Leggendo dei senzatetto ancora morti nel freddo… qualche nota di cronaca, l’accenno a un nome, una strada… arriveranno poi le statistiche, che tutto restituiscono in poltiglia di numeri…
Andando a rileggere un racconto di un po’ anni fa. La storia di un uomo che per anni ho visto trascinarsi dietro pacchi di giornali, e giorno dopo giorno spiato, per cercare di capire… fino a incontrare, all’alba di un giorno d’inverno, un profilo trasparente di marmo che ancora non dimentico… ieri, come oggi…
L’acqua era venuta giù all’improvviso. Lacerando la fredda calma che stava scendendo sulla città, sulla frenesia spenta del quartiere, sul sonnolento stile d’epoca dei palazzi, sulle vetrine e le dozzinerie dei negozi, sul sorriso masticato delle commesse, la polvere inquieta dei lavori in corso, i rami spogli dei tigli, sulla tenda a strisce della rosticceria, sulla tettoia dell’edicola… Sui pacchi di giornali che aveva raccolto negli ultimi mesi. Rubati alle panchine, chiesti in carità agli edicolanti, raccolti dai cumuli delle immondizie. Sette buste di plastica bianca gonfie di carta, tenute strette da nodi di spago.
Un’impresa al di sopra delle sue possibilità,





