualche atto di intemperanza…
Ancora madri…
Ancora parlando di madri… il pensiero di Paolo Rausa…
“Il Mese Mariano, questo. Omaggio alla Madonna e a tutte le Madri, che sono felici quando sembra che tutto vada bene in famiglia, soprattutto quando i figli stanno bene, sono sereni e hanno imboccato la strada del benessere, della apparente felicità, ecc. E sono tristi, le mamme, quando qualcosa di insolito, di strano, di anormale devia la vita dei figli dalla direzione intrapresa, quando per qualche caso del destino qualcosa va storto… E accompagnano i figli nel loro calvario, non voluto, eppure la madre non si dà per vinta.
Madri….
A proposito di “Esercizi sulla madre”, Vittorio da Rios ci accompagna in un viaggio fra letture, storia, cronache…. di storie di madri….
“Stimolato dal racconto ho ripreso in mano un testo di valore assoluto: Mauro Cameroni, L’HANDICAP DENTRO E OLTRE (Feltrinelli 1983) ,con una straordinaria prefazione di Giovanni Berlinguer. Sconsiglio la lettura di questo libro, rileva Berlinguer, agli handicappati morali, una categoria più numerosa, purtroppo, degli handicappati fisici e mentali, e certo più influente; spesso meno recuperabile. Lo sconsiglio anche agli ipercritici pronti a catalogare come ingenuità l’espressione di forti sentimenti. Essi storcerebbero il naso di fronte a invettive, denunce, appelli e utopie che si susseguono tumultuose in queste pagine. Mauro non ha scritto per loro.
Esercizi sulla madre
Perdonate se oggi, festa della mamma, vi intristisco ricordando una terribile vicenda di cronaca di qualche settimana fa, arrivata dalla periferia Sud di Roma. L’omicidio di una donna, accoltellata dal figlio, un ragazzo di 20 anni. Scarne le notizie… i carabinieri hanno fermato il ragazzo… chiuso, introverso, nervoso, leggo delle testimonianze… “da quanto si apprende affetto da problemi psichici”… ora in carcere… alla catena di quel suo terribile gesto…
Una storia che mi sembra difficile accantonare. Senza per almeno un attimo chiedermi cosa sia mai accaduto nella mente di quel figlio. Senza chiedermi, soprattutto oggi, cos’è stato quel cuore di madre, con quali occhi ha guardato quel suo figlio, nel momento tremendo del gesto omicida…
Storia estrema, che mi ha riportato alle pagine di un romanzo, letto qualche anno fa e che mi è rimasto nell’animo: “Esercizi sulla madre”, di Luigi Romolo Carrino. Anche nel romanzo di Carrino accade qualcosa di terribile, e le domande sono tante e tremende… Ma gli scrittori, quelli veri, loro sì che hanno risposte, o comunque sanno aprire per noi strade, per noi che volessimo cercare di capire…
ma l’emergenza sanitaria non può giustificare tutto
Vi propongo un gioco. Mettete in fila dentro una serie di caselle, l’una dietro l’altra, un po’ di notiziole che arrivano qua e là dalla penisola… L’anziana donna multata perché seduta su una panchina, stanca per la fila del supermercato… l’irruzione dei carabinieri in una chiesa dove si stava celebrando messa (13 persone, ha chiarito protestando il parroco, in uno spazio di 300 metri quadrati), l’inseguimento di un uomo che passeggiava, solissimo, su una spiaggia deserta, due genitori le cui capacità genitoriali vengono messe in dubbio se il figlio minorenne è uscito di casa…
E poi. L’obbligo, in non so quale comune, di fare una spesa di almeno 50 euro per giustificarne la necessità. E la variante, non importa dove, dell’obbligo di spesa di almeno otto prodotti, sempre per giustificare la necessità di quell’uscita fino al negozio. Il comune, ancora, dove il buono spesa puoi averlo solo se sei residente (gli irregolari possono morire di fame)…
Riusciremo a diventare adulti?
Foto di Pietro Basoccu, dal reportage, “Nel labirinto della vita”….
A proposito di “acquari sfortunati” e della stanza dei pesci… le ineludibili domande che, guardando alla Storia passata e presente, ci pone Vittorio da Rios:
“Pioveva su tutte le Langhe, lassù a San Benedetto, mio padre si pigliava la sua prima acqua sottoterra.Era mancato nella notte di giovedì l’altro, e lo seppellimmo domenica, tra le due messe. Fortuna che il mio padrone m’aveva anticipato tre marenghi, altrimenti in tutta casa nostra non c’era di che pagare i preti e la cassa e il pranzo ai parenti.La pietra gliel’avremmo messa più avanti, quando avessimo potuto tirare un po su testa. Cosi inizia Beppe Fenoglio la “malora”.Quanti “acquari in questo UNIVERSO ORRENDO, nel suo tragico divenire della storia si è costruito e si continua a costruire? Bertolt Brecht nel diario di lavoro annota: Steff mi manda per vie traverse, il lungo e circostanziato scritto con cui Oppenheimer si difende. Questo infelice ha collaborato a fabbricare la prima bomba atomica, quando durante la guerra hitleriana i fisici americani vennero a sapere che Hitler stava facendo costruire una bomba atomica.
La stanza dei pesci
Foto di Pietro Basoccu, dal suo lavoro “Nel labirinto della vita”.
“Un pesce dentro un acquario, per quanto possa nuotare, sbattere le pinne, dimenarsi, salire fino su per poi scendere fino a giù, resterà sempre un pesce dentro un acquario. A meno che non si tratti di un pesce dentro un acquario fortunato… un giorno indefinito, una mano paziente, sapiente, capace e generosa, lo prenderà in mano senza scottarlo, curandosi di lui lo porterà diritto fino al mare… anche se dovesse morire lo farà naturalmente e non carbonizzato sui bordi di un’acqua putrida e stagnante di un acquario sbadatamente dimenticato”.
Riprendo le fulminanti parole con le quali Flora Tommaseo aveva introdotto la sua autobiografia, o quasi, “La stanza dei pesci” (Alphabeta Verlag editore), straordinario racconto, scritto una decina di anni fa,

